Incrementi di fatturato, esportazione, sviluppo della gamma. Nonostante il momento difficile per l’economica, si confermano gli indici positivi del settore. Lo racconta il Consorzio Marche Biologiche a nome dei trecento produttori e delle cinque cooperative agrobiologiche suoi associati
•• Fa notizia, ma soprattutto può far riflettere, la storia in crescendo del Consorzio Marche Biologiche. Racconta di una scommessa sulla qualità, di una presa di posizione forte contro la crisi, e di un successo.
Il convegno di fine anno promosso dal Consorzio presso la sede della cooperativa agricola La Terra e il Cielo di Piticchio di Arcevia (AN) è stata l’occasione del pubblico bilancio e il momento giusto per fare il punto sul settore agrobiologico marchigiano, delineando le prospettive di crescita per i prossimi anni. In sintesi: indici positivi per il comparto dell’agricoltura biologica, aumenti di fatturato per le imprese agrobiologiche, politiche di filiera sostenute da politiche comunitarie, affermazione di modelli di partenariato, prospettive per la creazione di distretti agroalimentari biologici.
Gli incoraggianti risultati e le favorevoli prospettive sono stati raccontati alla presenza di agricoltori, operatori del settore, ricercatori e professori universitari, esponenti delle istituzioni locali e dell’Assessore All’Agricoltura della Regione Marche Maura Malaspina.
Oltre la crisi
A vincere la crisi sono stati dunque quei settori che hanno saputo puntare sull’innovazione di processo e di prodotto, spingendo l’acceleratore sull’internazionalizzazione dei commerci. L’agricoltura biologica marchigiana, infatti, negli ultimi anni ha condotto una serie di investimenti relativi all’innovazione di prodotto (produzione sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale), e di processo (una filiera sempre più tracciata e completa). La focalizzazione su prodotti ad elevato valore aggiunto (derivati dalla lavorazione di cereali in particolare di quelli antichi), insieme alla diffusione di una cultura improntata alla genuinità alimentare e alla sostenibilità ambientale, hanno premiato gli sforzi delle 5 cooperative agrobiologiche e degli oltre 300 agricoltori biologici associati al Consorzio Marche Biologiche, impegnati ogni giorno nella difesa del proprio territorio, delle colture appartenenti alla tradizione contadina, dei processi rispettosi dell’uomo e dell’ambiente.

Lo sguardo è voluto anche spingersi oltre i confini delle nostre terre, con la creazione di una struttura capace di rispondere all’internazionalizzazione crescente dei commerci. E che vi è riuscita lo confermano i 30 milioni di fatturato registrati dall’intera filiera biologica regionale per l’anno 2013. Nel dettaglio i dati delle principali cooperative associate al Consorzio Marche Biologiche:
• La Gino Girolomoni Cooperativa Agricola, storica realtà del biologico italiano, ha registrato a fine 2013 un incremento di fatturato di oltre il 10%, attestandolo intorno agli 8,5 milioni di euro. Una crescita che, in termini relativi, vede un maggiore peso delle vendite in Italia (+30% contro il +9% dei paesi esteri), ma che continua a confermare l’internazionalità dell’azienda che realizza circa il 90% del proprio fatturato all’estero grazie alla fiducia continua nutrita nei confronti del Made in Italy da parte di clienti storici e all’acquisizione di nuovi mercati.
• La Cooperativa Agricola Terra Bio, registra un fatturato complessivo di 12 milioni di euro (tra materie prime, che incidono per circa l’86%; i mezzi tecnici, che incidono per circa il 6%; e infine i prodotti trasformati/confezionati che pesano per il restante 8%). I dati di vendita dei prodotti trasformati/confezionati (sia in Italia che all’estero) presentano valori molto positivi sia per le materie prime sia per il prodotto a marchio; in particolare, il prodotto a marchio Terra Bio cresce più del 60% rispetto all’anno precedente. Aumentano i punti vendita serviti in Italia e Germania, con penetrazione del mercato scandinavo e previsioni di distribuzione per il prossimo anno nel mercato inglese e francese.
• Segno positivo anche per La Terra e Cielo Cooperativa Agricola, con un incremento dell’8% soprattutto nel mercato Italia e un fatturato che supera i 2,5 milioni di euro. Significativa la crescita di vendita di pasta biologica di frumento duro varietà Cappelli.
“Certo la crisi continua a mordere – ha voluto sottolineare al Convegno Francesco Torriani, Presidente del Consorzio Marche Biologiche – e quest’anno ha mietuto migliaia di aziende del settore secondario e terziario in tutta la Regione Marche. Anche il settore primario ha le sue non poche criticità strutturali, ma come non vedere i segnali positivi provenienti dai comparti più innovativi, in grado di esportare all’estero, che hanno fatto una scelta chiara per la produzione di beni alimentari di qualità, in modo particolare biologici? È importante, alla luce di questi dati, proseguire unitamente nella valorizzazione e nel supporto ai piccoli e grandi agricoltori che ogni giorno superano difficoltà burocratiche, amministrative e fiscali pur di perseverare nella propria scelta di coltivare, pensare e produrre in modo biologico. Per fortuna una crescente attenzione al comparto agrobiologico proviene sia da parte di istituzioni locali che da organismi di ricerca a livello nazionale, o università degli studi presenti sul territorio. Si tratta di realtà politiche, economiche e culturali che hanno compreso e ribadito il valore trainante del comparto agricolo per l’economia regionale, e volgono alla diffusione di modelli di partenariato efficienti; alla promozione di distretti alimentari biologici che tengano le persone ancorate al territorio; alla formazione di operatori, cittadini e amministratori locali al fine di arginare pesanti errori di prospettiva. Col loro sostegno – ha infine concluso Torriani – il Consorzio Marche Biologiche, impegnato da tre anni nella valorizzazione della filiera biologica regionale, conferma l’agricoltura biologica un fiore all’occhiello della Regione Marche e il partenariato di filiera un esempio da perseguire come elevato valore aggiunto alla produzione primaria”.
Il ruolo del Consorzio
Da tre anni il Consorzio Marche Biologiche ha riunito in un’unica filiera gli agricoltori biologici della Regione. Con Marche Bio progetta e realizza nuove strategie comuni per rafforzare il biologico marchigiano, che negli ultimi decenni ha ricoperto un ruolo economicamente importante in Italia e nel mondo. Il Consorzio favorisce il miglioramento della qualità gestionale delle aziende agricole attraverso azioni specifiche come: l’informazione agli operatori della filiera, la promozione, lo sviluppo di nuovi prodotti, l’assistenza agli agricoltori per la partecipazione al sistema di controllo e certificazione, nuovi investimenti strutturali e tecnologici.
Quello che si vuole parallelamente raggiungere – e che si raggiunge – è la diffusione della cultura del biologico come «pratica» salutare. Questo rappresenta infatti un invito quotidiano alla buona cucina e al benessere fisico. L’esperienza degli agricoltori biologici marchigiani ha permesso di unire il recupero delle antiche coltivazioni con le più innovative tecniche di trasformazione, capaci di conservare tutto il sapore della tradizione nella gamma di prodotti che offrono. Tutti alimenti soggetti al controllo particolareggiato in ogni fase produttiva per una tutela globale del consumatore, e garantiti da certificazioni di qualità riconosciute in Italia e nel mondo.
Roberta Di Giuli










































