Home Energia Costi & Efficienza La crisi dell...

La crisi dell’energia: il dove e i perché

Tralicci

Alessandro Ferri • Il rapporto World Energy Council descrive le criticità del settore energetico, a livello globale e regionale. Per la prima volta, la più grave preoccupazione tra i leader mondiali del settore non è più l’incertezza del quadro climatico, bensì la volatilità dei prezzi e, naturalmente, la recessione

A quanto dichiarato nel «2014 World Energy Issues Monitor», pubblicato dal World Energy Council (WEC), per i leader del settore energetico la maggiore incertezza è data dai prezzi dell’energia. Il quadro climatico globale, rispetto alla precedente edizione dello studio – pubblicata nel 2011 – passa dunque come una questione di minore impatto.

Si conferma invece, per le tecnologie innovative come la cattura e il sequestro del carbonio, e il suo stoccaggio (CCS) un ruolo limitato nel settore energetico, così come era emerso negli ultimi tre anni.

Notizie buone, o notizie cattive?

Il Segretario Generale del WEC, Christoph Frei, presente a Johannesburg in occasione del lancio del rapporto presso l’Agenzia Africa Energy Indaba, ha così commentato: “Il fatto che sia il quadro climatico e il CCS siano percepite come questioni di minore impatto è una cattiva notizia non solo in termini di mitigazione delle emissioni, ma anche per lo sviluppo di lungo periodo delle infrastrutture energetiche. I nostri sistemi energetici sono in una fase di grande espansione, e la transizione è delicata: ma i segnali che vediamo oggi, dimostrano chiaramente l’urgente necessità, in un quadro a lungo termine entro il quale pianificare e implementare le azioni future, di investimenti più ampi”.

La volatilità dei prezzi dell’energia è una problematica di spessore ben diverso, rispetto a quella riferita, più semplicemente, ai prezzi del petrolio e del gas, e alle loro variazioni a livello locale. È una dinamica imprevedibile, che viene influenzata anche dalla sostituzione, negli Stati Uniti, del carbone con il gas, e del crescente utilizzo del carbone in Europa, che ha fatto salire le emissioni. Vi sono poi alcuni fattori concomitanti: come il crollo dei prezzi dei moduli fotovoltaici, e il ripensamento – in Australia – della politica di partecipazione alle attività estrattive svolte in America e in Asia, mentre le società di infrastrutture nordamericane stanno firmando altre offerte con i clienti asiatici.

Il rapporto WEC ha inoltre rilevato che i leader del settore energetico, intenti a valutare le opportunità di crescita, sono sempre più intenzionati a sondare le capacità del settore di accedere ai mercati dei Venture Capital verso le infrastrutture energetiche, per proteggere le proprie attività dal continuo contesto di recessione.

Parco fotovoltaico

Nel frattempo, energie rinnovabili ed efficienza energetica continuano a mantenere costante la crescita, dall’Europa al Nord America fino al Medio Oriente, dove la domanda è in rapido aumento. La grande energia idroelettrica è di nuovo tornata in auge, grazie al significativo potenziale non realizzato in Africa centrale, America Latina, Russia e Canada .

Il Rapporto «2014 World Energy Issues Monitor» è il risultato finale di uno studio dettagliato, durato sei mesi, per acquisire le opinioni di oltre 800 decision maker nel settore dell’energia, tra cui ministri, amministratori delegati e vertici dei comitati nazionali del WEC, che coprono 84 Paesi. Il Rapporto, che evidenzia l’ampiezza delle variazioni a livello locale e regionale, è complementare all’agenda globale di energia, e analizza le tendenze e le prospettive in sei regioni del mondo più di 24 paesi.

Ma quali sono queste tendenze?

In Africa, le incertezze critiche più rilevanti riguardano il quadro climatico, i prezzi elevati dell’energia e i prezzi delle materie prime. Governi nazionali e istituzioni regionali, in drastico cambiamento rispetto allo scorso anno, stanno definendo misure atte a promuovere l’efficienza energetica e l’interconnessione regionale, mentre l’avvio di investimenti in cooperazione con Cina e l’India, è visto con sempre maggiore importanza.

Bonang Mohale, vice-Presidente WEC per l’Africa, ha commentato: “La nostra indagine ha rilevato che nel nostro Continente il quadro climatico, in contrasto con i risultati globali, è diventato un problema ancora più critico. L’Africa è drammaticamente vulnerabile ai cambiamenti climatici, e gli africani sono sempre più consapevoli del fatto che il cambiamento climatico è un problema urgente e reale, di cui non soltanto i paesi con grandi emissioni dovrebbero preoccuparsi”.

La fornitura di energia elettrica rimane una preoccupazione critica in Africa: e la crescente domanda, unita alla mancanza di investimenti necessari e progressiva scarsezza di risorse energetiche in tutto il continente, pone la questione sulle energie rinnovabili su un livello di alta priorità.

Mini-eolico

Marie José Nadeau, Presidente del WEC, ha concluso: “Questa analisi ha dimostrato come il settore dell’energia stia reagendo ai segnali di prezzo a breve termine, mentre i segnali a lungo termine sono ancora assenti. E mentre si allarga il divario tra l’accesso all’energia , sicurezza energetica e sostenibilità energetica, si prevede che gli investimenti finanziari – e gli sforzi tecnici necessari per fornire contemporaneamente energia sicura, conveniente e a costi ambientalmente sostenibili – cresceranno in modo significativo. Il World Energy Council invita pertanto la comunità mondiale dell’Energia a lavorare su un quadro a lungo termine, il solo che può accogliere la nostra capacità di raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati”.

Lo studio rileva che in aggiunta ai prezzi dell’energia, ogni Continente e area planetaria ha le proprie incertezze critiche regionali. L’Africa teme il quadro climatico, e i prezzi delle materie prime. L’Asia vede con sfavore le energie rinnovabili, e l’Europa la recessione globale. Per America Latina e Caraibi sono i prezzi delle materie prime, e i mercati dei capitali, a indurre le maggiori preoccupazioni per gli organi di vertice. Medio Oriente e Nord Africa hanno a cuore l’efficienza energetica, e le energie rinnovabili, mentre l’America del Nord è votata a promuovere l’energia nucleare, e i mercati dei capitali.

Alessandro Ferri