Home Ambiente Agricoltura FAO, l’altale...

FAO, l’altalena dei prezzi alimentari

FAO prezzi alimentari

I prezzi alimentari, secondo l’indice della FAO, a livello mondiale restano alti ma stabili ed il 2013 segna il terzo valore annuale più alto mai registrato

•• Aumento dei prezzi dei prodotti lattiero-caseari e della carne controbilanciato da un deciso calo delle quotazioni di zucchero, cereali e oli. Questo racconta l’indice dei prezzi alimentari della FAO che nel 2013 ha segnato una media di 209.9 punti – 1,6 % in meno rispetto al 2012 e ben al disotto del picco di 230.1 punti raggiunti nel 2011 – arrivando comunque a segnare il terzo valore annuale più alto da quando l’indice esiste.

Nel dettaglio, nel gioco della «bilancia», la disponibilità abbondante di cereali (con l’eccezione del riso), oli e zucchero ne ha fatto abbassare il prezzo sui mercati internazionali mentre i prezzi dei prodotti lattiero-caseari e della carne hanno raggiunto valori record nel 2013. “A dicembre l’Indice dei prezzi alimentari della FAO è rimasto alto, trainato dalla forte domanda di alcuni alimenti ad alto contenuto proteico, domanda che ha controbilanciato la diminuzione dei prezzi dei principali cereali alimentari a seguito dei raccolti abbondanti dell’anno passato” ha affermato Abdolreza Abbassian, economista della FAO. L’indice misura la variazione mensile dei prezzi internazionali di un paniere di cinque gruppi di materie prime alimentari su i mercati internazionali: cereali, prodotti lattiero-caseari, carne, zucchero e oli vegetali.

Cereali e zucchero «schiacciati» dai buoni raccolti

Grafico Grafico

In merito ai prezzi dei cereali, l’indice FAO ha segnato a dicembre una media di 191.5 punti, ossia 2.8 punti in meno rispetto a novembre, facendo registrare il valore mensile più basso dall’agosto 2010. I raccolti abbondanti di cereali a livello globale dello scorso anno continua a tenere bassi i prezzi internazionali di grano e mais in particolare, mentre i prezzi del riso sono aumentati leggermente in dicembre. Nel complesso, nel 2013 l’Indice dei prezzi dei cereali ha registrato una media di 219.2 punti, in calo di 17 punti (7,2%) rispetto al 2012. L’ Indice FAO dei prezzi dello zucchero ha raggiunto una media di 234.9 punti a dicembre, ben 15.8 punti in meno rispetto a novembre, in calo per il terzo mese consecutivo, con il raccolto della canna da zucchero in Brasile, ossia nel Paese più grande produttore ed esportatore mondiale di zucchero, che ha superato ogni previsione. Ma anche le notizie di una produzione record in Tailandia (il secondo esportatore mondiale di zucchero) e i buoni raccolti in Cina hanno contribuito a tenere basso il «profilo» del prezzo dello zucchero. In totale, nel 2013, i prezzi dello zucchero hanno registrato un valore inferiore del 18% rispetto al 2012.

Livelli record per i prodotti lattiero-caseari e la carne

Trend opposto hanno seguito i prezzi dei prodotti lattiero-caseari che nel 2013 hanno registrato un generale aumento.

L’indice FAO per i prodotti lattiero-caseari ha toccato una media di 264.6 punti a dicembre, un aumento di 13.2 punti rispetto a novembre. La domanda di latte in polvere, proveniente soprattutto dalla Cina, rimane molto alta e i produttori, soprattutto nell’emisfero sud, rimangono concentrati su questo tipo di prodotto piuttosto che su latte e formaggi. Nel 2013 l’indice ha segnato una media di 243 punti, il valore più alto da quando le misurazioni sono iniziate.

Grafico

Per quanto riguarda la carne, l’indice FAO dei prezzi ha raggiunto una media di 188.1 punti a dicembre, poco al di sopra dei valori di novembre. I prezzi della carne bovina e suina sono aumentati: la domanda di Cina e Giappone si é tradotta in un aumento costante dei prezzi della carne di manzo a partire dallo scorso giugno. I prezzi del pollame sono rimasti stabili mentre quelli della carne di pecora sono scesi. In totale nel 2013 l’indice è rimasto su valori storicamente alti, ben al di sopra dei livelli pre-2011.

In calo l’indice FAO dei prezzi degli oli vegetali, che ha raggiunto una media di 196 punti in dicembre, registrando un meno 2.5 punti rispetto a novembre. Nel 2013 l’indice ha segnato 193 punti – ben al disotto dei 224 punti in media del 2012 – con l’olio di palma che ha toccato il valore più basso degli ultimi 4 anni.

Roberta Di Giuli