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B-CAD 2026, la città del futuro passa da «La Nuvola»

Oltre 37mila visitatori e 512 brand per la tre giorni romana dedicata a costruzioni, architettura e design. Tra stampa 3D, intelligenza artificiale, nuovi materiali e riqualificazione energetica, il settore guarda a una nuova stagione

 

Si chiude con oltre 37mila visitatori l’edizione 2026 di B-CAD – Building Construction Architecture Design, la manifestazione che per tre giorni ha portato al Roma Convention Center «La Nuvola» imprese, professionisti, istituzioni e operatori internazionali del mondo delle costruzioni.

I numeri raccontano una manifestazione cresciuta anche sul fronte internazionale: 512 brand presenti, 26mila metri quadrati di superficie espositiva e 36 delegazioni estere. Ma a emergere è soprattutto il ritratto di un settore alle prese con una trasformazione profonda. Perché oggi costruire non significa soltanto realizzare nuovi edifici. Significa soprattutto recuperare quelli esistenti, consumare meno energia, ridurre gli sprechi e utilizzare strumenti digitali capaci di cambiare il modo stesso di progettare e lavorare in cantiere.

Energia e riqualificazione al centro

La transizione energetica è stata uno dei temi più discussi durante la manifestazione. Nei numerosi incontri organizzati a «La Nuvola» si è parlato di efficienza, rigenerazione urbana e nuove soluzioni per adattare il patrimonio edilizio alle esigenze di un clima sempre più complesso.

Tra le proposte emerse anche la possibilità di aggiornare le norme per sostituire i vecchi lavatoi ormai inutilizzati presenti sui terrazzi con impianti fotovoltaici di nuova generazione. L’idea è sfruttare spazi già disponibili per produrre energia direttamente sul posto, destinandola anche a pompe di calore e sistemi di climatizzazione.

Una soluzione che si inserisce in una questione più ampia: come rendere più efficiente il patrimonio edilizio italiano senza snaturarlo.

La tecnologia cambia il cantiere

A B-CAD la risposta è arrivata anche dalla tecnologia. La stampa 3D applicata al calcestruzzo e alle malte consente di realizzare elementi senza le tradizionali casseforme, riducendo il materiale utilizzato e gli scarti. Per gli edifici storici sono state presentate invece resine isolanti ad alte prestazioni e di ridotto spessore, pensate per migliorare l’efficienza energetica senza modificare le facciate.

Tra le novità anche serramenti intelligenti con VMC integrata, superfici realizzate con micro-resine e sistemi per migliorare la qualità dell’aria negli ambienti interni.

La digitalizzazione riguarda inoltre la lavorazione della pietra naturale. Le macchine CNC collegate ai modelli BIM permettono di passare dal progetto alla lavorazione con maggiore precisione, riducendo gli scarti e ottimizzando l’impiego della materia prima.

L’intelligenza artificiale entra nel progetto

È uno dei cambiamenti più evidenti. L’intelligenza artificiale non è più soltanto un tema da convegno, ma comincia a entrare concretamente nei processi di progettazione.

A B-CAD si è parlato di AI applicata al BIM, gestione digitale del cantiere e strumenti capaci di utilizzare i dati del progetto durante le diverse fasi di vita dell’edificio.

Il modello digitale, quindi, non serve più soltanto a progettare. Può diventare uno strumento per controllare tempi e costi, programmare la manutenzione e gestire consumi e prestazioni energetiche.

Un settore da oltre 320 miliardi

Dietro queste innovazioni c’è un comparto che continua ad avere un peso rilevante nell’economia italiana.

Il 40° Rapporto Congiunturale CRESME (il Centro Ricerche Economiche Sociali di Mercato per l’Edilizia e il Territorio, principale istituto italiano di ricerca del settore) stima per il 2026 un valore della produzione delle costruzioni superiore a 320 miliardi di euro, a cui si sommano i 15,7 miliardi della filiera del Made in Italy d’arredo e design d’interni per l’edilizia residenziale. Il dato arriva però in una fase diversa rispetto agli anni della forte espansione legata ai bonus edilizi.

Il mercato si prepara a cambiare passo e guarda sempre più alle opere pubbliche, alla riqualificazione del patrimonio esistente e agli investimenti legati alla transizione energetica.

Secondo CRESME, nel 2026 gli investimenti in opere pubbliche raggiungeranno circa 93,3 miliardi di euro. Un volume che rende il settore pubblico uno dei principali motori della nuova fase del mercato.

Il problema delle regole

A Roma si è parlato anche dei fattori che ancora rallentano il settore. Burocrazia, tempi autorizzativi e strumenti urbanistici sono stati indicati tra gli ostacoli che rendono più complessa la realizzazione degli interventi.

Politica e istituzioni devono fare sintesi e creare sinergie per sostenere occupazione ed export” ha dichiarato Antonello Aurigemma (foto sotto), Presidente del Consiglio Regionale del Lazio.

Sulla necessità di intervenire sulle regole si è espresso anche Emanuele Ferraloro, Presidente di Federcostruzioni, che ha sottolineato: “Dopo il Pnrr, le costruzioni devono restare al centro della strategia industriale del Paese. Burocrazia e strumenti urbanistici obsoleti frenano ancora investimenti e sviluppo, nonostante l’Italia sia tra i migliori”.

Made in Italy, ma con lo sguardo all’estero

La presenza di 36 delegazioni internazionali ha dato a B-CAD anche una forte dimensione commerciale. L’obiettivo è favorire l’incontro tra le imprese italiane e nuovi mercati, valorizzando un sistema che comprende materiali, tecnologia, architettura, ingegneria e design.

Un percorso sostenuto anche dalla collaborazione con Agenzia ICE insieme ai principali ordini e associazioni professionali del settore.

Presenti quindi: l’Ordine degli Architetti di Roma (OAR), l’Ordine degli Ingegneri di Roma (OIR), il Collegio dei Geometri di Roma (CGR), insieme a OICE, INBAR, iBIMi, AIST, Formedil e alla presenza strategica di SIMEST per l’internazionalizzazione delle imprese.

Vito Maiorano, event manager di B-CAD così ha voluto commentare: “B-CAD non è semplicemente una vetrina espositiva, ma un laboratorio permanente per il futuro delle nostre città. Il nostro obiettivo – ha sottolineato è fare sintesi tra sapere accademico, visione dei professionisti e spinta tecnologica dell’industria per una reale transizione ecologica. In questo percorso, la vera forza della nostra filiera risiede nel connubio indissolubile tra l’innovazione spinta e la straordinaria tradizione dell’artigianalità Made in Italy: un saper fare unico al mondo, capace di coniugare maestria sartoriale, qualità della materia e bellezza tecnica, rendendo le nostre soluzioni un punto di riferimento insostituibile sui mercati internazionali”.

Ed è proprio nel rapporto tra innovazione e tradizione che si gioca una parte importante della sfida. Intelligenza artificiale, BIM, stampa 3D e automazione stanno cambiando il modo di costruire, ma continuano a convivere con competenze artigianali, qualità dei materiali e cultura del progetto.

La prossima sfida sarà trasformare queste innovazioni in edifici più efficienti, città più vivibili e imprese più competitive sui mercati internazionali.

La prossima edizione di B-CAD è già in programma: dal 17 al 19 settembre 2027, ancora a «La Nuvola» di Roma.

[ Federica Pacetti ]

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