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CON PIOPPOk DI CONLEGNO, IL MARCHIO DI QUALITÀ PER UNA SPECIE PREZIOSA

Bosco di pioppi

Sua eccellenza il pioppo, per i suoi grandi meriti nell’industria del legno, ha favorito la nascita del Comitato Tecnico PioppOk atto ad ottimizzare i suoi diversi utilizzi in Italia in linea con i principi della tutela ambientale

 

Cosa si nasconde all’ombra del pioppo? Praticamente… un business! In effetti, l’industria legata al pioppo è una realtà prestigiosa, potente e strategica per la nostra economia e la pioppicoltura rappresenta uno dei settori di maggiore interesse per le industrie del legno italiane, soprattutto grazie alla diffusione di nuovi tipi colturali altamente produttivi e dotati di una buona resistenza alle intemperie ed alle avversità. Sulla scia del ruolo strategico dell’albero a cui tendono le «industriose» mani, è nato PioppOk, il marchio di qualità gestito da Conlegno (Consorzio Servizi Legno Sughero) che valorizza e salvaguarda l’intera filiera del pioppo dalla pianta al prodotto finito. Del resto, l’importanza delle filiere italiane basate sull’utilizzo del pioppo e dei suoi derivati, è riconosciuta anche a livello internazionale, grazie al coinvolgimento di questa essenza in molti settori produttivi tra cui l’industria del mobile e della carta, il comparto dei compensati, il mondo dell’imballaggio in legno e quello della produzione di energia. La pioppicoltura è quindi un bacino ideale di fornitura di materia prima e assume un’importanza vitale soprattutto se si considera che il nostro paese importa più dei trequarti del legno che consuma.

 

Un freno al settore

Nonostante fattori quali la favorevole condizione territoriale delle regioni del nord Italia, il lavoro svolto dal Centro di ricerca sul pioppo (l’Istituto Sperimentale di Pioppicoltura di Casale Monferrato), e la ormai consolidata filiera di trasformazione della materia prima, la pioppicoltura italiana vive oggi una fase di criticità dovuta da un lato ad una forte pressione ambientalista che ha sottratto terreni alla pioppicoltura in favore di parchi e riserve naturali, dall’altro ad uno scarso riconoscimento dei benefici ambientali del pioppo, quali, ad esempio, l’assorbimento di CO2. Rema contro anche una politica agricola che ha penalizzato la pioppicoltura, con una progressiva erosione degli incentivi ad essa riservati ed una diminuzione delle superfici destinate al pioppo, che oggi occupano solamente l’1,3% del territorio nazionale.

In generale, si è delineata una situazione di disequilibrio: al continuo aumento della domanda di legno di pioppo per uso industriale fa, infatti, riscontro una costante contrazione delle superfici pioppicole coltivate. Da qui la necessità di individuare nuove strategie che tengano conto della necessità di coniugare le esigenze di tipo ambientale con quelle di tipo produttivo, basate soprattutto sulla qualità e sulla certificazione della materia prima.

 

Una questione di respiro europeo

Logo 100% Made in ItalyIn difesa del pioppo, il 5 dicembre 2008 a Bruxelles è stata fondata Pro-Populus, l’associazione europea che riunisce i pioppicoltori e gli utilizzatori industriali del settore dei pannelli di quattro paesi dell’Unione Europea: Italia, Francia, Spagna e Belgio. Oltre a voler riunire, promuovere, difendere e rappresentare la produzione e l’uso del pioppo, Pro-Populus ha come priorità fondamentale la dimostrazione dei numerosi benefici della pianta non solo a livello industriale, ma anche a livello ecologico.

A livello nazionale le finalità perseguite da Pro-Populus sono coordinate dal Comitato Tecnico PioppOk istituito da Conlegno, il Consorzio Servizi Legno Sughero. Costituito il 7 marzo 2011, il Comitato Tecnico PioppOk nasce con l’obiettivo di tutelare il marchio di qualità PioppOk attuando strategie mirate alla valorizzazione della pioppicoltura in Italia e alla promozione dell’utilizzo del pioppo quale materia prima strategica per l’economia europea.

Diverse associazioni prendono parte al Comitato Tecnico, tra cui Conlegno (Consorzio Servizi Legno Sughero), Assopannelli (Associazione di FederlegnoArredo che riunisce i fabbricanti di pannelli e di semilavorati in legno), CNA (Confederazione Nazionale Agricoltura), API (Associazione Pioppicoltori Italiani) e ISP (Istituto Sperimentale di Pioppicoltura di Casale Monferrato). Il Comitato punta anche alla promozione di attività di ricerca finalizzate ad un corretto utilizzo della pianta e alla riduzione dell’impatto ambientale e dei consumi energetici delle attività imprenditoriali settoriali.

Oltre alla promozione della produzione e dell’uso del pioppo, obiettivo del Comitato Tecnico è quello di creare una piattaforma di scambio informativo tra tutti gli attori della filiera e di diffondere una vera e propria cultura della materia prima pioppo e delle sue molteplici funzionali virtù.

 

Roberta Di Giuli

 

Una storia di responsabilità verso l’ambiente

 

Etica dei servizi a tutela del patrimonio forestale e della biodiversità: questi i concetti che racchiudono, in sintesi, la mission di Conlegno, che si è assunto la responsabilità della salvaguardia ambientale favorendo i molteplici utilizzi del legno, dalla materia prima, al legno strutturale, all’imballaggio.

Conlegno, attivo dal 2002, è un consorzio privato, senza scopo di lucro, promosso dalle associazioni nazionali dell’Industria (Assolegno e Assoimballaggi) del Commercio (Fedecomlegno) e delle PMI (CNA-Produzione Legno Arredo, Confartigianato Legno Arredo, Unital-Confapi) afferenti alla filiera del legno che opera attraverso la costituzione di Comitati tecnici, coordinati dalle stesse imprese aderenti e si occupa con estrema dinamicità di tematiche trasversali a tutta la filiera. Dal 2005 il Consorzio è riconosciuto dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali con decreto ministeriale n. 175 del 29 luglio 2005, per la gestione delle tematiche fitosanitarie legate all’imballaggio in legno.

Il Consorzio è persuaso della necessità dell’utilizzo di prodotti non solo d’elevata qualità e d’indiscutibile performance, ma anche «biologicamente vivi», vale a dire naturali e non inquinati da trasformazioni strutturali che ne abbiano alterato la composizione chimica. L’approccio ecosostenibile e il ruolo del marchio di qualità quale principale strumento per la valorizzazione dei prodotti divengono elementi imprescindibili. La gestione e promozione dei marchi è affidata ai relativi comitati tecnici a garanzia della prestazione delle aziende consorziate.