Roberta Di Giuli • Un contributo attivo alla ricerca scientifica sulle Nanotecnologie dalla società del gruppo Praxair in collaborazione con la Scuola Normale Superiore di Pisa. Il Premio è giunto alla quarta edizione
•• La fuga di cervelli dal nostro Paese lascia un vuoto anche economico dietro di sé. Oltre 1,2 miliardi di dollari all’anno è, infatti, il capitale stimato prodotto dai 243 brevetti registrati all’estero dai 50 migliori ricercatori italiani. Una cifra destinata a salire nei prossimi 20 anni fino a 3,77 miliardi di dollari l’anno. A costringere l’Italia a… «mangiarsi le mani» è l’Istituto per la Competitività (I-COM). che, con la pubblicazione dei dati, alza il coperchio su una realtà (un’altra…) poco lusinghevole per il nostro Paese. Ma a cosa imputare questa pesante situazione? Gli scarsi finanziamenti hanno certamente il loro gran peso e per primi spingono i nostri ricercatori a superare i confini nazionali verso Paesi più disponibili ad «ascoltarli».
La ricerca, una garanzia per il futuro
C’è però – e per fortuna – anche in Italia chi và in controtendenza: Rivoira, società del gruppo multinazionale Praxair, leader mondiale nella distribuzione dei gas industriali, da questo punto di vista rappresenta un’eccezione, come ha sottolineato anche Pasqualantonio Pingue, Responsabile Operativo del Laboratorio NEST della Normale di Pisa, durante la cerimonia di premiazione il 21 novembre a Venezia del «Premio Nazionale NEST 2011 per la Nanoscienza», promosso da Rivoira in collaborazione con la Scuola Normale Superiore di Pisa (SNS):
“Investire nella ricerca può consentire ai cervelli di ritornare nel nostro Paese, – spiega Pingue – un’operazione che nel passato è stata già tentata, ma solo in maniera parziale. Purtroppo la ricerca continua a soffrire di scarsi finanziamenti, sia pubblici che privati, per questo bisogna riconoscere a Rivoira di essere un’azienda con una sensibilità fuori dal comune”. “È raro che un’industria italiana sia sensibile a queste tematiche. – ha continuato Pingue -. Nell’ultimo periodo c’è stato un ulteriore allontanamento dell’industria dai finanziamenti alla ricerca. Rivoira, al contrario, nonostante la crisi ha continuato a sostenere il Premio, dando un segnale importante a tutta l’industria italiana. C’è un fiorire di attività di ricerca nel campo biomedico delle Nanoscienze le cui applicazioni impatteranno presto sulla società e sulla vita delle persone. Lo stesso premio NEST di quest’anno è la dimostrazione di quanto siano promettenti queste ricerche e quanto siano stati rapidi i progressi in questo campo. Ed è proprio nella diagnostica e nella cura – precisa Pingue – che si sta giocando la partita più importante per il futuro dell’uomo. Gli studi in corso permetteranno un giorno di produrre dei nano-oggetti, grandi quanto una molecola, capaci di monitorare lo stato di salute del corpo umano, individuando l’insorgenza di masse tumorali e di altre patologie. Sono, inoltre, allo studio delle nano-molecole, per la somministrazione farmacologica, che porteranno in maniera localizzata i medicinali necessari alla cura del paziente. Un altro campo estremamente promettente delle nanotecnologie riguarda l’Information Tecnology, con una roadmap già segnata nei prossimi anni. Esistono delle nicchie di ricerca ancora poco esplorate che riguardano i computer quantistici, – conclude Pingue – su cui le aziende stanno cominciando a investire capitali. Si tratta di applicazioni di grande interesse che richiedono lo studio attento di nanostrutture, a temperature che si avvicinano allo zero assoluto. Ma se le Nanoscienze sono il futuro dell’uomo, l’Italia non deve perdere il treno della ricerca”.
Un sostegno alla ricerca che è diventata una vera vocazione per Rivoira, come ha avuto modo gli spiegare anche Franco Mazzali, Presidente Rivoira: “È un elemento di onore e di grande soddisfazione poter collaborare con la Scuola Normale Superiore e, in particolare, col NEST, Laboratorio di Nanoscienze e Nanotecnologie della SNS di Pisa, che sviluppa ricerche e sperimentazioni in fisica, chimica e biologia, con studi crescenti nel campo della biofisica molecolare, perché questo premio si orienta su dei principi su cui crediamo molto: l’innovazione e il sostegno ai giovani. Riteniamo, infatti, che la ricerca sia una componente fondamentale per lo sviluppo di tutta la società e che le nanotecnologie, in particolare, ne rappresentino la punta di diamante”.
Un impegno su più fronti
L’impegno di Rivoira nelle ricerche scientifiche del NEST non si ferma comunque a questo: “Abbiamo realizzato gli impianti dei nuovi laboratori del NEST per la crescita di grafene, – spiega Giuseppe Baldoneschi, Specialty Gases Market Specialist – con tubazioni in acciaio elettropulito, lucidate a specchio al loro interno, che non permettono ad altre impurezze di fermarsi nel metallo”. Ed è proprio da questa partnership di successo e dalla vocazione di Rivoira per l’innovazione, che ha preso forma l’idea del premio NEST, oggi giunto alla sua quarta edizione. “Si tratta di un riconoscimento importante, tra i premi economicamente più rilevanti in Europa per un Junior Researcher under-35, – spiega Baldoneschi – secondo solo a quello bandito dalla Oxford Instruments, che dà la portata di quanto Rivoira desideri dare un contributo attivo alla ricerca scientifica sulle nanotecnologie”.
Microscopia ottica, il lavoro della vincitrice
Tra oltre cinquanta candidati under 35, il Premio NEST è stato assegnato a Francesca Cella Zanacchi la giovane ricercatrice trentaduenne, dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova, che ha presentato un lavoro sulla microscopia ottica a super risoluzione che permette di studiare tessuti biologici, a livello del nanometro, favorendo la ricerca sulle malattie neurodegenerative e oncologiche (pubblicato sulla rivista Nature Methods dal titolo «Live-cell 3D super-resolution imaging in thick biological samples»).
Il Nuovo Bando del Premio Nazionale NEST 2012 per la Nanoscienza
Durante la Conferenza Internazionale Nanotechitaly, è stato annunciato il nuovo bando di concorso per il Premio NEST 2012. Il bando è riservato ai ricercatori italiani e stranieri di età inferiore ai 35 anni che abbiamo compiuto ricerche sperimentali sulle Nanoscienze in Italia, pubblicate su una rivista scientifica internazionale nei due anni precedenti (dal 1 gennaio 2011 al 30 novembre 2012).
Roberta Di Giuli










































