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Legambiente: nessun sostegno alle fonti fossili!

Fonti fossili

Nel Dossier «STOP sussidi alle fonti fossili 2014», Legambiente indica la via per «demotivare» l’approvvigionamento energetico più inquinante e responsabile dei cambiamenti climatici a favore delle fonti alternative.  In Italia è quantificabile in 17,5 miliardi di euro il supporto alla fonte energetica che più ci minaccia…

Tagliare i «viveri» per lasciar morire l’approvvigionamento energetico da fonti fossili. Non ci potrà mai essere decisa inversione di tendenza a favore delle fonti rinnovabili, ormai concreta e sempre più conveniente alternativa, finché esisteranno sussidi per l’estrazione e il consumo di petrolio, carbone e gas. È la logica via indicata dall’associazione ambientalista Legambiente che fa i conti e tira le somme sul supporto economico al settore: si stimano 1.900 miliardi di dollari, nel 2011, i sussidi per le fonti fossili a livello mondiale. E l’Italia? Non pervenuto il conto ufficiale dei sussidi diretti e indiretti alle fonti fossili nel nostro Paese. Persino nei report internazionali, afferma Legambiente, la situazione italiana viene rappresentata come quella di un Paese che o non conosce i dati o li censura. Ma Legambiente è andata oltre: Con le nostre analisi, contenute nel dossier «Stop sussidi alle fonti fossili 2014» – afferma l’associazione abbiamo individuato 17,5 miliardi di euro tra sussidi diretti e indiretti nel 2014”.

Pesa sulla «coscienza» delle fonti fossili, sulla loro combustione, la maggiore responsabilità del cambiamento climatico in atto. Non si possono dare sussidi a «chi» minaccia il Pianeta.

L’urgenza del cambiamento

È il cambiamento climatico che rende non rinviabile l’esigenza di scendere a patti. La crisi climatica semina disastri dai grandi numeri: solo nel 2013, afferma Legambiente, sono stati 22 milioni i profughi a causa dei disastri ambientali. Non meno preoccupanti i dati dell’ultimo rapporto dell’Ipcc che ha confermato tutti i rischi e le conseguenze di uno scenario di ulteriore riscaldamento nel sistema climatico con conseguenze nella temperatura degli oceani, nel ciclo dell’acqua, nel livello dei mari, nell’accelerazione degli impatti degli eventi estremi e temperature globali che potranno aumentare tra i 2 e i 4 gradi entro fine secolo. È indispensabile e urgente trovare un accordo internazionale in grado di fermare la crescita delle emissioni di CO2, da ratificare alla COP21 di Parigi nel 2015. “Dobbiamo fermare i cambiamenti climatici – sentenzia Legambiente – e proprio mentre si concludono i lavori della COP20 a Lima abbiamo bisogno di scelte decise per fermare da un lato la crescita delle emissioni e dall’altro di mettere in campo misure per aiutare le popolazioni in difficoltà per i drammatici impatti dei cambiamenti climatici”.

[Redazione PROTECTAweb]
[15 Gen 2015]