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LA «WHITE LIST» STRUMENTO IN PIÙ PER LOTTA ALLA CRIMINALITÀ NEL SETTORE DEI RIFIUTI E DELLE BONIFICHE

Da oggi per lavorare con la Pubblica Amministrazione tutte le aziende del settore «rifiuti e bonifiche» dovranno essere iscritte alle «white list» presso le prefetture. Lo prevede un emendamento al dl liquidità approvato in commissione Finanza alla Camera dei Deputati. Le white list rappresentano un efficace strumento di prevenzione del crimine ai danni della collettività. Anche la Commissione Ecomafie con una serie di audizioni nei mesi scorsi ha portato alla luce l’importanza di introdurre l’obbligo di iscrizione per le aziende del settore rifiuti e bonifiche. Andiamo avanti nella lotta all’illegalità ambientale, più forti di prima, dichiara il Presidente della Commissione Ecomafie Stefano Vignaroli.

Nello specifico, dovranno avere certificazione antimafia in regola ed essere iscritte alle liste dei fornitori della Pubblica Amministrazione presso le Prefetture le imprese che svolgono servizi ambientali, ivi comprese le attività di raccolta, trasporto, nazionale e transfrontaliero, anche per conto di terzi, trattamento e smaltimento dei rifiuti, nonché le attività di risanamento, bonifica e gli altri servizi connessi alla gestione dei rifiuti 

L’obbligo di iscrizione in white list per tutte le aziende del comparto rifiuti che lavorano per enti pubblici è un ottimo risultato. Finalmente si prevedono controlli sistematici per un settore così sensibile per la qualità ambientale e le casse pubbliche, e allo stesso tempo permeabile alle infiltrazioni criminali», commentano i parlamentari della Commissione Ecomafie del Movimento 5 Stelle – questo provvedimento, proseguono i parlamentari, «rappresenta un’arma in più per combattere le pesanti infiltrazioni criminali nel settore dei rifiuti e delle bonifiche, su cui la Commissione sta facendo luce con numerose inchieste, su temi quali i roghi negli impianti di trattamento rifiuti, i traffici illeciti di indumenti usati e il mercato illegale dei RAEE. Questa misura potrà aiutare a prevenire molti illeciti, scoraggiare l’illegalità e accendere dei campanelli d’allarme prima che sia troppo tardi. Si potrà scongiurare che imprese in odor di mafia partecipino ad appalti pubblici per servizi ambientali. Inoltre, qualora le aziende aggiudicatarie siano colpite da interdittiva antimafia o da informativa negativa, la PA potrà intervenire più velocemente per sospendere i contratti in essere.