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L’Australia annuncia l’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra

Australia, riduzione emissioni gas serra

In vista della Conferenza ONU sui cambiamenti climatici che si terrà a Parigi il prossimo dicembre, il Governo conservatore australiano ha pianificato di ridurre, entro il 2030, le emissioni di gas serra tra il 26 e il 28 per cento rispetto ai valori del 2005


Durissime le reazioni degli ambientalisti e degli enti scientifici che hanno criticato il target giudicandolo “pateticamente inadeguato”, e nettamente inferiore a quelli di altre economie sviluppate come USA, Unione Europea e Canada.

In parlamento, laburisti e verdi hanno condannato il Piano del governo, che fa dell’Australia «il fanalino di coda» negli sforzi globali per affrontare il cambiamento climatico. II portavoce laburista per l’Ambiente Mark Butler ha sottolineato: “paesi a cui spesso ci paragoniamo, come Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania e altri, hanno tutti dei target, nel periodo equivalente, del 40% e oltre”. 

Sulla stessa lunghezza d’onda Larissa Waters, portavoce per l’Ambiente dei Verdi, secondo cui: “siamo ora uno dei peggiori trasgressori rispetto alle altre nazioni sviluppate. Questi sono target incredibilmente deboli, da un primo ministro incredibilmente debole, che è in stato di negazione assoluta verso la scienza”.

Ma il Primo Ministro Tony Abbott, in merito alla politica del Governo sui cambiamenti climatici, in conferenza stampa ha dichiarato: “dobbiamo ridurre le nostre emissioni, ma farlo in modi consistenti che garantiscano allo stesso tempo una crescita forte”. Il Premier ha anche precisato che non ci sarà una “chiusura in massa” delle attività legate al carbone, di cui il Paese è uno dei principali esportatori. Con le sue centrali a carbone e solo 23 milioni di abitanti, l’Australia è uno dei principali produttori di gas serra pro capite. “Si tratta di un buon obiettivo, solido, responsabile dal punto di vista economico e responsabile dal punto di vista ambientale”, ha aggiunto Abbott, ricevendo il  sostegno delle organizzazioni imprenditoriali, che hanno elogiato il target come «realistico»

“Crediamo che sia veramente importante che l’Australia stabilisca dei target che possa poi conseguire. Stabilire livelli veramente alti e impossibili da raggiungere, o alternativamente impattare sui prezzi dell’energia e sulla competitività dell’industria australiana, sarebbe un errore”, ha dichiarato Kate Carnell, Ceo dell’Australian Chamber of Commerce and Industry.

Luca Strinati
[11 Ago 2015]