Uno studio dell’Università di Innsbruck mette in guardia contro i rischi del riscaldamento globale. L’aumento del livello del mare minaccia i siti protetti dall’Unesco
•• L’immagine è degna di un «catastrofilm» pieno zeppo di effetti speciali. Provate a pensare alla Statua della Libertà che, un po’ alla volta, viene circondata dalle acque dell’oceano, fino ad essere aggredita nelle fondamenta e quindi, gradualmente, scivolare di lato, per poi sprofondare definitivamente nel mare. Pensate ora a qualcosa del genere per la Torre di Londra e per l’Indipendence Hall di Filadelfia, per l’Opera di Sidney e per la nostra, famosissima, Torre di Pisa. Pensate ai più conosciuti monumenti del mondo aggrediti dall’innalzamento delle acque e vederli affondare, più o meno come navi colpite. Sarà forse un po’ troppo apocalittico e, magari, un po’ accentuato nei toni ma questo, più o meno, è lo scenario che potremmo aspettarci in un lontano, remoto futuro. Non lo dice Nostradamus, non lo dicono gli oroscopi e nemmeno i libri di esoterismo; lo affermano, invece, i ricercatori dell’Università di Innsbruck, che in una loro ricerca, pubblicata su «Environmental Research Letters», hanno calcolato che, con l’aumento della temperatura, 720 siti Patrimonio mondiale dell’Unesco verrebbero colpiti dagli effetti di un innalzamento del livello del mare. In parole povere: se le attuali tendenze del riscaldamento globale venissero mantenute, alcuni dei monumenti più riconoscibili e importanti del mondo potrebbero sparire per l’aumento del livello del mare. Se continueremo quindi a mantenere «caldo» il pianeta, con temperature in crescita di 3° C rispetto ai livelli preindustriali, andremo incontro, con molta probabilità, a uno scenario drammatico, che potrebbe coinvolgere anche i centri delle città di Bruges, Napoli, Riga e San Pietroburgo, oltre a Venezia e alla sua Laguna, Robben Island in Sudafrica, e Westminster Abbey a Londra. Tutta colpa del «Global Warming»!

Uno degli autori dello studio, il professor Ben Marzeion dell’Università di Innsbruck, ha dichiarato: “L’aumento del livello del mare risponde al riscaldamento globale, lentamente ma costantemente, perché i processi-chiave che includono l’innalzamento degli oceani e la fusione del ghiaccio continentale vanno avanti per molto tempo, anche dopo che il riscaldamento dell’atmosfera si è fermato”.
Il professor Anders Levermann dell’Istituto di ricerca sull’impatto climatico di Postdam, co-autore dello studio, ha aggiunto: “Dopo duemila anni, gli oceani potrebbero aver raggiunto un nuovo stato di equilibrio: e oggi, grazia all’impiego di modelli fisici, siamo in grado di calcolare la perdita di ghiaccio della Groenlandia e dell’Antartide. Nel contempo, riteniamo che anche un periodo di duemila anni può essere un periodo fin troppo breve, per poter essere rilevante sul patrimonio culturale che ci sta a cuore”.
I problemi concreti, tuttavia, si potrebbero verificare molto prima rispetto ai 2000 anni generalmente ipotizzati. ”Possiamo affermare, con ragionevole certezza, che assisteremo ai primi effetti di questa situazione nel 21° secolo”, ha precisato il Prof. Marzeion. “In genere, quando si parla di cambiamento climatico si indicano le conseguenze economiche o ambientali, quanto ci costerà. Invece, stavolta, abbiamo voluto dare uno sguardo alle implicazioni culturali”.
L’Europa dovrà correre ai ripari
Marzeion ha infine aggiunto che, in Europa, la lista dei siti particolarmente vulnerabili include la torre di Pisa – benché il celebre monumento non si trovi direttamente sulla costa, potrebbe essere interessato dall’innalzamento del livello del mare – e Venezia, così come anche le città della Lega Anseatica: Amburgo, Lubecca e Brema. Altri siti che, secondo lo studio, potrebbero essere interessati da questo fenomeno sono l’Abbazia e il Palazzo di Westminster, e i centri delle città di Bruges, Napoli e San Pietroburgo. Nel sud-est asiatico potrebbe, invece, essere colpito un numero rilevante di persone, che sarebbero costrette ad abbandonare le proprie case.
Alessandro Ferri










































