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Lotta alla fame: un’organizzatissima guerra

FAO alimentazione
FAO/©Giulio Napolitano

Sono la «Dichiarazione di Roma sulla nutrizione» e il «Quadro Operativo» i nuovi strumenti messi a punto ed adottati da 170 Paesi in occasione della Seconda Conferenza Internazionale sulla Nutrizione e che contemplano politiche mirate e azioni concrete. Sono le armi che gli Stati si impegnano ad adottare per espugnare le roccaforti della malnutrizione

Tutto è pronto per «La» dichiarazione di guerra alla fame. Sul campo di battaglia sono allineati 170 Paesi ufficialmente vincolati da un patto che fa capo ad una comune strategia politica e a nuovi investimenti atti a garantire un’alimentazione  più diffusa, sana e sostenibile nel mondo,  a cominciare dal mondo che ha fame… L’inno di battaglia lo pronuncia il Direttore Generale della FAO José Graziano da Silva, che, in occasione della Seconda Conferenza Internazionale sulla Nutrizione, incita gli «eserciti» così:  “Abbiamo la conoscenza, l’esperienza e le risorse necessarie per sconfiggere tutte le forme di malnutrizione”.

Prima della scesa in campo, Ministri ed alti funzionari responsabili per le politiche sanitarie, alimentari, agricole o concernenti altri aspetti della nutrizione hanno adottato la Dichiarazione di Roma sulla Nutrizione ed un Quadro Operativo, che delineano una serie di raccomandazioni su politiche e programmi per affrontare il problema della nutrizione in una vasta gamma di settori.

Gli «strumenti» per procedere

Ci è voluto quasi un anno di intense negoziazioni tra i rappresentanti degli stati membri della FAO e dell’OMS per dare vita alla Dichiarazione e al Quadro Operativo. L’adozione dei due documenti è dunque avvenuta ufficialmente a Roma all’apertura della Seconda Conferenza Internazionale sulla Nutrizione (ICN2), organizzata dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

La Dichiarazione di Roma sulla Nutrizione include il diritto di tutti ad avere accesso ad un’alimentazione sicura, sufficiente e nutritiva, ed impegna i governi a prevenire la malnutrizione in tutte le sue forme, tra cui la fame, le carenze di micronutrienti e l’obesità.

Il Quadro Operativo Il Quadro Operativo della ICN2 delinea strategie, politiche e programmi che devono essere attuati per “porre fine al problema della fame, raggiungere la sicurezza alimentare e migliorare la nutrizione” in linea con quella che dovrebbe essere l’agenda ONU post-2015 per lo sviluppo.

riconosce che i governi hanno il ruolo e la responsabilità primari di affrontare i problemi e le sfide della nutrizione, in dialogo con un ampio spettro di stakeholder – tra cui la società civile, il settore privato e le comunità colpite. Sulla base degli impegni, degli obiettivi e dei target della Dichiarazione, il Quadro delinea 60 azioni fortemente raccomandate che i governi dovrebbero inserire nei loro piani nazionali per le politiche nutrizionali, sanitarie, agricole, educative, di sviluppo e di investimento, e di cui dovrebbero tener conto quando negoziano accordi internazionali per garantire una migliore nutrizione per tutti.

I governi devono spianare la strada,” ha detto da Silva, “ma la spinta a migliorare la nutrizione globale deve essere uno sforzo congiunto, che coinvolga le organizzazioni della società ed il settore privato.

La Dichiarazione di Roma ed il Quadro Operativo, “sono il punto di partenza per il nostro rinnovato sforzo per migliorare la nutrizione per tutti, ma non rappresentano il traguardo finale. La nostra responsabilità è quella di trasformare l’impegno in risultati concreti,” ha detto Graziano da Silva.

Ora dobbiamo raddoppiare i nostri sforzi,” ha detto il Segretario della Nazioni Unite Ban Ki-moon in un video-intervento ai partecipanti alla ICN2. “Non vedo l’ora di apprendere degli impegni nazionali che ognuno di voi prenderà. In cambio l’ONU si impegna a fare tutto ciò che è nelle sue possibilità per fornire un sostegno concreto” ha aggiunto.

Secondo le parole del Direttore Generale dell’OMS, Margaret Chan “Il sistema alimentare mondiale – con la sua dipendenza dalla produzione industriale e dai mercati globalizzati – produce una gran quantità di cibo,ma crea anche diversi problemi per la salute pubblica. Una parte del mondo ha troppo poco da mangiare, lasciando milioni di persone in condizioni di vulnerabilità a morte e malattie causate da carenze di micronutrienti. Un’altra parte invece mangia troppo, con un’obesità diffusa che fa abbassare i dati sulle aspettative di vita e fa crescere i costi delle spese sanitarie a livelli astronomici.”

Target specifici

I paesi che hanno aderito sono chiamati a raggiungere risultati specifici entro il 2025, tra i quali gli attuali target sul miglioramento della nutrizione materna, neonatale e della prima infanzia, e sulla riduzione dei fattori di rischio collegati alla nutrizione per le malattie non trasmissibili come il diabete, la cardiopatia ed alcuni tipi di cancro. (www.who.int/nutrition/topics/nutrition_globaltargets2025). Per valutare impegni e risultati, il Quadro delinea meccanismi di responsabilizzazione efficaci, incluso sistemi di monitoraggio per tracciare i progressi fatti ed una serie di obiettivi e traguardi nutrizionali basati su indicatori concordati a livello internazionale.

La fame che verrà

Una politica efficace non può prescindere dal contemplare  sistemi alimentari sostenibili. I governi sono chiamati a  promuovere un’agricoltura a sostegno della nutrizione, integrando gli obiettivi nutrizionali nella pianificazione e nell’attuazione dei programmi agricoli, assicurare la sicurezza alimentare e favorire delle diete più sane.

Tutti d’accordo che nella lotta contro la malnutrizione sostenuta dalla Prima Conferenza Internazionale sulla Nutrizione nel 1992 fino ad oggi, i progressi sono stati insufficienti e irregolari. Sebbene l’incidenza della fame registri un meno  21% dal 1990-92 infatti, vi sono ancora oltre 800 milioni di persone affamate nel mondo. Anche il ritardo della crescita (bassa altezza rispetto all’età) e il deperimento (basso peso rispetto all’altezza) sono diminuiti, ma si stima che nel 2013 ancora 161 milioni di bambini sotto i cinque anni siano affetti dal primo, e 51 milioni dal secondo. La sottonutrizione è collegata a quasi metà di tutte le morti infantili sotto i cinque anni, pari a circa 2.8 milioni l’anno.

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Poi c’è la «fame nascosta», dovuta ad un’assunzione insufficiente di vitamine o minerali di cui soffrono oltre due miliardi di persone per carenza di micronutrienti. Sull’altro pesantissimo piatto della bilancia, il problema dell’obesità che, in vertiginosa crescita, riguarda circa mezzo miliardo di persone, mentre sono un miliardo e mezzo quelle in sovrappeso, circa 42 milioni i bambini sotto i cinque anni. Diverse forme di malnutrizione non raramente possono coesistere con persone che vivono nelle stesse comunità – spesso addirittura nella stessa famiglia – e soffrono di fame, carenza di micronutrienti e obesità. Alla fine, metà della popolazione mondiale soffre di una qualche forma di malnutrizione.

Sistemi alimentari sostenibili per diete più sane

Merita attenzione, perché strategico nella lotta alla malnutrizione,  il ruolo dei sistemi alimentari, ossia  il modo in cui il cibo viene prodotto, lavorato, distribuito, commercializzato e preparato per il consumo umano.  Molte delle raccomandazioni adottate dai ministri sono infatti proprio volte a garantire che i sistemi alimentari diventino più sostenibili e favoriscano delle diete più varie e sane.

A questo scopo, i governi sono esortati a stimolare la produzione e la lavorazione dei prodotti alimentari a livello locale, specialmente da parte dei piccoli proprietari terrieri e delle fattorie a conduzione familiare, riservando una particolare attenzione all’emancipazione delle donne.

Ma altre azioni in altri settori sono essenziali per rendere efficace l’impegno. Tra queste, l’educazione alimentare, sistemi sanitari in grado di somministrazione interventi nutrizionali diretti (come servizi di consulenza e supporto sull’allattamento, gestione della malnutrizione acuta a livello di comunità e fornitura di integrazioni di ferro ed acido folico alle donne in età riproduttiva), ed altri servizi sanitari per promuovere la nutrizione, l’acqua, i servizi sanitari ed igienici, la salubrità alimentare, la protezione sociale, il commercio internazionale e gli investimenti.

Piccolissime le prime vittime della fame

La malnutrizione colpisce prevalentemente ai primi stadi di vita, rendendo  necessario l’impegno degli Stati atto a fronteggiare i bisogni nutrizionali delle mamme prima e durante la gravidanza, e dei bambini durante «i primi 1000 giorni» dal momento del concepimento fino all’età di due anni. Una fase cruciale in questo sta nel promuovere e favorire l’allattamento materno esclusivo fino ai sei mesi, e il proseguimento dell’allattamento fino all’età di due anni ed oltre.

Così, educare ed informare i cittadini su pratiche alimentari più sane, oltre che ad introdurre misure di protezione sociale, come i programmi di alimentazione nelle scuole, e a garantire diete nutrienti per le categorie più vulnerabili sono impegni a cui i Governi sono chiamati. Le iniziative per combattere l’obesità dovrebbero essere rafforzate tramite la creazione di contesti salutari che promuovano l’attività fisica sin dalla prima infanzia.

Allo stesso modo i governi dovrebbero incoraggiare la riduzione della presenza di grassi saturi ed insaturi, degli zuccheri e del sale nei cibi e nelle bevande, e migliorare il contenuto nutritivo dei cibi tramite strumenti regolatori e volontari. La Dichiarazione di Roma esorta inoltre i governi a regolamentare la commercializzazione di alimenti per infanti e a proteggere i consumatori, specialmente i bambini, dal marketing e dalla pubblicità di cibi e bevande non sane.

La prossima mossa auspicata dagli Stati è che l’Assemblea Generale dell’ONU adotti la Dichiarazione di Roma ed il Quadro Operativo, e decida di dichiarare un Decennio di Azione sulla Nutrizione per il 2016-2025.

Roberta Di Giuli
[21 Nov 2014]