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Acqua di mare e scarti di combustione: inaspettati antinquinanti

Zeolite - Protectaweb

Roberta Di Giuli • L’Imaa-Cnr ha sintetizzato le zeoliti a basse temperature usando acqua marina e residui incombusti delle centrali termoelettriche. Questa nuova soluzione potrà essere impiegata per bonificare terreni e acque contaminati. In merito all’utilità e potenzialità di applicazione,  si esprimerà anche la Commissione europea

 

•• Chi inquina il mare? L’uomo! Chi aiuta l’uomo a disinquinare? Il mare! Inaspettati alleati dell’antinquinamento arrivano il mare e… gli scarti industriali! Questo sconvolgente gioco delle parti è presto spiegato. Si tratta di  zeoliti da fly ash (ceneri leggere), minerali sintetizzati a partire dai rifiuti nei laboratori dell’Istituto di metodologie per l’analisi ambientale del Consiglio nazionale delle ricerche (Imaa-Cnr) di Tito Scalo (Potenza). Il CNR ha quindi studiato un sistema a basso costo energetico per generare le zeoliti che, infatti, vengono sintetizzate impiegando acqua di mare invece di acqua distillata: questo processo ne garantisce anche quantità maggiori rispetto al metodo tradizionale.

I primi ricercatori a proporre questa nuova soluzione ai problemi di inquinamento sono stati Claudia Belviso, Saverio Fiore e Francesco Cavalcante del gruppo di ricerca «Microminerali, ambiente e salute». Idea poi brevettata negli Usa.

 

Le zeoliti sono minerali idrati di silicio, comunemente ottenute con acqua distillata e utilizzate come «setacci chimici», come filtri per controllare gli odori e assorbenti per rimuovere elementi o molecole dalle acque contaminate”, spiega Claudia Belviso dell’Imaa-Cnr. “La novità del nostro metodo consiste nell’averle sintetizzate impiegando acqua di mare, reperibile a costo zero, anziché acqua distillata e a temperature inferiori a 45°C, riducendo così nettamente anche la spesa energetica. La quantità di zeolite sintetizzata con questo nuovo processo è nettamente maggiore rispetto a quella formata con acqua distillata”.

Tra i  «terreni» di applicazione: le acque inquinate

Il risultato è stato ottenuto dopo cinque anni di esperimenti su un particolare materiale di scarto, terzo aspetto innovativo della ricerca. “Il fly ash deriva dal combustibile fossile (carbone) delle centrali termoelettriche”, prosegue la ricercatrice Belviso, “ed è costituito da materiale minerario refrattario alla combustione e da componenti residue per le quali la combustione avviene in modo incompleto”. Questo residuo delle centrali termoelettriche è considerato un rifiuto pericoloso da smaltire in discarica, e la sua ingente produzione negli Stati Uniti, in Cina e in India è un problema ambientale notevole.

 

Zeolite - Protectaweb“Le zeoliti sintetizzate a partire da questi scarti con il processo oggetto del brevetto”, conclude la ricercatrice dell’Imaa-Cnr, “potranno invece essere utilizzate come una sorta di ‘spugna’ negli impianti di filtrazione per la bonifica di acque inquinate e per bonificare terreni contaminati da metalli pesanti come nichel, piombo e manganese, o da composti organici presenti in concentrazioni elevate”.

Che la Commissione si esprima!

A supporto ed a conferma dell’interesse dello studio italiano, l’Interrogazione parlamentare con richiesta di risposta scritta alla Commissione, avanzata dall’euro deputato Oreste Rossi. Il testo presentato riporta:

“Considerato che in diversi Paesi la stragrande maggioranza di «fly ash», dopo aver subito un processo di inertizzazione, viene esportata per la quasi totalità verso altri Paesi, destinata ad operazioni di messa in riserva, spesso in miniere di salgemma, o impiegata nell’asfalto, può la Commissione rispondere ai seguenti quesiti:

1) Non ritiene opportuno vagliare lo studio condotto dal Cnr affinché possano essere valutati eventuali margini di miglioramento in vista di un migliore smaltimento delle polveri?

2) Non ritiene che sarebbe utile per tutti i Paesi europei impiegare il «fly ash» come sintetizzatore di zeoliti che potrebbero apportare un’importante svolta nella depurazione delle acque e dei terreni nei quali la concentrazione di metalli pesanti e composti organici è elevata?”

 

Per questa nuova soluzione scientifica, la cui importanza ci sembra alla portata anche del profano, cioè intuibile solo con una piccola dose di buon senso, aspettiamo ora che la Commissione si esprima!

 

Roberta Di Giuli