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«TERRA DEI FUOCHI», CONVERTITO IL DECRETO

Terra dei Fuochi

Il provvedimento è stato approvato definitivamente dal Senato con 174 voti favorevoli, 58 contrari e 12 astenuti. Contrari soltanto M5S e Lega Nord. Astenuta SEL

•• Il Premier Enrico Letta ha sottolineato che la conversione in legge del Decreto «Terra dei fuochi» rappresenta, dopo decenni, la prima risposta a quel dramma. La sfida è ora applicarlo correttamente.

Soddisfatto anche don Maurizio Patriciello, che da anni porta avanti una lotta per riconoscere l’emergenza ambientale di quell’area. Pur essendo un “punto di inizio, non certo di arrivo”, don Maurizio si è detto “contento” perché “la terra dei fuochi finalmente è diventato un problema nazionale e questo è avvenuto grazie al lavoro dei volontari”.

Il Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, commentando il voto di Palazzo Madama, ha affermato che “finalmente ci sono le condizioni per la riscossa. Non tutto è risolvibile per decreto, ma questo è un punto di partenza che con altri provvedimenti può consentire un percorso di riscossa. Avvieremo, subito dopo la pubblicazione della legge, contatti con i territori per valutare come utilizzare al meglio questo strumento“.

Ecco i punti qualificanti del D.L. 10 dicembre 2013, n. 136, convertito in legge dalla L. 6  febbraio  2014, n. 6, pubblicata in gazzetta l’8 febbraio scorso:

• Mappatura delle aree inquinate

Il Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), l’Istituto superiore di sanità e l’Agenzia regionale per la protezione ambientale in Campania (Arpa Campania) svolgono le indagini tecniche per la mappatura dei terreni della Regione Campania destinati all’agricoltura, al  fine  di accertare l’eventuale esistenza di effetti contaminanti provocati da sversamenti e smaltimenti abusivi anche mediante combustione.

• Accelerazione e semplificazione per interventi e spesa pubblica

Sono istituiti un Comitato Interministeriale ed una Commissione, con il compito di individuare e potenziare azioni e interventi di monitoraggio e tutela nei terreni della regione Campania. Scopo della Commissione è semplificare e accelerare le procedure per l’attuazione degli interventi di bonifica dei territori. Sarà così possibile per la realizzazione degli stessi fare ricorso allo strumento giuridico del Contratto Istituzionale di sviluppo, proprio al fine di accelerare e garantire la qualità della spesa pubblica. Si prevede inoltre la possibilità di finanziare il programma, oltre che con le disponibilità ordinarie, anche mediante l’utilizzo del Piano operativo regionale Campania 2007-2013 (fondi strutturali), del Piano di Azione e Coesione, nonché mediante misure che saranno adottate nella programmazione dei fondi europei e nazionali a valere sulla programmazione 2014-2020.

• Screening sanitari

Su proposta dell’Istituto superiore di sanità, sono previsti, per la Campania, accertamenti sanitari per la popolazione residente nei territori interessati da inquinamento causato da sversamenti illegali e smaltimenti abusivi di rifiuti.

Sempre su proposta dell’Istituto superiore di sanità, sono previsti anche eventuali accertamenti per il controllo dello stato di salute della popolazione residente nei comuni di Taranto e di Statte, in Puglia, interessati dall’inquinamento causato dallo stabilimento Ilva. Per gli screening sanitari gratuiti sono stati destinati complessivamente 50 milioni di euro per il biennio 2014-2015.


• Prevenzione delle infiltrazioni della criminalità organizzata

È assegnato al Prefetto di Napoli il compito di assicurare il coordinamento e l’unità di indirizzo di tutte le attività finalizzate alla prevenzione delle infiltrazioni della criminalità organizzata nell’affidamento e nell’esecuzione di contratti pubblici aventi ad oggetto lavori, servizi e forniture, nonché nelle erogazioni e nelle concessioni di provvidenze pubbliche, connessi alle attività di monitoraggio e di bonifica delle aree inquinate.Il Comitato di coordinamento per l’alta sorveglianza delle grandi opere, previsto dal codice dei contratti pubblici, opera a immediato e diretto supporto del Prefetto di Napoli, attraverso una sezione specializzata, le cui funzioni, composizione, risorse umane e dotazioni strumentali saranno definite con un decreto da adottare entro sessanta giorni.

• Nuovo reato: combustione illecita di rifiuti

Finora chi appiccava roghi tossici, era sanzionabile solo con contravvenzioni. L’art. 3 del decreto introduce il reato di «combustione illecita di rifiuti» (art. 256-bis del D. Lgs. n. 152/ 2006), punendolo con la reclusione da due a cinque anni. Nel caso in cui sia appiccato il fuoco a rifiuti pericolosi, si applica la pena della reclusione da tre a sei anni. Il responsabile è tenuto al ripristino dello stato dei luoghi, al risarcimento  del   danno ambientale e al pagamento, anche in via di regresso, delle spese per la bonifica.

Le incriminazioni si aggiungono a quelle di cui agli articoli 255 e 256 del D. Lgs. n. 152/ 2006, (abbandono di rifiuti e attività di gestione di rifiuti non autorizzata) e mirano a colpire il preoccupante fenomeno dei roghi di rifiuti, al quale conseguono immediati danni all’ambiente ed alla salute umana, con la dispersione in atmosfera dei residui della combustione.

• Uso dell’esercito

Il Decreto autorizza i Prefetti delle province della Regione Campania – nell’ambito delle operazioni di sicurezza e di controllo del territorio finalizzate alla prevenzione dei delitti di criminalità organizzata e ambientale, e nell’ambito delle risorse finanziarie disponibili – ad avvalersi di personale militare delle Forze armate.

Luca Strinati
[10 Feb 2014]