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Il progetto CIVIS sostenuto dall’Europa

Smartcity UE

Il consorzio ha ottenuto un finanziamento europeo di 3 milioni di euro per tre anni. Sensibilizzazione al risparmio energetico attraverso la partecipazione attiva della comunità ne è lo scopo. Coinvolte Trento e Stoccolma

•• Obiettivo: una società energivora ma con coscienza, dove il risparmio energetico e la riduzione delle emissioni di anidride carbonica siano comandamenti inflessibili. In verità una dichiarazione di intenti non originale. Quello che può fare la differenza è il percorso per raggiungere l’obiettivo, ed il ruolo che di volta in volta può essere assegnato agli attori che è possibile coinvolgere nella sfida. Ora all’orizzonte si sta concretizzando una nuova «spedizione» alla ricerca dell’energia «migliore»… Individuare soluzioni sostenibili per il Pianeta e per i cittadini è, infatti, il perno intorno a cui ruota il progetto di ricerca «CIVIS, le città come motore del cambiamento sociale», coordinato dall’Università di Trento e che ha ottenuto un finanziamento di quasi 3 milioni (2.978.821 euro) nell’ambito del bando «ICT-Smartcities» del 7° Programma quadro europeo. Un progetto, in sostanza, che può camminare su gambe forti e che vede il coinvolgimento attivo delle ICT nel dare mano concreta ai cittadini per l’efficienza energetica, ovvero per consumare meglio, evitare sprechi e inquinare meno.

Il consorzio che ha vinto la selezione europea, è internazionale e interdisciplinare. Partner dell’Università di Trento sono, infatti, Aalto-Korkeakoulusaatio (Finlandia), Fondazione Centro Studi Enel (Italia), Imperial College of Science, Technology and Medicine (UK), Instituto Superior Tecnico (Portogallo), Karlsruher Institut für Technologie (Germania), Kungliga Tekniska Hoegskolan (Svezia), Santer Reply Spa (Italia), Nederlandse Organisatie Voor Toegepast Natuurwetenschappelijk Onderzoek (Olanda), Technische Universiteit Delft (Olanda), Create-Net e Fondazione Bruno Kessler (Italia).

L’energia in mano ai cittadini

Il primo mattone della ricerca è stato posto lo scorso ottobre e fino a settembre 2016 si continuerà a costruire. Come? A illustrare il progetto è Matteo Bonifacio, professore associato del Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione dell’Università di Trento e coordinatore del progetto. “CIVIS – spiega Bonifacio – dimostrerà che l’energia può essere trasformata in un bene che le persone possono consumare, generare e distribuire sulla base di esigenze, preferenze e valori eterogenei. I comportamenti dei cittadini saranno cruciali”.

Matteo BonifacioE la popolazione sarà coinvolta già negli studi pilota. “Lavoreremo – annuncia – con il quartiere «Le Albere» di Trento e vorremmo allargare la sperimentazione alla comunità di Storo e a quella di Stenico con le quali abbiamo già attivato ottimi e positivi contatti. Un altro studio pilota sarà, invece, condotto nel quartiere «Hammarby Sjöstad» di Stoccolma”. Riprende: “Nei giorni scorsi a Bruxelles abbiamo incontrato gli stakeholder sia di Trento sia di Stoccolma per informarli degli obiettivi di progetto e dei potenziali benefici. Sono enti che fanno parte della catena del valore energetico relativa al contesto dei due studi pilota. Da un punto di vista progettuale è fondamentale riuscire a ottenere un loro coinvolgimento e la disponibilità di farci accedere ai dati e legittimarci a portare avanti le nostre attività di ricerca in quei quartieri”. Bonifacio si sofferma sul valore innovativo del progetto. “Anche in sede di valutazione europea – riferisce – l’aspetto che più ha colpito la Commissione è stata l’alta interdisciplinarietà del progetto (che include una dimensione energetica, una di ICT e una sociale) e il fatto di aver inquadrato la questione dell’efficienza energetica, che di solito viene vista solo in termini infrastrutturali e tecnologici, in una visione sistemica che integra l’aspetto dei comportamenti, delle necessità e delle scelte degli abitanti”.

Nuovi modi di produrre energia

Il progetto CIVIS – spiega Bonifacio – darà vita a una piattaforma ICT integrata e un sistema di supporto alle decisioni in grado di ottenere un risparmio energetico e riduzione di CO2, consentendo una stretta interazione tra «prosumer» (consumatori/produttori) e principali stakeholder”. Continua Bonifacio: “CIVIS promuoverà un sistema energetico più efficiente, sostenibile e informato sulle emissioni di CO2. Raggrupperà comunità, gruppi di interesse, imprese e attori non-business per decidere come allocare energia secondo obiettivi e posizioni condivise. Consentirà l’emergere di nuovi attori nel processo di creazione dell’energia. In particolare, la tecnologia sviluppata in CIVIS consentirà agli utilizzatori finali di avere un maggiore controllo sull’utilizzo dell’energia da loro generata”.

Ma concretamente? “Le smart grid – aggiunge Bonifacio – rendono le reti energetiche contemporanee più intelligenti e accessibili; i nuovi modi di produrre energia renderanno presto i cittadini dei produttori di energia e non solo utilizzatori. Il progetto CIVIS esplora le potenzialità delle reti sociali e delle comunità per ridurre sensibilmente le emissioni di CO2 e del consumo energetico. Realizzeremo quest’idea sviluppando modelli di business per la rinnovata catena del valore energetico e supportandola con le necessarie ICT. Più in particolare CIVIS implementerà un sistema ICT distribuito per gestire il fabbisogno energetico delle comunità; negoziare accordi e contratti di servizi energetici su base individuale e collettiva; diffondere consapevolezza sull’impatto dei consumi energetici collettivi; assegnare in maniere più efficiente risorse di produzione energetica. Il progetto si focalizzerà sui due studi pilota, situati a Trento e a Stoccolma, in stretta collaborazione con compagnie energetiche, gruppi di cittadini e amministrazioni locali. I partner di progetto testeranno e valuteranno la tecnologia e i modelli di business stimandone il potenziale impatto di diffusione su scala europea”.


Roberta Di Giuli