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Imem-Cnr: in arrivo il fotovoltaico low cost

Nuvola di atomi
La «nuvola di atomi» creata dalle scariche elettriche che colpiscono il lingotto di CIGS (in basso appena al di sotto della zona più luminosa). Il substrato su cui viene depositato il film sottile è posto in alto. Le scariche elettriche provengono da destra

Giovanni Notaro • Messo a punto dall’Istituto di Parma un processo di produzione di celle solari a film sottile che, funzionante a bassa temperatura, consente di utilizzare un’ampia gamma di substrati

 

È banale ripetere che il sempre maggior ricorso alle cosiddette energie pulite è diventato un obbiettivo prioritario per la maggior parte dei Paesi a maggior consumo di energia ma, proprio per questo, le tecnologie per i sistemi di produzione su scala industriale di energia a basso impatto – in primis nel settore solare-fotovoltaico – sono proprio in questi Paesi al centro dell’attenzione.

 

In tale ambito, un sostanziale passo avanti verso la produzione a basso costo di moduli fotovoltaici innovativi, è stato realizzato dall’Istituto dei materiali per l’elettronica ed il magnetismo del Consiglio nazionale delle ricerche di Parma (Imem-Cnr) che ha messo a punto film sottili di diseleniuro di rame, indio e gallio.

 

Macchine di crescita delle celle solariSpiega Massimo Mazzer, coordinatore del Gruppo di ricerca dell’Imem-Cnr che “questo materiale policristallino, noto con l’acronimo di CIGS, è ideale per applicazioni fotovoltaiche soprattutto perché assorbe la luce in modo molto efficiente; è però complesso da sintetizzare sotto forma di film sottile mantenendo le necessarie caratteristiche di composizione chimica e di struttura cristallina. Finora per la deposizione dei film si è ricorsi a processi di sintesi complessi, che richiedono numerosi passaggi in condizioni anche molto diverse di temperatura e pressione: la produzione su scala industriale di moduli fotovoltaici a base di CIGS non è pertanto decollata a causa degli alti costi”.

Il gruppo di ricerca ha invece sviluppato un processo “che consente di depositare film sottili di CIGS, con un unico passaggio a temperature di circa 270°C, molto più basse dell’attuale limite inferiore di circa 400°C dichiarato da altri centri di ricerca e industriali in tutto il mondo; questo importante risultato è stato ottenuto grazie ad una tecnica che utilizza delle scariche elettriche controllate per vaporizzare istantaneamente il CIGS dalla superficie di un lingotto e trasferirlo sul substrato della cella solare. Nei laboratori dell’Imem siamo riusciti a controllare le proprietà termodinamiche di queste nuvole di atomi generate dagli impulsi elettronici fino a ottimizzare la formazione e la crescita del film sottile”.

 

Team di ricerca CNR-ImemIn termini di efficienza, il 15% ottenuto col nuovo processo è allineato ai migliori risultati sinora raggiunti su scala industriale “ma ci aspettiamo di riuscire a colmare ulteriormente il gap con l’attuale record mondiale del 20,3% ottenuto in laboratorio dai ricercatori dello Zsw di Stoccarda”, conclude Mazzer. “Uno dei principali vantaggi che derivano dall’abbattimento delle temperature è la possibilità di produrre celle solari a film sottile di CIGS su un’ampia gamma di substrati, tra cui nastri metallici o materiali plastici flessibili, realizzando per esempio prodotti fotovoltaici da integrare nell’edilizia, dove si consumano i due terzi circa di tutta l’energia elettrica distribuita dalla rete”.

 

La ricerca ha avuto il supporto del Ministero dello Sviluppo economico nell’ambito del «programma Industria 2015» ed è stata pubblicata su Applied Physics Letters.

 

Giovanni Notaro