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In crisi… con il rifiuto del legno

Legno riciclato

Diminuiscono immesso al consumo e volumi dei rifiuti legnosi avviati a recupero. I dati presentati da Rilegno sono preceduti dal segno “meno”


•• Se parliamo di oltre 1 milione 133mila tonnellate di materiale giunto a fine vita avviati nel 2012 in Italia al recupero e riciclo, esattamente pari al 52% dell’immesso al consumo, e se diciamo che la quantità supera di gran lunga gli obiettivi previsti dal Testo Unico Ambientale 152/2006, fissati al 35% di riciclo di rifiuti provenienti da imballaggio per la materia prima legno, stiamo raccontando – dedurremmo – un successo. Non è così!  Rilegno, il Consorzio nazionale per la raccolta, il recupero e il riciclaggio degli imballaggi di legno, sfodera i dati in comparazione con l’anno precedente e fa notare come il segno che li precede sia un categorico «meno». La crisi economica ha martellato il settore degli imballaggi in legno pesando…pesantemente sui consumi. Meno prodotti, meno imballaggi: il settore che risulta maggiormente colpito dalla crisi è infatti proprio quello degli imballaggi industriali e commerciali, che risentono della contrazione degli scambi. Ecco perché il legno, rispetto ad altri materiali, ha registrato un risultato al ribasso, con un calo di 6,2 punti percentuali nell’immesso al consumo rispetto all’anno precedente. Questa situazione negativa riguarda, ovviamente, anche gli altri materiali solitamente utilizzati per il packaging e la movimentazione di merci (acciaio, alluminio, carta, plastica, vetro): l’immesso al consumo complessivo dell’intero sistema Conai registra infatti un calo del 3,4% rispetto al 2011.

La crisi…da’ i numeri

Primo dato: il calo della produzione. Dopo un biennio 2010-2011 contraddistinto da un sostanzioso rialzo (+10% rispetto al peggior dato di filiera riscontrato nel 2009), nel 2012 si è registrata un’ulteriore e consistente contrazione nel numero di imballaggi di legno circolanti sul territorio nazionale, che sono stati in tutto 2 milioni 163mila tonnellate (contro le 2 milioni 306mila tonnellate del 2011).

In merito  al riciclo e recupero degli imballaggi giunti a fine vita e degli altri rifiuti di legno, nel 2012 Rilegno ha gestito direttamente oltre 1 milione e 465mila tonnellate di rifiuti legnosi in tutta Italia: di questi 693mila tonnellate sono rifiuti di imballaggio, ovvero pallet, cassette ortofrutticole e imballaggi industriali. Il dato risulta in forte calo rispetto alle performance registrate nel 2011 (-18% circa), a seguito della crisi dei consumi interni che continua ad avere ovvie ripercussioni anche sulla filiera del recupero.

Pannelli riciclatiAnche il mercato del pannello truciolare, come molti settori produttivi, registra una contrazione. Il rifiuto di legno post consumo, che continua ad essere disponibile pressoché in toto per l’approvvigionamento ai pannellifici, ha oggi un valore economico molto basso: anche questo aspetto influisce sui quantitativi raccolti dalle piattaforme.

Gli imballaggi recuperati non hanno tutti lo stesso destino. Nel 2012 oltre 837mila tonnellate (il 39% dell’immesso al consumo) sono state avviate al riciclo meccanico a materia prima presso le industrie, dove diventano pannello truciolare, impiegato nella produzione di mobili e complementi d’arredo e rivestimenti per interni ed esterni di abitazioni e uffici.

Un impiego di nicchia per il rifiuto legnoso che viene riciclato è rappresentato dalla produzione di pasta cellulosica per le cartiere, dove il legno proveniente dal circuito del recupero è utilizzato in sostituzione della fibra vergine, senza per questo che la pasta cellulosica perda in qualità.

I rifiuti di imballaggi di legno raccolti separatamente possono inoltre subire trattamenti che li rendono idonei ad essere utilizzati come materia prima per la realizzazione di blocchi in legno – cemento per applicazioni nella bioedilizia.

Nel 2012 il 9% degli imballaggi di legno immessi al consumo, dopo essere stato riparato, è tornato alla sua funzione originaria (oltre 204mila tonnellate, in totale).

Una minima percentuale dei rifiuti da imballaggio di legno è stata avviata a compostaggio (11.750 tonnellate, pari allo 0,54% dell’immesso al consumo).

Infine, una percentuale di rifiuti da imballaggi di legno (pari al 3,7% dell’immesso al consumo) è stata avviata al recupero energetico, destinazione per la quale si prevede nel tempo un graduale sviluppo. Nel 2012 45mila tonnellate di rifiuti da imballaggio di legno presenti nel rifiuto indifferenziato sono state bruciate direttamente per produrre energia, oppure trasformate, attraverso vari processi, in combustibile solido secondario, che a sua volta viene utilizzato negli impianti di incenerimento per il medesimo impiego. Altre 35mila tonnellate di rifiuti a matrice lignea sono state destinate a impianti autorizzati alla combustione delle biomasse da rifiuto per produrre energia e calore. Rilegno ha indagato le destinazioni del rifiuto che non viene intercettato dai flussi dichiarati: sono emerse rilevazioni interessanti.

Circa 350mila tonnellate annue di rifiuti da imballaggio (il 20% dell’immesso al consumo) non finiscono nel canale del riciclo e recupero dei rifiuti urbani perché vengono destinate alla combustione domestica.

Rimane strategico il ruolo del Consorzio che comunque ha raggiunto nel 2012 una copertura territoriale di 43 milioni 112mila abitanti, oltre il 71% della popolazione italiana. Il numero di accordi stretti dal consorzio con i Comuni in tutta Italia ha quindi fatto toccare a fine anno quota 344, per un totale di 4.814 Comuni coperti. In merito alla loro diffusione territoriale: al Nord risulta coperta quasi l’87% della popolazione, al centro oltre il 70% e a Sud poco più della metà.

 

Roberta Di Giuli