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Performance energetiche di 105 Paesi: la lista di Accenture e World Economic Forum

Rete elettrica

Roberta Di Giuli • Lo studio «The Global Energy Architecture Performance Index Report 2013» analizza numerose realtà infrastrutturali energetiche. L’Italia si posiziona a metà della classifica dietro i principali partner europei e davanti agli USA. Le variabili che promuovono, o penalizzano, il settore

 

•• Non possiamo risvegliare nessun sentimento di orgoglio nazionalista scorrendo la classifica stilata da Accenture e World Economic Forum sul livello di performance dell’infrastruttura energetica di 105 Paesi nel mondo. L’Italia si assesta, infatti, solo al 46° posto, una posizione modesta che, se da una parte «consola» perché gli USA ci seguono, dall’altra fa riflettere se si considera che, tra i Paesi che occupano i primi dieci posti, oltre alla Norvegia ben 7 (sette!) sono nostri parenti stretti: tutti europei. L’Italia, si dice, sconta una bassa crescita economica, carenza di infrastrutture e difficoltà da caro prezzi energetici.

Lo studio Accenture e World Economic Forum per realizzare la ricerca ha identificato un nuovo indice per misurare il livello di Performance dell’Infrastruttura Energetica (Global energy architecture performance index-EAPI).

L’analisi si propone anche come strumento per individuare le azioni più opportune volte a gestire e indirizzare le sfide di un mercato energetico in fase di forte transizione. Secondo l’Agenzia Energetica Internazionale (IEA), infatti, entro il 2035 saranno necessari oltre 38 trilioni di $ di investimenti in infrastrutture energetiche per soddisfare la crescente domanda energetica globale. L’indice EAPI è stato elaborato attraverso la misurazione di tre variabili principali:

Crescita e sviluppo economico.

Livello di sostenibilità energetica.

Sicurezza e facilità di accesso alle fonti energetiche.

All’interno delle tre variabili, lo studio Accenture-WEF ha individuato 16 diversi indicatori che concorrono a fornire un quadro trasparente ed olistico delle infrastrutture energetiche nazionali.

Identikit dei migliori

Rete elettricaLa Norvegia risulta il Paese con la performance più alta poiché in grado di garantire una facilità di accesso alle risorse energetiche con costi relativamente bassi, una costante crescita economica e un adeguato sviluppo di energie pulita. L’alto livello di reddito pro capite, un modello di economia energetica flessibile e un buon livello di mix energetico emergono come elementi caratterizzanti anche degli altri Paesi con le più alte performance. Tuttavia l’indice rileva come i Paesi ad alto reddito e in rapida crescita non abbiano ancora sviluppato un adeguato livello di sostenibilità ambientale.

L’orgoglio europeo è rappresentato, Norvegia a parte, da Svezia, Francia, Svizzera, Lettonia, Danimarca, Spagna, Gran Bretagna. Occupano i rimanenti 2 posti dei primi dieci, la Nuova Zelanda (5°) e la Colombia (6°). Nessuno dei Paesi OPEC è presente nelle prime 50 posizioni. Tra i BRICS, il Brasile è capofila al 21° posto, seguito dalla Federazione Russa (27°), Sud Africa (59°), India (62°) e Cina (74°). Gli Stati Uniti si posizionano solo al 55° posto.

La complessità del settore energetico globale richiede un approccio analitico condotto Paese per Paese“, ha detto Arthur Hanna, Senior Managing Director per il settore Energy di Accenture, “L’indice elaborato con il World Economic Forum nasce con l’obiettivo di ottenere un bilancio delle sfide energetiche che ciascun Paese dovrà affrontare e con lo scopo di suggerire le best practices a cui ispirarsi per le singole aree di interesse”.

Lo studio, infatti, analizza i fattori critici e le variabili che impattano sulla gestione e le opportunità del mercato energetico, segnalando ai decision-makers l’importanza di selezionare un «portafoglio» di politiche energetiche capaci di creare un corretto mix di scelte tra crescita economica, sostenibilità ambientale, disponibilità di accesso alle fonti energetiche e sicurezza.

Lo studio sottolinea anche come, per le economie in rapida crescita, la sostenibilità debba essere una priorità e come l’ampia disponibilità di fonti energetiche di un Paese non sia necessariamente un fattore di performance. Numerosi problemi a livello globale su fonti fossili, uso dell’acqua e gestione del patrimonio energetico devono essere ancora adeguatamente indirizzati. Secondo il rapporto, inoltre, molti Paesi in Via di Sviluppo non sono in grado di assicurare ai propri cittadini bisogni energetici di base: il 12% dei Paesi analizzati sarebbe, infatti, in grado di fornire energia elettrica solo a meno della metà della propria popolazione.

 

Roberta Di Giuli