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Autostrade del Mare: ruolo decisivo per l’integrazione euro-mediterranea

Tommaso Affinita
Tommaso Affinita

di Tommaso Affinita • Il mare rappresenta una strategia ormai irrinunciabile per il ruolo che ha negli scambi del Mediterraneo e per i risvolti ecologici ed economici che comporta. L’Italia si prepara, con investimenti ed opere infrastrutturali mirate, a raccogliere la sfida

In questi ultimi due anni l’economia mondiale è stata attraversata da una grave recessione che, una volta superata, determinerà, molto probabilmente, un processo di assestamento caratterizzato da una rimodulazione dei cicli produttivi e, quindi, una rivalutazione dei sistemi economici a scala regionale e non più globale.

In questo quadro il Mediterraneo sarà chiamato a svolgere un ruolo essenziale, non soltanto come teatro dei flussi di traffico, con origine e destinazione verso l’East-Asia sulla direttrice Suez-Gibilterra, ma anche come vero e proprio autonomo polo di aggregazione economica, con grandi potenzialità di crescita. Questo avverrà soprattutto perché muteranno anche le maggiori dinamiche relative alla movimentazione delle merci; vi sarà certo una ripresa del traffico containerizzato, che ha conosciuto ultimamente una forte flessione a seguito della caduta dei consumi sui mercati mondiali, ma è probabile che l’utilizzo dei containers non presenti più i ritmi intensi di crescita registrati prima della crisi; e ciò per le caratteristiche proprie di questa modalità di trasporto contraddistinta da una marcata rigidità, giacché – come è noto – richiede elevati investimenti in naviglio ed infrastrutture portuali.

Cresceranno allora gli spazi di mercato per i servizi Ro-Ro, che del resto hanno gcon una flessione certamente più contenuta; il combinato stradamare offre infatti una maggiore flessibilità ed una più rapida capacità di adattamento alle fluttuazioni della domanda di merci.

Investimenti e progetti per il sistema logistico italiano

Il trasporto marittimo a medio/corto raggio è destinato dunque a crescere notevolmente soprattutto nel contesto infra-mediterraneo ed in particolare nell’interscambio sulla direttrice Nord-Sud, cioè nel collegamento tra i mercati dell’Europa comunitaria ed i Paesi della Sponda Sud del Mediterraneo i quali stanno procedendo a massicci investimenti infrastrutturali nei sistemi logistici e portuali, da Damietta e Port-Said fino ad Orano e Tangeri.

In questo contesto il sistema logistico italiano, ed in particolare il cluster marittimo- portuale, è chiamato ad una sfida importante; per non perderla occorre mettere mano con urgenza alle persistenti carenze della nostra portualità che ne condizionano il posizionamento competitivo; in particolare occorre affrontare le forti criticità del cosiddetto «ultimo miglio», cioè dell’interconnessione tra i nodi portuali e le reti terrestri e ferroviarie.

Si tratta, infatti, di un fattore di debolezza del sistema che condiziona pesantemente l’accessibilità dei porti e dunque la fluidità dei flussi di traffico. È questo un punto cruciale che riguarda non soltanto la portualità comunitaria ed italiana in particolare, ma anche i sistemi logistici dei Paesi della Sponda Sud.

Gli obiettivi primari

Le questioni da risolvere sono sostanzialmente due: attivare i meccanismi di una efficace programmazione e reperire risorse finanziarie adeguate rispetto alla mole degli investimenti da effettuare.

Sul primo punto è indispensabile un indirizzo strategico, un quadro di riferimento nazionale che coordini i diversi attori del sistema e che metta a fattor comune ad esempio gli interventi dello Stato e le scelte delle Regioni; a quest’ultimo riguardo l’ormai avviato federalismo accentuerà, anche nel settore dei trasporti, l’iniziativa delle Regioni ed implicherà una più diretta dislocazione delle risorse proprio a livello regionale; a più forte ragione, proprio per evitare dispersioni o duplicazioni di interventi, è indispensabile una cabina di regia idonea ad affrontare le nuove sfide del post crisi; la «Consulta per l’autotrasporto e la logistica», appena ricostituita sta predisponendo su impulso del suo Presidente Sottosegretario on. Giachino, il nuovo «Piano della logistica» che sarà definito entro l’anno.

L’altro grande tema è quello del reperimento delle risorse occorrenti per garantire un’effettiva competitività del nostro sistema logistico. È essenziale infatti che la realizzazione dei grandi corridoi trasversali (ad esempio quello autostradale e ferroviario trans-maghrebino) venga contestualmente accompagnata da capillari raccordi con gli scali portuali, in modo da costituire un efficace sbocco per le «Autostrade del Mare» e gli hinterlands di riferimento; e per fare ciò si richiedono ingenti investimenti per sostenere i quali è indispensabile l’attivazione di adeguati meccanismi finanziari, con un approccio innovativo che superi vecchie impostazioni legate al solo investimento pubblico per le grandi opere infrastrutturali: l’unica via percorribile ormai è quella del partenariato pubblico-privato.

In un tale contesto, il ruolo della mano pubblica dovrà essere quello di definire le scelte strategiche, la cornice normativa ed amministrativa in grado di assicurare procedure trasparenti e certe nella tempistica mentre l’iniziativa privata – avvalendosi anche del supporto delle grandi istituzioni finanziarie internazionali e del sistema bancario – dovrà apprestare i capitali occorrenti, trovando le sue convenienze ed il ritorno degli investimenti nella gestione delle infrastrutture e dei sistemi logistici.

Gli incentivi: una strategia collaudata

Non meno importante è poi una politica intelligente e mirata di incentivi in grado di orientare e sostenere le scelte del mercato e degli operatori. Da questo punto di vista va ricordata la positiva esperienza italiana dell’ECOBONUS, l’incentivo che ha sollecitato ed aiutato gli auto-trasportatori a privilegiare l’utilizzo della modalità marittima, con una strumentazione particolarmente agile dal punto di vista operativo che ha consentito di mettere a disposizione dell’auto- trasporto, ed indirettamente degli armatori che hanno creduto nelle «Autostrade del Mare», un significativo volume di risorse. RAM (Rete Autostrade Mediterranee Spa) ha liquidato le istanze relative alle annualità 2007 e 2008 per circa 50 e 60 milioni di euro; sono state, infine, acquisite le domande per il 2009 (circa 260) che verranno esaminate e liquidate entro i primi mesi del 2011. Che si sia trattato di una misura efficace è testimoniato dall’attenzione che l’Unione Europea sta dedicando a questa iniziativa italiana, prefigurando una estensione dell’ECOBONUS a livello comunitario, facendolo così diventare una misura strutturale a sostegno dell’autotrasporto che scelga di servirsi della modalità marittima. Nel frattempo, però, sarebbe veramente irragionevole interrompere un circuito virtuoso che ha visto, annualmente, circa 500.000 viaggi di Tir tolti dalla rete stradale ed indirizzati sulle navi Ro-Ro; andrebbe dunque assicurato il rifinanziamento di quest’incentivo almeno per il biennio 2010-2011 in modo da non vanificare il positivo trend che l’ECOBONUS ha attivato.

Le ricadute economiche ed ambientali

In conclusione rimane forte l’auspicio di un sempre più incisivo e comune impegno per un riequilibrio tra le diverse modalità di trasporto che accresca la quota di traffico commerciale movimentata attraverso la modalità marittima, certamente meno costosa in termini di consumi energetici, di gran lunga più sostenibile sotto il profilo ambientale ed infine tale da decongestionare il carico sulla rete stradale, che sappiamo essere prossima ai livelli di saturazione; è fondato il rischio di un vero e proprio collasso del sistema logistico se non si apprestano valide alternative al trasporto su gomma.

Vale la pena, infine, sottolineare la grande valenza strategica delle «Autostrade del Mare» come strumento di coesione e di integrazione dell’Europa comunitaria con gli altri Paesi dell’area mediterranea nella prospettiva di una grande zona di libero scambio nella quale lo sviluppo delle relazioni commerciali non potrà che articolarsi attraverso un sempre più fitto reticolo di collegamenti marittimi. Sarà una integrazione che – pur prendendo le mosse dai mercati e dai sistemi economici – coinvolgerà sicuramente le culture e le politiche, contribuendo così a disinnescare le tensioni ed i focolai di crisi che ancora attraversano pericolosamente il Mediterraneo.

 

Tommaso Affinita

Amministratore delegato Rete Autostrade Mediterranee Spa