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Green Building Council Italia: la voce chiara e forte dell’edilizia

Il webinar – tenutosi il 18 dicembre alla presenza del Presidente di GBC Italia Marco Mari, e che ha visto, tra gli altri, la partecipazione del Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli e dell’economista Carlo Cottarelli – ha messo in chiaro obiettivi, strategie ed opportunità di un settore che fa la voce grossa nell’ambito delle urgenze ambientali

Nell’incontro virtuale organizzato dal Green Building Council Italia, che ha visto la partecipazione di rappresentanti strategici del comparto e di oltre 2.300 persone collegate, sono stati toccati tutti i temi inerenti la buona pratica dell’edilizia: la riconversione in chiave green, il peso dell’aspetto economico per attuare i cambiamenti necessari, il ruolo del sostegno politico e normativo, le strategie e le proposte europee. Un incontro, dunque, che ha fatto chiarezza e ha messo a fuoco gli obiettivi perseguibili per ottenere risultati significativi in linea con i canoni dell’emergenza ambientale che viviamo. Migliorare le prestazioni energetico-ambientali degli edifici con l’obiettivo di ridurre le emissioni, promuovere la digitalizzazione e migliorare il riuso e il riciclo dei materiali per l’edilizia sono, in sintesi, i cardini della strategia proposta dalla Commissione europea che sono stati approfonditi.

Il Presidente di GBC Italia Marco Mari, ha aperto i lavori sostenendo l’importanza di un terreno comune su cui muoversi a livello europeo per raggiungere gli obiettivi della sostenibilità: “GBC Italia nasce per favorire lo sviluppo dell’unico futuro per noi possibile, per garantire un ambiente costruito salubre, sostenibile e resiliente per tutti. Siamo dunque perfettamente in linea con la richiesta che oggi leggiamo dall’Europa e che, partendo dall’attuale crisi, va ben oltre e impone ai paesi membri un piano strategico di sviluppo che internalizza l’obiettivo della sostenibilità e della decarbonizzazione in tutte le politiche di settore. In tale contesto la cosiddetta green finance a sostegno della rigenerazione sostenibile dei nostri edifici e delle nostre città è fondamentale ed il recente taxonomy report formulato dall’Europa è un imperativo assoluto per una finanza che vuole ridurre i rischi di credito nell’unico modo possibile, mettendo al centro la persona e uno sviluppo in equilibrio con il creato”.

Il Presidente del Parlamento europeo David Maria Sassoli, ha sottolineato l’importanza della Renovation Wave for Europe, la strategia europea per decarbonizzare l’edilizia:Oggi abbiamo davanti a noi sfide molto impegnative– ha dichiarato -. Dobbiamo progettare una nuova Europa che sia più equa, più verde, più digitale. Salvare il pianeta non può essere considerato più un optional, non si tratta solo di sviluppare buone pratiche, ma di far leva sul cambiamento climatico per declinare una maggiore sostenibilità economica e sociale. Nel quadro del Green Deal e di Next Generation la Commissione sosterrà un grande piano di rinnovamento proprio per l’edilizia: la Renovation Wave. Si tratta di raddoppiare il tasso di rinnovamento nei prossimi 10 anni per ridurre le emissioni, stimolare la ripresa, ridurre la povertà energetica”.

In particolare, la Renovation Wave europea prevede che entro il 2030 ben 35 milioni di edifici potrebbero essere ristrutturati garantendo ambienti più salubri in linea con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei cittadini. Una macro operazione capace di offrire 160mila posti di lavoro. Una sfida che la Pubblica Amministrazione, gli investitori, i professionisti e le imprese delle costruzioni green dovranno accogliere con gli strumenti giusti.

“La valorizzazione di patrimoni edilizi ora degradati o inadeguati devono essere un imperativo europeo anche grazie all’azione dei singoli Stati e di protocolli energetico ambientali come quelli che GBC Italia ha messo a disposizione – ha poi continuato Sassoli -. Le istituzioni devono fare la loro parte fornendo adeguati sostegni economici ma anche attirando investimenti privati attraverso una strategia di finanza sostenibile”.

Il vice-Presidente del Parlamento europeo Fabio Massimo Castaldo si è invece focalizzato sul tema degli investimenti per l’Italia e sul successo del superbonus lanciando uno sguardo alla necessità di delineare nuovi modelli economici : “Il Tema della finanza green è importante per il rilancio dell’economia ma soprattutto per realizzare gli obiettivi ambizioni del Green Deal. L’edilizia green è il fulcro della strategia della Renovation Wave. Non basta solo un cambio dei modelli produttivi, ma serve proprio un cambio culturale. Realizzare delle città più vivibili, più sostenibili non è soltanto possibile, ma è anche più vantaggioso per la nostra vita. Grazie ai fondi del Next Generation (in Italia Recovery Fund) che deve aiutare gli investimenti nella transizione verde, sono previsti stanziamenti per l’Italia di 74,3 miliardi di euro per finanziare strumenti come il superbonus che vogliamo estendere ed è stata apprezzata dall’Europa come best practice. Dobbiamo ripensare i nostri modelli economi e anche alla legislazione bancaria. Ci deve essere una piena sinergia tra economia ed ecologia”.

Carlo Cottarelli, keynote speaker del webinar è intervenuto presentando alcuni studi e ponendo alcune riflessioni come: “La sostenibilità ambientale è compatibile con una crescita economica? Sì, non esiste una «antiteticità» tra crescita e sostenibilità. Si possono avere entrambe le cose”. Cottarelli ha poi continuato focalizzando l’attenzione sul rapporto tra l’Environmental Performance Index (EPI) e il reddito pro Capite dei Paesi. “I paesi con reddito pro capite elevato sono i paesi che vanno meglio nella performance ambientali. Avere un buon comportamento dal punto di vista ambientale significa avere buone risorse da spendereCottarelli ha poi proseguito ponendo l’attenzione sui costi per una ambiente pulito: “Esistono costi per avere un ambiente più pulito? Degli studi dimostrano che nel breve periodo i costi esistono, ma se guardiamo nel lungo periodo, i costi non ci sono. Anzi, se non ci occupiamo dell’ambiente l’economia viene distrutta”.

La tavola rotonda

Il Presidente di GBC Italia, Marco Mari e il vice-Presidente Fabrizio Capaccioli, gli europarlamentari Fabio Massimo Castaldo ed Eleonora Evi, il sottosegretario Salvatore Margiotta, Alfonso Pecoraro Scanio e Claudia Segre, moderati da Fulvio Giuliani giornalista e Caporedattore di RTL102.5, sono intervenuti alla tavola rotonda che è seguita.

Eleonora Evi, europarlamentare Membro Commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare ha puntato il dito sulla necessità di utilizzare le risorse economiche avendo chiaro il concetto di investimento verde: “Il settore dell’edilizia potrà dare un enorme contributo nel raggiungimento degli obiettivi climatici – ha dichiarato – I limiti del pianeta li abbiamo già superati da un pezzo. Il clima è impazzito. È evidente la crisi climatica e di natura. Ed è qui che si inserisce il green deal europeo, questa svolta ecologica della Commissione europea. Ci sono molte risorse messe a disposizione dalla UE. Ora dobbiamo avere il coraggio di prendere delle decisioni che avranno un peso storico. Dobbiamo usare le risorse nel modo più giusto, più equo e soprattutto più sostenibile a livello ambientale ed economico. Ed è qui che la tassonomia ha fatto capolino a livello europeo. Un regolamento che rappresenta probabilmente la prima e più ambiziosa legislazione al mondo che va a definire che cosa sia un investimento verde. Fornisce quindi parametri chiari per tutti gli Stati Membri e per tutti gli operatori economici. E questo è un passo fondamentale”.

Il sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Salvatore Margiotta ha espresso generale soddisfazione per le strategie adottate che rappresentano importanti opportunità per il futuro: “Sul Superbonus: questa è una delle poche misure che ha avuto un’accoglienza molto positiva, d’altra parte è veramente una di quelle norme win-win: ci guadagnano il cittadino, l’ambiente, la sicurezza, l’impresa e l’intero sistema economico italiano perché naturalmente ciò determina un afflusso di economia, liquidità e Dio solo sa se ce n’è bisogno. Nel Recovery Fund abbiamo messo 20 milioni di euro, in parte a copertura di quanto già si spenderà e in parte per allungarlo temporalmente. Per riassumere: partita molto aperta, legge buona e positiva, grande impegno della maggioranza attuale di finanziarla il più possibile”.

Alla tavola rotonda anche Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente Fondazione UniVerde ha sottolineato l’importanza di agire con la garanzia dei risultati raggiungibili: “Occorre certificare e fare in modo che le proposte che verranno avanzate in Italia, e negli altri Paesi, per il Next Generation EU abbiano una effettiva validità per la transizione energetica, il contrasto al cambiamento climatico e la creazione di un modello di sviluppo davvero sostenibile per l’Europa“.

Claudia Segre, Direttrice del Global Thinking Foundation, dopo aver sottolineato i limiti dei vincoli urbani ed ambientali che riducono le possibilità di intervento, ha espresso l’importanza di una cooperazione tra gli attori della filiera: Come è possibile fare un salto normativo, strutturale e culturale quando dobbiamo affrontare dei limiti oggettivi nella urbanistica di oggi? Abbiamo un patrimonio urbano di stabili storici con dei limiti e dei vincoli. Abbiamo dei vincoli urbani nei piani regolatori che non permettono conversioni. Abbiamo i vincoli ambientali delle zone sismiche. C’è un disallineamento tra il catasto e quello che è depositato in Comune e molto spesso il Comune non solo è sprovvisto di dati, ma in più sono tutti dati cartacei perché il processo di digitalizzazione nei Comuni non è ancora arrivato. L’implementazione delle soluzioni urbane intelligenti si basano sulla capacità di tutti gli attori di essere messi insieme (urbanisti, architetti, ingegneri), nella responsabilità dei politici e quello che fa GBC Italia con i rating system, le certificazioni che sono fondamentali. Il problema è che dobbiamo lasciare alle nuove generazioni una mappa fattuale dove le buone pratiche si uniscano alle normative e alle linee guida per una costruzione che sia di rigenerazione. Un cambio di paradigma è necessario altrimenti il green new deal ce lo scordiamo”.

È stato il vice-Presidente di GBC Italia Fabrizio Capaccioli ha chiudere i lavori ricordando che il «Climate finance» sia uno strumento irrinunciabile e strategico per dare risposte importanti all’emergenza del cambiamento climatico. “Bisogna guardare all’edificio in maniera organica ed olistica. GBC Italia ha radici solide. I nostri standard si ispirano a quelli americani e sono molto robusti. Vorremmo essere un punto di riferimento per il futuro per le politiche energetico ambientali sia per lo sviluppo sia per la diffusione di questi principi”.

Non bisogna perdere di vista l’importanza che le proposte che si presenteranno per il Next Generation EU siano praticabili ed efficaci a garantire la transizione energetica, il contrasto al cambiamento climatico e la creazione di un modello di sviluppo davvero sostenibile per l’Europa.

 [ Roberta Di Giuli ]