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EXPO 2015: un progetto articolato e complesso

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di Fabio Iraldo • Approcci e strumenti innovativi per la pianificazione e realizzazione del grande evento milanese

 

 

 

•• Un impegno così importante e complesso quale l’organizzazione dell’EXPO implica il ricorso a metodologie specifiche.

Carte d’intenti e Piani d’Azione

In primo luogo, è necessario adottare, in fase di pianificazione, Carte di intenti e Piani d’Azione. Attraverso questi strumenti, l’impegno alla realizzazione di eventi «sostenibili» si manifesta già in fase di candidatura con la presentazione, da parte del Comitato Promotore di dichiarazioni e macro-piani (es.: per le Olimpiadi di Torino 2006, il «Piano d’Azione Ambientale» – Green Card), quale parte integrante del dossier.

Il «Piano» per Torino 2006, ad esempio, sviluppato a partire da uno studio preliminare di valutazione degli impatti sul sistema urbano e sul sistema naturale della città e delle valli interessate dalle manifestazioni, conteneva una serie di impegni e indicazioni ispirate «all’Agenda XXI» del Movimento Olimpico, fra i quali criteri specifici per la localizzazione e realizzazione delle opere, per la gestione degli aspetti ambientali e per l’uso post-olimpico degli impianti.

La Valutazione Ambientale Strategica

In secondo luogo, la VAS (Valutazione Ambientale Strategica) può giocare un ruolo rilevante. La VAS è uno strumento concepito per valutare preventivamente la compatibilità di Piani e Programmi di ampia rilevanza, allo scopo di eliminare o ridurre alla fonte i potenziali impatti ambientali. Questo rappresenta uno strumento estremamente innovativo nell’organizzazione di grandi eventi, sia per il carattere «preventivo» della VAS, sia perché consente una valutazione «complessiva» degli interventi, non limitata alle singole realizzazioni. Quando applicata ai grandi eventi, la VAS comporta, sin dalle fasi iniziali di organizzazione, uno stretto rapporto tra l’organizzatore e le Istituzioni locali.

Occorre tuttavia sottolineare che, proprio in quanto strumento di valutazione preventiva, la procedura di VAS prevede normalmente una serie di interventi di «mitigazione» o «compensazione», la cui attuazione è «successiva» alla realizzazione delle opere. Altrettanto importante risulta dunque la definizione delle «condizioni per garantire l’effettiva implementazione » di tali interventi, in termini di stanziamento di fondi, di corretta esecuzione degli adempimenti (anche oltre il periodo immediatamente successivo alla realizzazione delle opere), di individuazione delle responsabilità di attuazione, ecc.

In ogni caso, la realizzazione degli interventi è un processo continuo, che necessita del costante «monitoraggio» e «verifica » delle interazioni con l’ambiente.

 

Sistemi di Gestione Ambientale

 

Sono uno strumento sviluppato eminentemente nell’ambito di singole aziende ma, se orientati alla dimensione territoriale, possono risultare particolarmente efficaci nella gestione di grandi eventi.

Al fine di garantire una gestione corretta ed efficace delle attività previste nell’ambito dell’organizzazione di un grande evento, in grado di prevenire gli impatti ambientali connessi alle diverse fasi di attività, si può ad esempio strutturare ed implementare un Sistema di Gestione Ambientale conforme ai requisiti del Regolamento EMAS 2001/761/CE o alla norma ISO 14001.

Il Sistema di Gestione Ambientale definisce un insieme di regole, di azioni e di comportamenti destinati a tenere sotto controllo e, ove possibile, ridurre gli impatti sull’ambiente generati dalle attività dell’evento.

Vi sono due approcci disponibili per estendere i SGA alla dimensione territoriale:

• un SGA adottato dall’organizzatore dell’evento, ma concepito in particolare per gestire gli aspetti ambientali cosiddetti «indiretti», connessi alla realizzazione dell’evento e alle pressioni sull’area territoriale interessata;

• un SGA di «cluster», secondo un approccio innovativo sperimentato in Italia e confermato nel nuovo Regolamento «EMAS 3» (Art. 30 della bozza attualmente disponibile).

Nel primo approccio il Sistema di Gestione Ambientale è applicato dal Soggetto Organizzatore, ma è focalizzato sugli aspetti ambientali «indiretti» (su cui tale Soggetto non ha controllo gestionale totale); a tal fine, il SGA ricomprende l’insieme delle attività previste nelle diverse fasi del ciclo di vita dell’evento, quali ad esempio:

• la progettazione e realizzazione delle opere e delle infrastrutture permanenti e temporanee del Piano degli interventi necessari alla manifestazione;

• gli approvvigionamenti di beni e servizi; l l’acquisizione e la gestione delle sponsorizzazioni e dei contratti di licensing;

• la produzione di materiali promozionali e informativi, e la realizzazione di eventi promozionali sul territorio;

• lo svolgimento delle attività direttamente connesse all’evento all’interno del sito (sportive, espositive, ludiche, ricreative, culturali, ecc.).

Il secondo approccio si basa, invece, sulla possibilità di considerare l’area interessata dall’evento come un «cluster» di attività (sportive, espositive, culturali, ecc.) e può dare luogo ad un Attestato (EMAS APO, previsto dal Comitato Ecoaudit- Ecolabel, organismo competente italiano). In questo caso, il SGA è applicato da un Organismo di Promozione che include tutti i soggetti che hanno un ruolo significativo nel governare gli impatti ambientali dell’evento. Il SGA così impostato sviluppa una serie di attività mirate a facilitare l’adozione di comportamenti corretti (e al limite di SGA individuali) da parte degli attori dell’area interessata e mira a migliorare complessivamente le prestazioni ambientali del territorio, quali ad esempio:

• Analisi ambientale dell’area. l Politica ambientale condivisa.

• Obiettivi e programmi di miglioramento comuni.

• Prassi e modalità gestionali coordinate per i principali aspetti ambientali.

• Team di audit «collettivo».

• Formazione diffusa ai soggetti dell’area.

Si può immaginare quale utilità questo approccio possa avere nell’influenzare positivamente e spingere verso la corretta gestione degli aspetti ambientali tutti gli altri attori del territorio interessato da un grande evento.

Green Procurement

Per gestire correttamente gli aspetti ambientali connessi ad un grande evento, può essere adottato un programma di forniture verdi, o di Green Procurement (GP), finalizzato ad «indirizzare correttamente i comportamenti degli appaltatori e dei fornitori» all’utilizzo di materiali eco-compatibili, e a garantire la minimizzazione degli impatti ambientali dei prodotti utilizzati nei rispettivi cicli di vita. A questo scopo saranno selezionati fornitori e appaltatori anche sulla base della qualità ecologica dei loro prodotti e servizi.

Il programma può avere per oggetto sia l’«approvvigionamento» di beni e servizi sia gli «appalti» relativi all’organizzazione dell’evento sul territorio ed essere implementato attraverso l’adozione di strumenti mirati a specificare come selezionare le migliori alternative presenti sul mercato.

Mitigazione degli impatti delle strutture edilizie

Al fine di garantire la sostenibilità di tutti gli interventi è possibile adottare un approccio specificamente mirato a prevenire gli impatti delle strutture edilizie (opere temporanee e permanenti), e in particolare a:

• progettare, realizzare e gestire le opere secondo un’elevata qualità e criteri avanzati di compatibilità ambientale e di sviluppo sostenibile;

• minimizzare i consumi di energia e di risorse naturali, e contenere gli impatti complessivi sull’ambiente e sul territorio;

• migliorare la qualità ambientale, riqualificare e valorizzare il sito in cui viene realizzato l’evento.

L’approccio può essere attuato, ad esempio, definendo i requisiti di qualità ambientale ed energetica di edifici e strutture in fase di progetto, di costruzione e di uso, le tecnologie più appropriate, i riferimenti normativi, gli indicatori e gli strumenti per verificarne il soddisfacimento. In particolare, i requisiti dovranno mirare ai seguenti obiettivi:

• contenimento del consumo di risorse; l riduzione dei carichi ambientali;

• utilizzo delle risorse locali; l qualità ambientale degli spazi interni;

• qualità della gestione e dei servizi. Molti sono i riferimenti in materia ormai disponibili, quali ad esempio:

• Direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell’edilizia.

• Direttiva 2006/32/CE sull’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi energetici.

• Decreto Legislativo n.192/2005 e s.m.i., in attuazione della Direttiva 2002/91 CE.

• Norme per l’Edilizia Sostenibile-Schema di Legge Regionale, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome (Roma 15 marzo 2007).

• Draft International Standard ISO/DIS 15392 Sustainability in Building Construction e molti altri standard nazionali (anche certificabili) degli Stati Membri. In questa prospettiva sarebbe possibile perfino adottare un approccio «solistico » nel solco delle cosiddette AEA: Aree Ecologicamente Attrezzate, introdotte nel 1998 con il Decreto Bassanini (D.Lgs. 112/98) per sviluppare un’innovazione normativa dalle notevoli potenzialità nell’ambito dello «sviluppo industriale». Le AEA sono definite come aree attrezzate con un “adeguato sistema di controllo degli inquinanti, e caratterizzate altresì dalla presenza e dalla gestione unitaria ed integrata di infrastrutture e servizi idonei a garantire la prevenzione dell’inquinamento, la tutela della salute e della sicurezza e, più in generale, la riduzione delle pressioni derivanti dalle attività produttive sulle risorse naturali”. Alcune Amministrazioni regionali hanno dimostrato di credere nell’efficacia dell’approccio delle AEA e negli ultimi anni hanno emanato provvedimenti mirati a disciplinare questo «strumento» di governo del territorio e ad incentivarne lo sviluppo.

Le stesse logiche, approcci metodologici e criteri operativi potrebbero essere utilizzati per la progettazione di un’area destinata ad ospitare un grande evento.

Bilanci e rapporti di sostenibilità

I bilanci e i rapporti di sostenibilità possono essere utilizzati come strumenti:

• prevalentemente di «rendicontazione», con finalità di misurazione e controllo;

• ovvero di «gestione», in stretta connessione con la politica e i sistemi di gestione della sostenibilità;

• nonché di «comunicazione», con obiettivi di ascolto e di relazione con gli interlocutori interni ed esterni all’organizzazione.

Nell’ambito dell’organizzazione di un grande evento, queste tre prospettive possono integrarsi all’interno di un «sistema di reporting» della sostenibilità che si proponga di rispondere a tutte e tre le finalità sopra descritte.

In questo caso, i riferimenti metodologici principali dovrebbero essere:

• lo standard di reporting di riferimento possono essere le Sustainability Reporting Guidelines della Global Reporting Initiative (GRI), network internazionale indipendente che collabora con le più importanti iniziative a livello mondiale in tema di ambiente e di responsabilità sociale (tra cui UNEP e il Global Compact delle Nazioni Unite):

• lo sviluppo di attività di reporting secondo i principi e le modalità previste dall’AccountAbility1000 Standard Series (AA1000), affermato e riconosciuto a livello mondiale quale principale standard di processo nelle pratiche di social accountability;

• la «rendicontazione», i cui requisiti sono quelli previsti dalle norme internazionali ISO14063 e ISO26000, relativamente ai temi della comunicazione ambientale e della responsabilità sociale.

Istituzioni ed Enti locali protagonisti del progetto

Si può sottolineare, infine, come l’organizzazione di un grande evento implichi significative trasformazioni del territorio, e richieda al contempo un forte coinvolgimento innanzitutto delle Istituzioni e dagli Enti locali, attivamente coinvolti nella realizzazione degli interventi. Alla collaborazione con le Amministrazioni si aggiunge la necessità di attivare forme strutturate di comunicazione e dialogo con gli interlocutori del territorio.

La partecipazione della comunità locale in particolare è di grande importanza, perché le diverse forme di aggregazione (l’associazionismo, i network relazionali che formano il tessuto sociale e culturale di una comunità, le forze politiche e sociali, ecc.) costituiscono una variabile chiave nell’organizzazione del consenso, e nella risoluzione dei conflitti che in genere accompagnano i grandi eventi (oltreché naturalmente nella promozione delle manifestazioni).

In questa logica, nell’ambito di un grande evento si può rivelare particolarmente utile attivare una strategia di definizione e attuazione di forme di stakeholder engagement, in grado di avviare meccanismi relazionali per:

• avere una chiara percezione di cosa significhi «sostenibilità» per gli stakeholder;

• generare una condivisione delle scelte pianificatorie e preparatorie dell’evento, creando consenso;

• utilizzare i canali di dialogo per ottenere feedback sulle scelte progressivamente programmate e attuate;

• sviluppare partnership con gli stakeholder per il perseguimento degli obiettivi di sostenibilità.

Per attuare una strategia di stakeholder engagement, possono essere creati organi consultivi in accompagnamento alle fasi del ciclo di vita dell’evento. Usualmente composti da rappresentanti delle Istituzioni locali e delle principali NGO (es.: associazioni ambientaliste), costituiscono il luogo di confronto con gli Enti di governo locale e/o gli stakeholder ambientali, finalizzato alla continua verifica della compatibilità ambientale degli interventi per l’evento, e alla promozione dei programmi e delle iniziative per la valorizzazione del territorio. Queste iniziative hanno un duplice ruolo:

• di «rappresentanza» degli stakeholder, a cui far condividere le scelte compiute (relativamente all’evento, al contesto, alle misure di compensazione, ecc.);

• di tipo «propositivo», al fine di guidare ciascuna fase con indicazioni e suggerimenti relativi alle priorità di maggiore interesse per gli stakeholder locali.

 

Fabio Iraldo

Direttore di ricerca IEFE, Università Bocconi
professore Associato alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa
Comitato EXPO 2015