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ECODOM: LA DEGNA «SEPOLTURA» DI UN ELETTRODOMESTICO

Ecodom

Il Consorzio Italiano per il Recupero e Riciclaggio degli Elettrodomestici, in occasione della XXII edizione di «Puliamo il Mondo», ricorda, attraverso 5 regole, il percorso da seguire per disfarsi di un vecchio elettrodomestico. Una scelta obbligata per rendere ancora utile ciò che potrebbe essere dannoso

 

•• Quando un elettrodomestico muore possiamo decidere di cedere i suoi… «organi» che -trattati e riutilizzati – potranno dare vita a nuovi prodotti. Prendiamo un virtuoso rifiuto: il frigorifero. Dalla sua «carcassa» si possono recuperare fino a 28 kg di ferro, 6 kg di plastica e oltre 3 kg tra rame e alluminio. Un vero peccato perseguire la pratica dell’abbandono selvaggio, ai margini di strade o boschi… Ancora più grave il danno, se si pensa che lo stesso frigorifero a fine vita, da risorsa si trasforma facilmente in rischio: contiene infatti sostanze altamente inquinanti, come i CFC e gli HCFC, gas ozono-lesivi. Se abbandonato, sarà vittima di un recupero improvvisato da parte di soggetti interessati soltanto a ricavarne le materie prime aventi valore economico, ma le sostanze inquinanti saranno lasciate a fare il loro dannoso corso. Se riciclato, diventerà risorsa senza lasciare «fantasmi» inquinanti…

A far riflettere, ed a impegnarsi in merito, è Ecodom, il Consorzio Italiano per il Recupero e Riciclaggio degli Elettrodomestici. Un impegno dai grandi numeri: nel primo semestre 2014, grazie alla sua attività, sono state raccolte e trattate circa 35.000 tonnellate di RAEE, in particolare 16.300 tonnellate di R1 (come frigoriferi, congelatori, condizionatori) e 18.500 tonnellate di R2 (ovvero lavatrici, lavastoviglie, scalda-acqua, forni, cappe). Un ottimo risultato rispetto allo stesso periodo del 2013, visto che le quantità di RAEE gestite da gennaio a giugno 2014 risultano in crescita di oltre il 15 %. La corretta gestione di questi rifiuti nei primi 6 mesi dell’anno ha evitato l’immissione in atmosfera di circa 400.000 tonnellate di CO2 e un risparmio energetico di più di 35 milioni di kWh (rispetto all’energia necessaria per estrarre materiale «vergine»).

Le 5 regole per un corretto «trapasso»

Il Consorzio, che rinnova il proprio sostegno all’iniziativa promossa da Legambiente «Puliamo il Mondo» – la XXII edizione italiana, che si svolgerà dal 26 al 28 settembre 2014, di «Clean up the World», la più importante campagna internazionale di volontariato ambientale, che ogni anno coinvolge milioni di volontari di tutto il mondo in azioni concrete ed efficaci a favore dell’ambiente. – ha dunque «armato» circa 4mila studenti di 77 scuole distribuite in tutta Italia (dalle primarie alle superiori) con guanti, cappellini, pettorina e ramazza, un kit utile per una spietata  caccia ai rifiuti. Questa è stata l’occasione per Ecodom di accendere i riflettori sul corretto smaltimento dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) e di ricordare le 5 regole d’oro da tenere a mente prima di disfarsi del proprio vecchio elettrodomestico, che sia una lavatrice, un televisore o un cellulare…

1. Non buttare mai i RAEE nella spazzatura indifferenziata, non abbandonarli nell’ambiente e non dimenticarli in casa, in soffitta o nei garage.

2. Portarli alle isole ecologiche più vicine. I centri di raccolta (o isole ecologiche) sono strutture allestite dagli Enti locali per la raccolta differenziata delle diverse tipologie di rifiuti (tra cui i RAEE). Dai centri di raccolta i rifiuti vengono inviati a impianti di trattamento che garantiscono la salvaguardia dell’ambiente (evitando la dispersione di sostanze inquinanti) e il riciclo delle materie prime.

3. In caso di acquisto di un nuovo elettrodomestico, consegnare il vecchio al negoziante che è tenuto a ritirarlo gratuitamente (dal giugno 2010, grazie all’entrata in vigore del cosiddetto decreto «Uno contro Uno», i rivenditori sono obbligati al ritiro gratuito dell’apparecchiatura elettrica/elettronica a fronte dell’acquisto di un nuovo prodotto equivalente).

Inoltre, dal mese di aprile 2014, con il nuovo Decreto Legislativo 49/2014 è stato introdotto – per i negozi con superficie di vendita superiore a 400 mq – l’obbligo di ritiro gratuito «uno contro zero» dei RAEE di piccolissime dimensioni (aventi cioè dimensione massima inferiore a 25 cm).

4. Richiedere il ritiro a domicilio per i RAEE ingombranti: si tratta di un servizio presente in molti Comuni.

5. Ricordare che i RAEE possono diventare preziose risorse se correttamente riciclati, mentre, se trattati in modo non corretto, possono essere dannosi per l’ambiente.

“È fondamentale che nel nostro Paese aumenti la responsabilità individuale su un tema così importante, ma spesso trascurato, come il trattamento degli elettrodomestici a fine vita – sostiene Mauro Cola, Presidente di Ecodom -. Con questa collaborazione, attiva ormai da diversi anni, Ecodom e Legambiente intendono spronare i cittadini ad adottare un comportamento ambientalmente sostenibile. Ogni apparecchiatura elettrica ed elettronica è una «miniera» di materie prime che possono essere riciclate, ovvero re-inserite nei cicli produttivi di nuovi oggetti, utilizzando una quantità di energia molto inferiore a quella necessaria per estrarre le stesse materie prime dalle miniere”.

“Ogni anno, quando i volontari di Puliamo il Mondo scoprono un elettrodomestico abbandonato nei campi o rovesciato in un fosso, proviamo una grande rabbia – dichiara il vice-Direttore di Legambiente Andrea Poggio – Evidentemente «qualcuno» ha fatto una gran fatica inutile e dannosa. Inutile perché il servizio di ritiro dell’usato è già stato pagato con l’acquisto del nuovo. Dannoso perché l’ambiente, se non è stato inquinato, è diventato più brutto. Ma soprattutto perché se quell’elettrodomestico fosse stato smontato e riciclato correttamente, avrebbe dato lavoro regolare alle imprese italiane e alimentato filiere virtuose: nessuno spreco, ambiente integro e più lavoro”.


Roberta Di Giuli
[18 Set 2014]