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Un «respiro» nazionale per lo smog

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Siglato dal Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti con Regioni, Comuni e città metropolitane, un Protocollo che elenca le misure per l’emergenza smog. Inoltre, delineato un Piano di medio periodo, che si svilupperà in tre anni sul territorio metropolitano, attraverso il neo «Comitato di coordinamento ambientale».

Finisce soffocato dallo smog questo lunghissimo 2015. Un’emergenza che ha spinto il Ministro Galletti a indire per oggi a Roma un vertice a cui hanno partecipato una rappresentanza dei governatori delle Regioni e dei sindaci delle grandi aree metropolitane, la Conferenza delle regioni, l’Anci e il Dipartimento della Protezione civile. Tutti a testimonianza che il problema merita di essere affrontato con un respiro nazionale.

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Subito sul tavolo delle trattative quelle che sono sembrate le misure immediate possibili in risposta all’emergenza: abbassamento dei limiti di velocità di 20 km orari nelle aree urbane, abbassamento di due gradi centigradi delle temperature massime di riscaldamento negli edifici pubblici e privati, bus gratis, limitazione dell’utilizzo della biomassa per uso civile dove siano presenti sistemi alternativi di riscaldamento.

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Per rendere possibile le manovre anti-smog disponibile un fondo da 12 milioni di euro per le iniziative dei comuni sul trasporto pubblico locale e la mobilità condivisa. “È una grande alleanza, è un grande successo da ascrivere a regioni, comuni e al ministero” ha detto il Ministro Galletti.

Un Piano di medio periodo

L’incontro ha puntato anche all’individuazione di un Piano di medio periodo, che si svilupperà in tre anni sul territorio metropolitano, ed il battesimo virtuale del «Comitato di coordinamento ambientale», una task force tra i Sindaci delle città metropolitane e i Presidenti di regione, presieduta dal Ministro dell’Ambiente, in grado di definire una serie di misure vincolanti che riguarderanno il controllo e la riduzione delle emissioni degli impianti di riscaldamento delle grandi utenze; il passaggio a un trasporto pubblico a basse emissioni, rinnovando il parco mezzi; la realizzazione di una rete di ricarica elettrica efficiente; un miglioramento delle infrastrutture del trasporto pubblico locale e misure di sostegno e sussidio finanziario per l’utenza del trasporto pubblico, ma anche incentivi al verde pubblico; interventi di efficientamento energetico relativi agli impianti sportivi pubblici e per altri edifici statali; riduzione delle somministrazione di fertilizzanti azotati in agricoltura, così da limitare l’emissione di NOx secondo la disciplina europea; studio di nuovi possibili incentivi per la rottamazione.

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L’impegno economico

Per la lotta allo smog le risorse disponibili indicate ammontano a 405 milioni di euro così ripartiti: 35 milioni per la mobilità sostenibile casa-scuola, casa-lavoro, car e bike sharing, piedi bus, approvate con il Collegato ambientale; 50 milioni saranno per la realizzazione di reti di ricarica elettrica (attraverso il Fondo Kyoto); 250 milioni per l’efficienza energetica in scuole, strutture sportive e condomini (Fondo Kyoto); 70 milioni per riqualificare gli edifici della pubblica amministrazione centrale.

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Inoltre ci sono le misure approvate con la legge di stabilità, come il Fondo congiunto ambiente-sviluppo da 25 milioni per l’efficienze energetica negli edifici pubblici; la proroga degli ecobonus al 65% per le ristrutturazioni e l’estensione degli stessi all’edilizia residenziale pubblica; le detrazioni nei condomini per gli spazi comuni, come cappotti e tetti, per innalzarne la qualità energetica. Inoltre, l’acquisto nazionale centralizzato di mezzi pubblici da cedere in leasing alle agenzie regionali di mobilità; gli incentivi al trasporto merci su ferro e via mare per quasi 200 milioni di euro nei prossimi tre anni; 91 milioni di euro in tre anni per la mobilità ciclabile, 3 milioni in tre anni per progettare e realizzare itinerari turistici a piedi. Infine, disincentivare gli automezzi di trasporti inquinanti, Euro2 o inferiori.

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“Mi auguro che dopo questa riunione si metta fine alla babele dei provvedimenti in materia di smog”, ha detto il Ministro Galletti.

Una regia nazionale

“Non è la prima volta che ci troviamo di fronte alla necessità di adottare provvedimenti di emergenza per ridurre l’emissione di polveri sottili e CO2. È la prima volta, però, che su questi temi si mette in campo una regia nazionale. Si tratta di un importante salto di qualità, grazie al quale nascono oggi delle linee guida che faciliteranno l’adozione di misure omogenee su tutto il territorio e in tutti i Comuni, aumentando l’efficacia dei provvedimenti emergenziali, ma anche di quelli strutturali”. Le parole sono del Presidente dell’ANCI Piero Fassino, a commento della firma del protocollo d’intesa tra Ministero dell’Ambiente, ANCI e Regioni per far fronte all’innalzamento dei livelli di polveri sottili nelle Città italiane.

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La regia nazionale che nasce con il protocollo firmato oggi, ha aggiunto poi il Presidente dell’ANCI, “consentirà finalmente di condividere decisioni, obiettivi e linee generali di indirizzo. Ovviamente questo significa che il coordinamento permanente tra Comuni, Governo e Regioni ha visto oggi solo il primo di una serie di appuntamenti che saranno finalizzati a seguire, monitorare e gestire sia le misure emergenziali che quelle strutturali messe in campo con il protocollo e con eventuali altri provvedimenti futuri. Come ANCI, ferma restando ovviamente la totale titolarità dei sindaci rispetto alle decisioni da intraprendere contro le emissioni nocive, lavoreremo affinché le linee guida definite dal protocollo siano applicate in modo omogeneo in tutti i territori”.

È necessario pensare ad un fondo straordinario per tutto ciò che serve per rottamare le auto più inquinanti, un fondo che dovrà avere una posta certa, a cui le Regioni dovranno contribuire per come potranno fare”, ha aggiunto il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini che ha sottolineato come “Incentivare la sostituzione mezzi è importante per ridurre le emissioni”.

Aree metropolitane

“Il protocollo rappresenta un primo passo concreto, operativo e utile. È necessario però porre maggiormente l’accento sugli interventi necessari per le Città metropolitane, all’interno delle quali risiede purtroppo l’80% del problema delle emissioni nocive”. A commentare il protocollo è Dario Nardella Sindaco di Firenze e coordinatore delle Città metropolitane ANCI, che sottolinea l’esigenza per Sindaci e amministratori di “avere un accesso diretto, semplice e omogeneo alle banche dati disponibili, sia per avere contezza tramite il PRA dell’entità del parco auto circolante, sia per riuscire nell’immediato a valutare l’impatto delle misure adottate nei singoli Comuni”. Occhio critico Nardella lo rivolge alle strategie di riduzione delle emissioni nocive. Infatti, se le PM10 possono registrare risultati positivi, “sappiamo che le PM2,5 sono ancora più dannose, e che non tutte le aree urbane hanno sistemi di rilevazione per queste sostanze: sarebbe necessario stabilire limiti chiari e porre un tetto anche alle PM2,5”.

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In merito ai sistemi di riscaldamento degli edifici, invece, Nardella propone “termini perentori per la metanizzazione delle caldaie e dei sistemi di riscaldamento pubblici, affiancata a un sistema di incentivi per la sostituzione delle vecchie caldaie e a maggiori performance richieste sul loro rendimento, tramite controlli più intensi”.

Buona parte del lavoro per la riduzione immediata delle concentrazioni di inquinanti nelle aree metropolitane siamo comunque con la speranza che venga svolta dall’«alto». Vento e precipitazioni più attesi dei fuochi di fine anno…

Roberta Di Giuli
[30 Dic 2015]