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Lotta al dissesto idrogeologico… Ci «prova» lo «Sblocca Italia»!

Alluvione Carrara

Mentre da nord a sud del Paese si susseguono le allerta meteo e i sindaci cercano in tutti i modi di limitare i danni con provvedimenti non sempre commisurati al reale livello di pericolo, il Senato vara in via definitiva il cosiddetto decreto «Sblocca Italia», contenente anche disposizioni per la mitigazione del rischio idrogeologico

Il decreto «Sblocca Italia» è legge! Il provvedimento, già approvato dalla Camera, ha ottenuto il via libera da Palazzo Madama con 157 voti favorevoli e 110 contrari. Molte le novità introdotte in materia ambientale, soprattutto per ciò che concerne la semplificazione e velocizzazione degli iter burocratici. Ma vediamo, in sintesi, le principali misure avviate per far fronte all’emergenza del dissesto idrogeologico.

Accordo di programma Regione-Ministero per l’utilizzo delle risorse

Il decreto prevede, innanzitutto, che a partire dalla programmazione 2015 le risorse destinate al finanziamento degli interventi in materia di mitigazione del rischio idrogeologico siano utilizzate tramite accordo di programma sottoscritto dalla Regione interessata e dal Ministero dell’Ambiente, che definisce anche la quota di cofinanziamento regionale. Gli interventi sono individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro dell’Ambiente e l’attuazione degli stessi è assicurata dal Presidente della Regione in qualità di Commissario di Governo contro il dissesto idrogeologico.

Impiego prioritario delle risorse per interventi integrati

Il provvedimento dispone che le risorse siano prioritariamente destinate ad interventi integrati, finalizzati sia alla mitigazione del rischio sia alla tutela e al recupero degli ecosistemi e della biodiversità, integrando gli obiettivi comunitari in materia di acque e di valutazione e gestione dei rischi di alluvioni. In particolare, gli interventi sul reticolo idrografico non dovranno alterare ulteriormente l’equilibrio sedimentario dei corsi d’acqua, bensì tendere ovunque possibile a ripristinarlo. A questo tipo di interventi integrati, in grado di garantire contestualmente la riduzione del rischio idrogeologico e il miglioramento dello stato ecologico dei corsi d’acqua e la tutela degli ecosistemi e della biodiversità, in ciascun accordo di programma dovrà essere destinata una percentuale minima del 20% delle risorse. In tali interventi assume priorità la delocalizzazione di edifici e di infrastrutture potenzialmente pericolosi per la pubblica incolumità.

Nubifragio Roma

Revoca delle risorse in caso di ritardi nei bandi e nell’affidamento dei lavori

Si prevede che il Ministro dell’Ambiente, avvalendosi dell’ISPRA, provveda alla revoca, anche parziale, delle risorse assegnate alle Regioni e agli altri enti per la realizzazione di interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, per i quali alla data del 30 settembre 2014 non è stato pubblicato il bando di gara o non è stato disposto l’affidamento dei lavori, nonché per gli interventi che risultano difformi dalle finalità suddette. L’ISPRA dovrà completare l’istruttoria entro il 30 novembre 2014. Le risorse revocate confluiranno in un apposito fondo, istituito presso il Ministero dell’Ambiente, e saranno riassegnate per la medesima finalità di mitigazione del rischio idrogeologico.

Società in house per la mitigazione del rischio

Per le attività di progettazione ed esecuzione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico di cui agli accordi di programma, è prevista la possibilità per i Presidenti delle Regioni di avvalersi, sulla base di apposite convenzioni, di tutti i soggetti pubblici e privati, sempre nel rispetto delle procedure ad evidenza pubblica prescritte dal Codice degli appalti, ivi comprese società in house delle amministrazioni centrali dello Stato dotate di specifica competenza tecnica.

Si consente, inoltre, ai Presidenti delle Regioni, per le occupazioni di urgenza e per le espropriazioni delle aree occorrenti per l’esecuzione degli interventi inclusi negli accordi di programma, di redigere lo stato di consistenza e il verbale di immissione in possesso dei suoli anche con la sola presenza di due rappresentanti delle Regioni o degli enti territoriali interessati, prescindendo da ogni altro adempimento.

Fondo per finanziamento interventi relativi alle risorse idriche

Al fine di garantire l’adeguamento dell’ordinamento nazionale alla normativa europea in materia di gestione dei servizi idrici, è prevista l’istituzione presso il Ministero dell’Ambiente di un apposito Fondo destinato al finanziamento degli interventi relativi alle risorse idriche. Il Fondo è finanziato mediante la revoca delle risorse destinate ad interventi nel settore idrico per i quali, alla data del 30 settembre 2014, non risultino essere stati ancora assunti atti giuridicamente vincolanti e per i quali, a seguito di specifiche verifiche tecniche effettuate dall’ISPRA, risultino accertati obiettivi impedimenti di carattere tecnico-progettuale o urbanistico ovvero situazioni di inerzia del soggetto attuatore. L’utilizzo delle risorse del Fondo è subordinato all’avvenuto affidamento al gestore unico del servizio idrico integrato nell’Ambito territoriale ottimale, il quale è tenuto a garantire una quota di partecipazione al finanziamento degli interventi a valere sulla tariffa del servizio idrico integrato commisurata all’entità degli investimenti da finanziare.

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Commissari straordinari per l’adeguamento dei sistemi di fognatura e depurazione sotto infrazione europea

Al fine di accelerare la progettazione e la realizzazione degli interventi necessari all’adeguamento dei sistemi di collettamento, fognatura e depurazione oggetto di procedura di infrazione o di provvedimento di condanna della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, entro il 31 dicembre 2014, su proposta del Ministro dell’Ambiente, può essere attivata la procedura di esercizio del potere sostitutivo del Governo, anche con la nomina di appositi commissari straordinari. I commissari sono nominati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Ambiente, nei successivi quindici giorni. Ai commissari non sono corrisposti gettoni, compensi, rimborsi di spese o altri emolumenti, comunque denominati.

110 milioni di euro alle regioni per interventi di sistemazione dei corsi d’acqua

Al fine di fronteggiare le situazioni di criticità ambientale delle aree metropolitane interessate da fenomeni di esondazione e alluvione, previa istruttoria del Ministero dell’Ambiente di concerto con la Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico appositamente istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, è prevista l’assegnazione alle Regioni della somma complessiva di 110 milioni di euro, a valere sulle risorse del Fondo sviluppo e coesione 2007-2013 per interventi di sistemazione idraulica dei corsi d’acqua. La Struttura di missione opera di concerto con il Ministero dell’Ambiente e, per quanto di competenza, con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nelle attività pianificatorie, istruttorie e di ripartizione delle risorse finanziarie finalizzate alla realizzazione degli interventi per la mitigazione del dissesto idrogeologico.

Il ricorso al TAR non ferma le opere
Viene, infine, introdotta una norma che, nelle zone colpite da calamità naturali, consente la realizzazione di un’opera messa in gara per interventi conseguenti a uno stato di emergenza, anche in pendenza di un ricorso al TAR con istanza cautelare. In questi casi, infatti, il tribunale amministrativo regionale potrà accogliere l’istanza cautelare unicamente qualora i requisiti di estrema gravità e urgenza siano ritenuti prevalenti rispetto alle esigenze di incolumità pubblica evidenziate dalla stazione appaltante.

Lo Sblocca Italia introduce delle semplificazioni per evitare quello che troppe volte è accaduto in Italia, cioè che ci siano i soldi e che non vengano spesi“, ha dichiarato Gian Luca Galletti, Ministro dell’Ambiente, aggiungendo: “Il decreto non prevede nuove opere, ma permette di realizzare le opere in corso con maggiore celerità”. “Il problema del dissesto non si risolve in poco tempo: tra qualche mese si vedranno i primi effetti, ma il lavoro è lungo. In passato – ha continuato il Ministro – si è investito poco, si è permesso lo scempio del territorio. Sono state fatte troppe norme, che creano solo confusione, fanno tardare gli investimenti e non tutelano il territorio“. “Ci deve essere – ha proseguito Gallettiuna chiamata alla corresponsabilità da parte di tutti, anche dei cittadini: non si costruisce negli alvei dei fiumi, non si deve consumare più suolo ma bonificare e riutilizzare quello che abbiamo già, lo Stato non deve più permettere condoni. Questo crea una cultura ambientale”.

Luca Strinati
[11 Nov 2014]