La seconda giornata di ECO Festival a Roma ha messo al centro sicurezza, mobilità elettrica, innovazione, verde urbano e qualità dello spazio pubblico. Dal modello di Parigi alle esperienze di Bologna, Firenze, Bergamo e Roma, il confronto ha evidenziato il ruolo delle città nella risposta alla crisi climatica
Sicurezza stradale, innovazione tecnologica, mobilità elettrica, infrastrutture verdi e trasformazione dello spazio pubblico sono stati i temi al centro della seconda giornata di ECO – Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti, che si è svolta allo Spazio Eventi di Piazza di Spagna a Roma il 16 settembre. Il confronto ha riunito istituzioni, imprese, esperti e rappresentanti del mondo della ricerca, con uno sguardo rivolto alle città del futuro e al ruolo delle nuove generazioni.
La dimensione urbana assume un peso sempre maggiore nelle politiche ambientali. Oltre il 56% della popolazione mondiale vive oggi nelle città e, secondo le stime ONU riportate durante il Festival, la quota potrebbe raggiungere il 70% entro il 2050. In Europa oltre tre cittadini su quattro vivono già in contesti urbani, mentre in Italia la popolazione urbana rappresenta il 74% e potrebbe arrivare all’80% entro la metà del secolo. Le città concentrano inoltre una parte rilevante dei consumi energetici e delle emissioni, diventando così uno dei principali luoghi in cui affrontare la transizione ecologica.

Ad aprire la giornata è stato Eugenio Patanè, Assessore alla Mobilità del Comune di Roma, che ha richiamato il principio di una mobilità accessibile a tutti, indipendentemente dal mezzo utilizzato. Tra gli interventi citati per la Capitale figurano la sicurezza stradale, le strade scolastiche, l’impiego della tecnologia e gli investimenti nel trasporto pubblico, con l’obiettivo di rendere gli spostamenti più sicuri e lo spazio urbano maggiormente accessibile.
Il futuro dell’automobile è stato affrontato da Giuseppina Fusco, Presidente di ACI-Fondazione Caracciolo, con particolare attenzione alla convergenza tra elettrificazione e automazione della guida. Secondo quanto illustrato durante il Festival, l’evoluzione tecnologica potrebbe favorire la diffusione di servizi di mobilità on demand, robotaxi, car sharing e modelli di Mobility-as-a-Service, con possibili ricadute sull’utilizzo dei veicoli privati e sulla sicurezza urbana.

Sul fronte della mobilità elettrica, Daniela Biscarini, Head of Charging Point Operator Italia di Enel, ha posto l’attenzione sullo sviluppo delle infrastrutture di ricarica, considerate un elemento fondamentale per accompagnare la diffusione dei veicoli elettrici.

L’innovazione tecnologica è stata al centro anche dell’intervento di Stefano La Rovere, Global Director per Robotica, Meccatronica & Imballaggi Sostenibili di Amazon, che ha illustrato applicazioni dell’intelligenza artificiale per aumentare l’efficienza dei processi logistici, l’utilizzo di energia da fonti carbon-free, l’elettrificazione dei trasporti dell’ultimo miglio e la riduzione degli imballaggi.
Strategie di rigenerazione urbana
Un altro tema centrale è stato quello del verde urbano. La forestazione viene indicata come uno strumento per contrastare gli effetti del cambiamento climatico nelle città, contribuendo a ridurre le isole di calore, migliorare la qualità dell’aria e rendere gli spazi urbani più vivibili.

Andrea Pellegatta, arboricoltore e membro della Consulta Nazionale Florovivaismo Coldiretti, ha sottolineato che non basta piantare nuovi alberi: è necessario scegliere le specie più adatte ai diversi contesti e garantire una gestione continuativa del patrimonio verde.

La rigenerazione urbana passa anche dalla vitalità dei centri storici. Alessandro Cavo, Consigliere Confcommercio per i Centri Storici, ha evidenziato il ruolo di negozi, pubblici esercizi e attività di servizio come presìdi sociali e luoghi di incontro. Il commercio di vicinato viene così considerato parte della vivibilità urbana e un elemento da valorizzare nei processi di rigenerazione.
Al Festival è stata inoltre data voce alle nuove generazioni. Daniele Grassucci, Direttore e Co-founder di Skuola.net, ha affrontato il rapporto tra giovani e sostenibilità, richiamando il tema dell’eco-ansia e l’importanza della formazione. Agli oltre cento studenti dei licei romani Avogadro, Giordano Bruno e Montessori presenti all’evento è stato chiesto di indicare i temi ritenuti più interessanti, in vista di un successivo focus group.
Particolarmente significativo anche il confronto internazionale con Parigi. Chiara Molinar, Responsabile della strategia pedonale e della progettazione inclusiva dello spazio pubblico del Comune di Parigi, ha illustrato una strategia basata su mobilità attiva, rinaturalizzazione, riduzione delle emissioni e trasformazione dello spazio urbano. Il 65% degli spostamenti interni alla Capitale francese avviene a piedi e tra il 2020 e il 2024 l’utilizzo delle piste ciclabili è cresciuto del 34%. La strategia comprende inoltre nuovi spazi pedonali, aree verdi e interventi di trasformazione di alcune aree precedentemente destinate alle automobili.
La giornata si è conclusa con il confronto tra Bologna, Firenze, Bergamo e Roma, rappresentate rispettivamente da Anna Lisa Boni, Assessora ai fondi europei/PNRR, transizione ecologica e relazioni internazionali del Comune di Bologna, Paola Galgani, Vice-Sindaca del Comune di Firenze, Oriana Ruzzini, Assessora alla Transizione ecologica, ambiente e verde del Comune di Bergamo e Edoardo Zanchini, Direttore Ufficio Clima – Gabinetto del Sindaco del Comune di Roma.
Le quattro città fanno parte delle nove realtà italiane selezionate dalla Missione UE «100 città per la neutralità climatica al 2030», insieme a Milano, Padova, Parma, Prato e Torino. I progetti riguardano trasporto pubblico, piste ciclabili, forestazione urbana, riqualificazione degli edifici, scuole sostenibili, rifugi climatici e altre iniziative per ridurre le emissioni e aumentare la resilienza urbana.

Quest’ultima giornata di ECO 2026 ha mostrato come la transizione ecologica passi sempre più dalle città e dalla capacità di integrare mobilità, infrastrutture, ambiente e qualità della vita. Le esperienze presentate, da Parigi alle città italiane impegnate nella Missione europea, evidenziano approcci diversi ma convergenti sulla necessità di trasformare gli spazi urbani, rafforzare la mobilità sostenibile e coinvolgere cittadini e nuove generazioni nella costruzione delle città del futuro.
[ Alessandra Vitale ]

Comune di Parigi_Chiara Molinar











































