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Horizon 2020: la ricerca, base per lo sviluppo

Horizon 2020

Il programma europeo prevede un impegno di 78,6 miliardi di euro a favore della ricerca. L’incontro di presentazione è stata l’occasione per una valutazione delle esigenze del settore, per voce del Presidente del CNR, Luigi Nicolais


•• Il programma  «Horizon 2020» prevede un impegno di 78,6 miliardi di euro. Si tratta del maggiore finanziamento pubblico per la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo mai stanziato prima al mondo. La presentazione del programma è avvenuta alla presenza tra gli altri del ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Stefania Giannini presso l’Auditorium del Museo MAXXI di Roma il 7 aprile.

Nell’ambito della manifestazione, il Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Luigi Nicolais, ha rilasciato la seguente dichiarazione.

L’ottavo programma quadro UE «Horizon 2020» risponde a una «visione» per l’Europa in cui la ricerca scientifica non è più solo un mero supporto allo sviluppo ma ne rappresenta la base. Se vogliamo essere competitivi, come paese e come Unione, dobbiamo infatti considerare la ricerca un investimento, non una spesa, e fare crescere quantitativamente e professionalmente ricercatori e studenti. Per giungere ad una «European Research Area», pertanto, l’Italia deve colmare due gap relativi al numero di ricercatori rispetto agli occupati e alla loro retribuzione (entrambi i dati oggi sono a circa la metà di quelli dei principali partner europei).

Quanto al problema delle risorse, poi, porto solo un esempio, relativo a un’istituzione con cui abbiamo di recente stretto un accordo. Il Max Planck tedesco negli ultimi 5 anni ha conosciuto una crescita di finanziamenti del 5% circa, nello stesso periodo il CNR ha subito una diminuzione di risorse più o meno dell’8%. Eppure, per numero di lavori e H-index pro-capite, i nostri ricercatori sono al primo posto, segno che saremmo senz’altro in grado di competere al massimo livello, se ci fossero le condizioni strutturali necessarie.

Grazie a un’intesa col MIUR, i vincitori degli ERC saranno assunti direttamente a tempo indeterminato, anche al CNR, e questo è un primo segnale positivo e importante, ma abbiamo bisogno di un piano di assunzioni straordinario, di semplificazione burocratica, di valutazioni ex-post e non ex-ante. Abbiamo bisogno, insomma, cambiare mentalità”.

Michela Diamante