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Globalizzazione e nuovo ordine mondiale


Un impegno per la sicurezza alimentare

Dalla metà degli anni ’80 l’Istituto ha avviato le prime attività in Africa, in particolare nel Sahel, per lo sviluppo di modelli di previsione dei raccolti arrivando già negli anni ’90 a riconoscere l’esigenza di affiancare alle attività di ricerca altre di tipo operativo volte a sviluppare tecniche innovative per le previsioni stagionali ed a migliorare in collaborazione con le Amministrazioni locali gli strumenti di previsione per l’allerta precoce per la sicurezza alimentare. Si è andata nel tempo consolidando la collaborazione con i Servizi Tecnici dei Paesi della regione, in particolare quelli Meteorologici, e le Organizzazioni Internazionali, quali la FAO e l’OMM, nel quadro di programmi per lo sviluppo agricolo. Attualmente l’Istituto ha concentrato le sue attività su tre linee dal forte impatto operativo di cui la prima è la sicurezza alimentare con la previsione e gestione dei disastri naturali dovuti a fattori climatici e la valutazione dei relativi impatti sull’uomo.

Al fine di facilitare la gestione e l’accesso alle informazioni l’Istituto ha sviluppato una piattaforma WEB messa a disposizione anche dei Paesi africani. In tale quadro, per esempio, da oltre tre anni produce per i Paesi del Sahel le previsioni settimanali per la determinazione di condizioni per la schiusa anticipata delle uova nelle aree di riproduzione che possono portare a possibili invasioni di locuste. Inoltre nell’ambito del progetto SVS sono stati trasferiti a cinque Paesi sistemi d’informazione per la gestione su base geografica di analisi e modelli, quali il ZAR, per la previsione delle zone a rischio produttivo e la valutazione della popolazione vulnerabile.

In tale contesto proprio quest’anno per la prima volta è stato possibile nel quadro di una iniziativa internazionale prevedere il livello della produzione cerealicola della regione a partire dalle previsioni climatiche stagionali. La seconda linea, sviluppata in Mali grazie alla collaborazione tra la Direzione della Meteorologia Nazionale (DMN) e la Direzione dell’Agricoltura (DA), si rivolge ai produttori agricoli al fine di facilitare l’adattamento ai cambiamenti climatici e migliorare i sistemi produttivi con l’assistenza agro-meteorologica mediante consigli mirati per la semina e le altre pratiche agricole. I due seminari tenuti a Bamako (Mali) a fine 2007, il primo con le radio locali e le strutture tecniche locali, e il secondo con i parlamentari ed i produttori agricoli, hanno mostrato da una parte la dinamicità del sistema che vede i villaggi dotarsi autonomamente di pluviometri e di cellulari per trasmettere i dati di pioggia, i servizi tecnici e le radio locali, interagire efficacemente ottenendo miglioramenti sensibili dei raccolti e dall’altra l’impegno del Governo e di Banche ed Assicurazioni che hanno stanziato finanziamenti importanti per rafforzare l’iniziativa.

Infine la gestione delle risorse naturali ha trovato nella collaborazione con il progetto Keita in Niger, certamente il più importante programma della Cooperazione Italiana per la lotta alla desertificazione, risultati particolarmente interessanti. Oltre venticinque anni di conservazione e recupero dei suoli hanno fatto di Keita un laboratorio a cielo aperto dov’è possibile studiare gli impatti degli interventi dal punto di vista agricolo, ambientale e socio-economico attirando così l’interesse di Università e Centri di ricerca italiani e stranieri.

Giampiero Maracchi

Direttore Istituto di Biometeorologia, IBIMET-CNR