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MiC, quattro progetti spaziali per la tutela dei Beni Culturali

VADUS, SPACE TO TREE, AMOR e POMERIUM: questi I nomi dei progetti presentati al Ministero della Cultura. Sostenuti dalla Agenzia Spaziale Italiana nell’ambito del programma Artes dell’Agenzia Spaziale Europea, i quattro programmi puntano a monitorare, per meglio conservare, i beni del nostro Paese

E se fossero i satelliti dallo spazio ad occuparsi del monitoraggio e della conservazione dei beni immobili culturali del nostro Paese? L’idea prende forma e sostanza nei progetti…

VADUS, SPACE TO TREE, AMOR e POMERIUM presentati oggi, 14 giugno, all’evento «MiC, ESA e ASI, insieme per l’Arte, sull’utilizzo delle tecnologie aerospaziali per la salvaguardia del patrimonio artistico» presso la sede del Ministero della Cultura a Roma ed in streaming on line durante la conferenza stampa dal titolo «Il 5G e le tecnologie spaziali applicate alla tutela dei beni culturali».

Questi progetti, fortemente innovativi, sono frutto della collaborazione tra ESA (Agenzia Spaziale Europea), ASI (Agenzia Spaziale Italiana) e MiC (Ministero della Cultura) che hanno pensato di integrare tecnologie spaziali, droni e 5G per monitorare il nostro ricco patrimonio culturale e migliorarne la fruizione da parte dei visitatori. Al sistema di monitoraggio avanzato verranno integrate, dunque, diverse metodologie e tecnologie che serviranno ad ottenere informazioni utili per permettere le attività di pianificazione e di gestione del Gestore come, ad esempio, prevedere fattori di rischio legati alla stabilità del suolo o agli effetti degradanti degli agenti inquinanti nelle città.

La conferenza di Roma è stata introdotta e moderata da Maria Cristina Falvella, Presidente Fondazione E. Amaldi – Ambassador for ESA Business Applications in Italy.

Ad introdurre le nuove tecnologie di ESA, ASI e MiC vi sono stati la Senatrice Lucia Borgonzoni, Sottosegretario MiC; Elodie Viau, Direttore per le telecomunicazioni ESA, Giorgio Saccoccia, Presidente ASI e le aziende coordinatrici dei Progetti. I dirigenti delle rispettive aziende capofila dei progetti sono stati presentati da Alberto Tuozzi dell’Agenzia Spaziale Italiana.

La Senatrice Borgonzoni, durante il suo intervento, ha voluto sottolineare che i quattro progetti presentati da ESA, ASI e MiC “sono progetti di tutela e di fruizione del nostro patrimonio, ma anche occasioni di nuove possibilità di lavoro” ed ha aggiunto: “Da Sottosegretaria ho cercato di adoperarmi per mettere a sistema queste conoscenze e far sì che il modello della tutela del patrimonio secondo la scuola italiana possa essere potenziato e migliorato” precisando che “È un dovere per noi, che abbiamo un così grande patrimonio, elaborare modelli virtuosi ed esperienze che possano essere adottate ed implementate anche da altri Stati”. La Sottosegretaria alla Cultura ha, inoltre, osservato che “L’Italia ha un patrimonio immenso, ma fragile e fortemente soggetto non solo al cambiamento climatico, ma anche al dissesto idrogeologico, all’erosione delle coste ed altri fenomeni che colpiscono i nostri territori. Per tutelare il patrimonio artistico del nostro Paese nel miglior modo possibile, abbiamo cominciato con un progetto speciale per il Colosseo e poi abbiamo lavorato per aumentare i fondi disponibili per il monitoraggio multisistema, con droni, satelliti, intelligenza artificiale, realtà aumentata e 5G. Il percorso è lungo e chiederemo al resto del Governo di sostenere queste attività con ulteriori fondi aggiuntivi, perché la tutela del nostro patrimonio storico è un tema centrale per tutto il nostro Governo”.

Il Presidente ASI, Giorgio Saccoccia, ha voluto ricordare che “Gli strumenti spaziali vengono utilizzati per la tutela dei Beni culturali da molto tempo, l’ASI collabora con il Ministero della Cultura da tempo sia direttamente che attraverso gli strumenti gestiti dall’ESA” ritenendo che “Il programma Artes sta diventando un importante strumento per attuare nuove idee” ed “i programmi presentati al MiC sono un’ottima dimostrazione” delle applicazioni delle attività spaziali che “permettono il coinvolgimento di un’intera filiera e l’Italia è molto efficiente con la sua filiera industriale fatta da grandi industrie nazionali ma anche nuovi player e piccole start-up”. Saccoccia ha aggiunto: “Con la fusione dei dati di provenienza da strumenti diversi, dallo Spazio e da altri sorgenti di raccolta dati, magari più vicine all’oggetto osservato, tramite l’Intelligenza artificiale siamo in condizione di fare un monitoraggio prezioso e accurato dell’oggetto, del sito che vogliamo osservare, monitorare e proteggere. Volendo fare un paio di esempi pensiamo alla costellazione CosmoSkymed che con i suoi sensori radar, 24 ore su 24, in qualunque condizione climatica, può monitorare lo spostamento anomalo di alcune strutture e dare segnali sulla necessità di interventi di consolidamento o il satellite Prisma che col suo occhio iperspettrale ci dà anche un’idea sulla composizione chimica e fisica dell’oggetto in fase di osservazione”.

I programmi dei quattro Progetti Vadus, Space to Tree, Amor, Pomerium

I quattro progetti sono stati autorizzati a maggio del 2020 e sono stati selezionati con un bando in base ad un accordo dell’Agenzia Spaziale Europea con l’Agenzia Spaziale Italiana, Roma Capitale, Università dell’Aquila, Regione Abruzzo e Municipalità di L’Aquila e Municipalità di Torino.

Anteriormente all’emissione del bando, sono stati raccolti i requisiti di interesse istituzionale e sono state identificate quattro aree tematiche: Forze dell’ordine e risposta alle emergenze; Eredità culturale; Monitoraggio della salute strutturale e modellizzazione del rischio; Trasporto intelligente.

I Progetti presentati sono stati finanziati dall’Agenzia Spaziale Europea e dall’Agenzia Spaziale Italiana nell’ambito dell’iniziativa congiunta SPACE FOR L’ART (L’Aquila, Roma, Torino) del programma ARTES BASS.

Progetto VADUS

Il progetto VADUS – Accesso Virtuale e Digitalizzazione per Siti Irraggiungibili – mira alla crescita del turismo culturale e a sviluppare applicazioni che abbiano ad oggetto le varie esperienze dei turisti attraverso la convergenza delle tecnologie di Realtà Aumentata e di Realtà Virtuale e dei servizi 5G e satellitari.

Il progetto è guidato da Next Ingegneria dei Sistemi con Citera, ENEA, Sapienza University, Telecom Italia, Archeological park of Ostia Antica, Archeological park of Colosseo.

VADUS è stato presentato da Antonio Casoria, Presidente di NEXT Ingegneria dei sistemi S.p.A. che coordina il progetto a cui partecipano TIM, ENEA, Sapienza, Parco Archeologico Ostia Antica, Parco Archeologico Colosseo.

Dall’analisi del progetto si evince un nuovo approccio alla fruizione di beni artistici e monumentali in cui non vi è alcun vincolo spaziale e temporale nei percorsi di visita, declinata attraverso uno storytelling multilivello, a layers informativi.

I contenuti multimediali sono di natura archeologica, storica e scientifica supportati da ricostruzioni/ricreazioni virtuali grazie alla convergenza tra il 5G e servizi di comunicazione satellitare integrati con i servizi offerti dai sistemi Galileo e Copernicus nonché supportati da una infrastruttura cloud valorizzando in tal modo l’arte, la cultura ed il turismo dell’Italia nel mondo.

I servizi del progetto riescono così a raggiungere quei luoghi non raggiungibili in termini fisici per difficoltà di accesso legate all’ambiente o in termini culturali a causa delle barriere date dall’incomprensibilità del bene culturale stesso.

Progetto SPACE TO TREE

Il progetto SPACE TO TREE è guidato da Digimat. Vi partecipano Cnr Ispx (Ex Ibam) e Cnr Imaa. Space To Tree ha come obiettivo quello di progettare, realizzare, testare e validare un Sistema di Allerta che monitori il verde pubblico soprattutto all’interno di aree di rilevanti siti storici e culturali. Il Progetto coinvolgerà anche i satelliti Sentinel 2 e Prisma.

SPACE TO TREE è stato presentato da Angelo Donvito di Digimat, in testa al progetto coinvolgendo Cnr-Isps e Cnr-Imaa. Monitorare il verde pubblico significa monitorare gli alberi per tutelare l’ambiente, prevenire e gestire eventuali danni a cose e persone. Allo stesso tempo il Progetto vuole tutelare e ottimizzare tutto il nostro patrimonio culturale, quindi arborio, archeologico e monumentale.

Il monitoraggio in questione avviene unendo tecnologie IoT alla rete 5G con il telerilevamento mediante immagini satellitari (acquisite da Sentinel, dal satellite Prisma dell’ASI, da Landsat8 della Nasa) e sensori su droni. Queste immagini consentono di valutare lo stato di salute nonché di fornire una mappa degli alberi con evidenza di aree critiche. I sensori in situ (centraline meteo, anemometri sonici, sensori GNSS, Imu) permettono di valutare la risposta data alle sollecitazioni del vento consentendo di individuare alberi che presentano anomalie. I dati ottenuti vengono processati attraverso algoritmi di analisi multivariata dei dati multitemporali fornendo un’elaborazione di mappe di rischio, alert e report.

Progetto AMOR

Il progetto AMOR (Servizi avanzati di osservazione e multimedia per l’ecosistema del patrimonio culturale di Roma) è guidato da Nais con la partecipazione di Coopculture, Iscr, Cnr, Esri, Nitel. Il progetto è diretto a sviluppare servizi sostenibili per la salvaguardia e la fruizione dei Beni Culturali ubicati in centri storici ricchi e densamente abitati e che si presentano con una significativa pressione antropica, soprattutto in conseguenza ai notevoli flussi di visitatori. I servizi si serviranno di interfacce e adattatori specifici a valle dei Sistemi Satellitari (sia di Osservazione della Terra che di Posizionamento) e Servizi di rilevamento multispettrale e radar tramite Uav (Unmanned Aerial Vehicle) e Gpt (Ground Penetrating Radar) o Servizi di comunicazione 5G.

AMOR (Advanced Multimedia and Observation services for the Rome cultural heritage) è stato spiegato da Gianfranco Corini, Presidente di Nais, capofila di questo progetto che mira a servizi di salvaguardia finalizzati principalmente a fornire informazioni sui fenomeni di degrado con informazioni sul rilevamento e la mappatura dei danni di superficie. I risultati si riporteranno in mappe tematiche per facilitare la comprensione dei risultati e mappe di velocità per rilevare criticità in termini di movimenti degli edifici. I servizi di fruizione supporteranno i visitatori della città di Roma. Un modello 3D, il cui utilizzo sarà facilitato dal 5G, sarà disponibile direttamente sui dispositivi dei visitatori dopo aver scaricato un’app mobile.

Progetto POMERIUM

Il progetto POMERIUM ha come protagonista e-Geos, società costituita da Telespazio (80%) e dall’Agenzia Spaziale Italiana (20%) la quale ha sottoscritto un contratto con l’Agenzia Spaziale Europea. Il progetto, co-finanziato, quindi, da ESA e ASI nell’ambito dell’iniziativa congiunta Space for L’ART (L’Aquila, Roma, Torino) del programma ARTES BASS, mira a salvaguardare il patrimonio ambientale e culturale del centro storico di Roma compreso entro la cerchia delle Mura Aureliane.

POMERIUM, insieme a e-Goes, sarà portato avanti anche da Arakne, Adpm drones, Emersum, Cistec della Sapienza Università di Roma, Dbw Communications. Il sistema di monitoraggio servirà alla gestione dei beni culturali a supporto delle attività di gestione ordinaria e straordinaria già presenti. Le tecnologie utilizzate riguarderanno il satellite, Rpas, monitoraggio IoT in situ, riconoscimento di immagini e modellazione avanzata. Il collegamento tra queste diverse componenti sarà supportato dalla tecnologia 5G per le elevate capacità di trasmissione dati mentre i servizi di geolocalizzazione saranno resi possibili da Gnss Systems. Per il progetto dimostrativo verrà considerata l’intera area Patrimonio dell’Umanità Unesco di Roma.

POMERIUM è stato illustrato da Bruno Versini, Direttore Generale di e-Geos (società costituita da Telespazio 80% e ASI 20%) che coordina il progetto. Il progetto prevede un sistema di monitoraggio avanzato che utilizza metodologie e tecnologie integrate con un approccio detto Digital Twin.

Le aree già individuate sono il Palatino e il Colosseo, la Piramide Cestia e Porta San Paolo, il tracciato urbano del fiume Tevere, l’Aventino e il Porto Fluviale. Attraverso i dati provenienti da satelliti, droni e sensori IoT (Internet of Things) collocati nei luoghi e connessi tramite la rete 5G, POMERIUMpermetterà di costruire modelli digitali delle aree di interesse osservando, in tal modo, sia i fenomeni in atto sia l’evoluzione di tali aree nel tempo.

Il progetto POMERIUM vuole integrare tecnologie satellitari e non satellitari per fornire al Ministero della Cultura dati utili per creare una politica di gestione e per monitorare eventuali spostamenti del territorio o delle infrastrutture degli edifici che sono posti sul territorio, soprattutto storici, prevalentemente con il sistema CosmoSkyDemon, un sistema radar dell’ASI, per monitorare il conferimento illegale dei rifiuti, ad esempio, lungo il corso del Tevere, per osservare l’effetto di inquinanti atmosferici sui beni culturali.

Le informazioni ottenute saranno destinate ad una piattaforma cartografica digitale AWARE dalla quale gli operatori del settore potranno attingere i dati con facilità. Il progetto si concluderà alla fine dell’anno prossimo e i risultati saranno condivisi con il Ministero della Cultura.

[ Cristina Marcello ]

 

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