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Le barche che virano in difesa del mare: una pratica sempre più «sostenibile»

Industria della nautica, mondo dello sport, associazioni e tanti eventi importanti hanno scelto di rispettare il mare. Ed al Salone Nautico di Genova si progetta un futuro sostenibile

La passione per la nautica significa anche amore per il mare. Un concetto che diventa sempre più realtà dimostrata dalla crescente domanda di barche costruite con materiali ecologici. E così i motori diventano ibridi, nuovi materiali sostenibili sostituiscono la vetroresina e si studia come controllare le emissioni acustiche.

Il 61esimo Salone Nautico di Genova, che questo 21 settembre ha chiuso la propria kermesse con un aumento di visitatori di circa il 30% rispetto alla scorsa edizione, ha guardato ad un futuro sostenibile per tecnologia, design e scienza. Soddisfatte al riguardo L’Università di Genova e Legambiente.

Adriana Del Borghi, pro-Rettrice alla sostenibilità dell’Università di Genova, ha dichiarato che “la prima sensazione che si ha visitando questo Salone Nautico è che, finalmente, i temi della sostenibilità si accoppiano con quelli del business e della crescita, dell’hobby e del lusso. Questi due temi, quello della sostenibilità ambientale unito a quello del tipo di progettazione e dei materiali utilizzati nella costruzione delle imbarcazioni, vanno dalla stessa parte. È in questo contesto che si inserisce l’Università di Genova con il rapporto che questa ha con il territorio, con le industrie, con le associazioni” ed ha affermato, inoltre, che “l’Università può dare un determinante supporto attraverso la ricerca offrendo le sue competenze e attraverso la formazione delle nuove professionalità. I nuovi ingegneri navali dovranno impegnarsi in questa direzione nella ricerca di nuove tecnologie ed i nuovi «green jobs» saranno una delle più importanti occasioni del futuro”.

Serena Carpentieri, vice-Direttrice di Legambiente, riferendosi alla convenzione per la ricerca sottoscritta con l’Università di Genova per la nautica sostenibile, ha precisato: “Vorremmo unire la necessità della salvaguardia dell’ambiente e del mare, che è in grave sofferenza anche a causa della crisi climatica, all’innovazione, alla tecnologia per progettare assieme una nuova imbarcazione – la futura «Goletta Verde» – che consentirà alla campagna di Legambiente di essere sempre più sostenibile. Il messaggio che noi lanciamo è quello di sprono e stimolo nei confronti della nautica a fare un passo in avanti sul fronte della sostenibilità ambientale perché ne abbiamo davvero bisogno”.

Oltre a ciò che è stato presentato alla manifestazione di Genova, a sottolineare l’attenzione prestata dall’industria della nautica all’ambiente, vi sono le dichiarazioni di esponenti di aziende e presidenti di associazioni.

Barbara Amerio, alla guida del gruppo sanremese «Permare» (Amer) nonché alla presidenza del settore superyacht di Confindustria nautica, ha affermato che i suoi clienti richiedono sempre più imbarcazioni rispettose dell’ambiente: “È un’esigenza del cliente, è una nostra missione, ci sono finanziamenti per spostare l’industria sempre più verso questo orizzonte ed esistono precisi orientamenti normativi e politici come quelli che dovrebbero portare, ad esempio, nel 2025, il Mediterraneo a essere una zona speciale ad emissioni controllate”.

Le barche Amer, come la 94 Superleggera, sono state premiate per il loro eco-design e per lo studio dell’impatto ambientale. Scafi più leggeri e materiali sostenibili. “Noi siamo stati tra i primi a usare il sughero per i ponti dei nostri yacht” ha sottolineato Amerio. Ed ancora motori ibridi e nuove batterie per gli elettrici e biodiesel. La presidente di Confindustria nautica ha voluto precisare che le emissioni non sono solo quelle delle polveri sottili ma anche quelle acustiche.

Ad essere coinvolte non sono soltanto le aziende di produzione. Anche il settore delle riparazioni e delle ristrutturazioni di yacht, infatti, guardano alla sostenibilità. Lo può testimoniare Alberto Amico, Presidente di Amico & Co di Genova che ha presentato le diverse iniziative per ridurre ulteriormente l’impatto ambientale dei cantieri e del nuovo «Waterfront Marina», il polo dedicato all’accoglienza dei grandi yacht comprendendo l’organizzazione produttiva, l’elettrificazione di tutte le banchine dedicate agli accosti, l’autoproduzione di energia elettrica con pannelli fotovoltaici.

Un altro settore protagonista della svolta ecologica riguarda il mondo dello sport.

Sono nati i «programmi green» con azioni virtuose volte a proteggere il mare. A lanciarli hanno provveduto importanti eventi a livello mondiale: l’«Ocean Race» con tappa a Genova, l’«America’s Cup», il «SailGp» nonché le principali transoceaniche e regate d’altura mediterranee.

L’Ocean Race, inoltre, è anche in prima linea per dare leggi e una governance all’alto mare entro il 2030. Protagonisti i velisti, come Ernesto Bertarelli (foto in alto), che finanziano la costituzione di nuove riserve marine come quella delle Isole Chagos.

Vi sono poi associazioni come «One Ocean Foundation» voluta dallo «Yacht Club Costa Smeralda» che ha predisposto un codice etico chiamato «Charta Smeralda» con ambasciatori come Mauro Pelaschier e Furio Benussi.

Il senso del lusso sta cambiando e gli attori del made in Italy lo stanno modellando per fare bene. Anche all’ambiente.

[ Cristina Marcello ]