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Costruire il domani: innovazione, sostenibilità e connessioni umane al B-CAD 2026

Tecnologia, sostenibilità e materia si sono incontrate al B-CAD di Roma. Mentre la progettazione spinge verso l’intelligenza artificiale e il BIM, i padiglioni della fiera hanno restituito un messaggio molto chiaro: il futuro dei nostri spazi deve ripartire dalle relazioni umane

 

«La Nuvola», l’architettura innovativa di Fuksas, dal 2024 ospita il B-CADBuilding Construction Architecture Design, habitat ideale del Salone Internazionale dell’Architettura, dell’Edilizia e del Design.

 “In un momento storico in cui la transizione ecologica e la rigenerazione urbana richiedono una svolta concreta – racconta Camilla Maiorano, Founder B-CADil nostro obiettivo è fare sintesi tra il sapere accademico, la visione dei professionisti e la spinta tecnologica dell’industria, offrendo una piattaforma di livello internazionale”.

Se innovazione e sostenibilità hanno rappresentato alcune delle direttrici principali della manifestazione, altrettanto centrale è stato il rapporto tra tecnologia e materia. Al B-CAD di quest’anno il mondo della progettazione digitale ha convissuto infatti con quello dei materiali e delle lavorazioni tradizionali: intelligenza artificiale, BIM, digitalizzazione, smart building ed efficientamento energetico si sono affiancati a pietra, legno, ceramica, superfici, rivestimenti e sistemi costruttivi. Un dialogo tra linguaggi apparentemente lontani che, proprio all’interno della fiera, ha trovato una sintesi concreta e restituiva una possibile visione dell’architettura contemporanea.

Tra gli stand è emerso così un elemento comune: il futuro non sembra voler rinunciare alla memoria del passato, ma piuttosto reinterpretarla attraverso nuove tecnologie, forme e modalità progettuali.

In questo scenario, la tecnologia non rappresenta una sostituzione dell’artigianato, ma un nuovo strumento attraverso cui valorizzarne le potenzialità.

La manifestazione si è articolata tra due grandi mondi, quello del Design e quello dell’Edilizia, ma è bastato attraversare i padiglioni per accorgersi di quanto questi confini siano ormai sottili. Dai progetti di Architettura e Design, dove si sono incontrati design biofilico, lighting, interior e soluzioni per gli spazi indoor e outdoor, fino a realtà come Faraone, con le sue soluzioni in vetro per l’architettura contemporanea.

Lo stesso vale per il settore delle «Costruzioni e dei Materiali», dove l’innovazione passa attraverso materiali biocompatibili, sistemi di isolamento e nuove soluzioni costruttive. Tra gli stand, ad esempio, quello di EDILPIEMME ha portato in primo piano proprio il mondo dei materiali e delle finiture per l’edilizia, accanto a realtà come Saint-Gobain e ancora gli impianti, la climatizzazione, la domotica e tutto ciò che contribuisce a rendere una casa più efficiente e confortevole.

Ha completato il quadro la dimensione digitale, ormai impossibile da separare dalla progettazione: software, BIM, Intelligenza Artificiale e gestione dei dati si sono confermati strumenti sempre più concreti per chi lavora nel settore. Una trasformazione che ha preso forma anche attraverso aziende come Descor, Analist Group (vincitore del primo posto della categoria) e Novigos Tecno, presenti con soluzioni dedicate alla digitalizzazione e alla progettazione.

EDILPIEMME: le persone prima di tutto

“Costruire il futuro significa creare connessioni” sostiene la Maiorano. Affinché qualcosa possa essere saldo bisogna partire dall’interno, dalle connessioni interne alle aziende, ai luoghi dove hanno origine i progetti.

È proprio abbracciando questa filosofia che EDILPIEMME Roma si è aggiudicata, per il secondo anno consecutivo, il premio per il miglior stand di materiali e rivestimenti.

La squadra EDILPIEMME – afferma Stefano Pirri, titolare e Amministratore Delegato dell’azienda – ha giocato benissimo”.

Tra le texture delle coperture e i materiali per interni, è stato riservato uno spazio d’eccezione a un’installazione site-specific. Il concept, che porta la firma di Fabiana Lucci, art director e Direttore commerciale dell’azienda, si è sviluppata attorno all’esposizione di tre borse realizzate interamente in mattone. Le sculture, plasmate dall’artista Copio, lanciano un monito potente contro le logiche del fast fashion: in questa lucida provocazione visiva, il peso e la durezza del mattone si trasformano nella perfetta metafora del macigno che ogni acquisto non ecosostenibile fa ricadere sull’ambiente.

Percorrendo il perimetro dello stand, la parete posteriore ha svelato un’esposizione fotografica capace di catturare l’autentica visione di EDILPIEMME: le persone prima di tutto. Il soggetto della mostra, selezionato con cura dagli organizzatori, si è concentrato sulle mani, scelte come simbolo dei legami fondamentali che permettono di costruire strutture solide e durature. A sigillare questo racconto visivo, un angolo conclusivo è stato trasformato in una bacheca di ricordi: una cascata di polaroid scattate nei giorni di fiera, un mosaico di sorrisi ed emozioni per celebrare chi ha vissuto l’evento con passione, dallo staff agli ospiti, fino a ogni singolo visitatore.

Forse è questa la vera rivoluzione che il B-CAD 2026 ha voluto portare all’attenzione degli oltre 30.000 visitatori che si sono addentrati alla scoperta dei 500 stand: rimettere l’essere umano in primo piano, in un momento in cui lo sviluppo tecnologico sta trasformando sempre più velocemente il modo in cui immaginiamo e viviamo gli spazi.

[ Dalila Gorla ]