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L’Italia vince il Solar Decathlon Europe 2014 con «RhOME for denCity», capolavoro dell’architettura verde

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Il progetto di Roma TRE si aggiudica l’Olimpiade dell’architettura sostenibile. Il team, guidato dall’arch. Chiara Tonelli, fa grande la competenza italiana nel settore con una proposta entusiasmante nella prospettiva di una società a basse emissioni

Risuonano le note dell’Inno d’Italia nella francese Versailles, perché proprio al team del nostro orgoglioso Paese è andata la vittoria dell’ambitissimo premio Solar Decathlon 2014, il Campionato dell’efficienza energetica, dell’innovazione, della sostenibilità e della bellezza nel campo dell’architettura. A sollevare simbolicamente al cielo la coppa della vittoria, il capitano di questa incredibile avventura, l’arch. Chiara Tonelli, docente di architettura dell’Università Roma TRE e coordinatrice del team RhOME.

Il progetto, che ha racchiuso grandi talenti della competenza italiana, si chiama «RhOME for denCity», ed è una casa solare progettata e costruita dal Dipartimento di Architettura di Roma TRE, che ha superato alla grande le 10 durissime prove previste dalla competizione che, lanciata nel 2002 dal Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, quest’anno si è tenuta a Versailles dal 27 giugno al 12 luglio.

La gara era di quelle che mettono sul piatto tutto il valore di un Paese che sa fare i conti con le esigenze ambientali. Di quelle che mettono in riga i talenti e le professionalità estreme in un settore decisamente strategico, un campo su cui, per molti versi, si gioca una partita importante della sfida al futuro. Ma in questa partita, questa volta, a rimanere a guardare l’avanzare imperterrito dell’«allenatissima» Italia, è stata la Francia, quindi l’Olanda (classificatesi rispettivamente al secondo e terzo posto) ma anche la Germania che, insieme al Cile, aveva guadagnato riconoscimenti importanti ed era tra le favorite alla vittoria.

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Venti i progetti in gara provenienti da tutto il mondo: dall’India alla Thailandia, dalla Costa Rica agli Stati Uniti, dal Giappone al Cile, oltre agli europei.

I mille volti del progetto

RhOME è la casa che scrive un nuovo capitolo nella storia del costruire ecologico sia per il risultato raggiunto sia per l’approccio con cui si è voluto impostare il progetto. A vincere anche il gioco di squadra, l’innovazione e un’attenzione particolare all’integrazione e all’inclusione sociale. Anche le collaborazioni sono state strategiche per garantire la qualità del risultato. Ma è Chiara Tonelli che sottolinea vocazione ed ingredienti di RhOME: “Il nostro progetto cerca una soluzione economica e di qualità per risolvere i problemi abitativi della città di Roma. Credo che in un paese come il nostro sia urgente, ancor più che in altri, cercare strade che portino alla riduzione dei consumi energetici e alla ricerca di fonti rinnovabili, visto che più di tutti dipendiamo da altri per la fornitura energetica”. Quindi uno sguardo al team: “Questo successo è merito di una squadra vera che si è costruita e consolidata in 4 anni, formata da splendidi studenti e bravissimi docenti. Tra questi ringrazio soprattutto Gabriele Bellingeri, Luigi Franciosini e Ginevra Salerno per la dedizione costante con cui hanno guidato gli studenti a questo insperato successo. Ma tanti altri hanno collaborato, perché, benché sperimentale, il nostro prototipo è reale e non si sarebbe potuto completare senza l’apporto delle competenze ingegneristiche di Luca Solero, Michele La Rocca, Roberto De Lieto e Marco Frascarolo, e di quelle estimative di Alfredo Passeri e di marketing di Carlo Alberto Pratesi. Tante le aziende che ci hanno seguito, finanziato, supportato in questi 18 mesi, tutte eccellenze dell’Italia che fa”.

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Ma ora è tempo di andare oltre l’obiettivo raggiunto e di individuare la strada che può rendere l’eccellenza di un progetto, reale presenza di un tessuto urbano: “Attendiamo ora un segnale concreto dalle istituzioni locali e nazionali – auspica infatti l’arch. Chiara Tonelli per l’obiettivo della costruzione concreta a vero sostegno sociale diffuso”.

Un premio alla professionalità

Non si può bluffare con il Solar Decathlon! La competizione ha «strizzato» i progetti presentati mettendo a dura prova tutte le performance ambientali che promettevano su carta.  Così, anche RhOME, l’abitazione studiata per la riqualificazione delle aree abusive di Tor Fiscale a Roma, è stata sottoposta a severe verifiche di costruzione e qualità architettonica; ingegneria; efficienza energetica; sostenibilità; design e trasportabilità; comunicazione e sensibilizzazione del pubblico.

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Sotto la lente d’ingrandimento degli esigenti giudici, per tutta la durata della competizione, il bilancio energetico, le condizioni di comfort, il funzionamento dell’abitazione. Risultato: RhOME si è dimostrata una casa in grado di produrre più energia di quanto ne consumi, di utilizzare strumenti di difesa passiva dalle temperature sia calde che fredde, di tenere sotto controllo la qualità dell’aria permettendo funzioni sia di abitazione che di lavoro. Dalla sua, anche doti di reversibilità degli spazi, gli arredi recuperati, un sistema ben equilibrato di raffrescamento e riscaldamento oltre che una grande facilità di gestione. 65 metri quadrati in grado di viaggiare in treno, realizzati in legno certificato a basso impatto ambientale. RhOME, in sintesi, promette, e mantiene…, altissimo comfort e massima salubrità, oltre a proporsi con un aspetto accattivante che, nella sua vocazione di fare più bella – oltre che più sana – la città del futuro, non rinuncia a strizzare l’occhio al design di qualità.

 [ Roberta Di Giuli ]