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COMUNICARE LA MOBILITÀ: LA SFIDA DELL’ANAS

Infrastrutture stradali

Gli italiani chiedono più strade, e sono favorevoli agli investimenti per costruirle. Lo conferma una ricerca Ispo, che ha anche valutato positivamente il rilancio d’immagine dell’Anas. Una comunicazione che, con il nuovo TG delle Infrastrutture, è ora ancora più attraente e diversificata


•• Promossa a pieni voti. Questo, in estrema sintesi, il quadro generale emerso da una ricerca commissionata dall’Anas, per valutare il sistema infrastrutturale del paese, alla società Ispo Ricerche. La ricerca, presentata da Renato Mannheimer alla Scuola Superiore di Polizia a Roma, alla presenza del Presidente dell’Anas Pietro Ciucci e del Ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, è stata condotta su base demoscopica. Ed è stato così possibile accertare, tra gli italiani e gli opinion leader, un’ottima percezione del sistema infrastrutturale nazionale e, soprattutto, della sua importanza, così come un’altrettanto consolidata conoscenza dell’Anas, e del suo operato. Non succede spesso – specialmente in una fase storica così evidentemente critica – che un ente pubblico, o una società comunque riconducibile al perimetro amministrativo chieda di essere valutata severamente per quello che fa, per quello che rappresenta e, naturalmente, per quello che appare. Eppure, è proprio quello che è accaduto, e l’Anas, tutto sommato, ha superato egregiamente la prova che si era prefissata.

Infrastrutture «vo cercando»

Il Presidente dell'ANAS Pietro CiucciPer nove italiani su dieci (86%) il sistema infrastrutturale è fondamentale per lo sviluppo del Paese. Ben sette su dieci (il 65%) sostengono che gli investimenti in questo settore siano il modo migliore per impiegare il denaro pubblico. Fra i tanti risultati della ricerca  «L`atteggiamento verso le grandi infrastrutture e l`immagine di Anas presso la popolazione e gli opinion leader», questi sono certamente alcuni dei più eclatanti e positivi. Sembrano lontani i tempi (non più di quindici – venti anni fa ) in cui si assisteva a una sorta di neo luddismo, se non alla vera e propria criminalizzazione delle infrastrutture. E se il Presidente dell’Anas Pietro Ciucci ha sottolineato la “profonda consapevolezza sul fatto che lo sviluppo economico, benessere, occupazione, migliore accessibilità e fruizione dei servizi passino necessariamente attraverso un potenziamento del sistema infrastrutturale”, non va trascurato che nel nostro Paese, come ha ricordato il Ministro Maurizio Lupi, c’è stata una legge che ha bloccato, nel 1975, le nuove infrastrutture stradali e autostradali. Un impasse superata, all’inizio timidamente, sette anni dopo (1982) con lo sblocco di alcuni cantieri e, definitivamente, con la Legge Obiettivo approvata nel 2001. Ben ventisei anni dopo.

Le strade rilanciano il Paese

L`importanza del potenziamento del sistema infrastrutturale è oggi avvertita dalla grande maggioranza della popolazione italiana (81%) e da un`ampissima quota di opinion leader (96%). “Gli opinion leader – commenta Renato Mannheimersostengono anche che un piano infrastrutturale dovrebbe essere tra le priorità del Governo (68%) e che le grandi opere sono un modo per uscire dalla crisi (71%)”. Ma a cosa si deve questo ritrovato entusiasmo per le infrastrutture? La crisi economica, ovviamente, induce a profonde riflessioni e a scelte inevitabili: potenziare le infrastrutture, per gli italiani, favorirebbe un aumento occupazionale (34%), migliori collegamenti con l`Europa (22%) e una generale e maggiore possibilità di sviluppo economico (14%). La propensione al nuovo, al costruire quello che non c’è purché porti ricchezza, manifestata dalla maggioranza della popolazione, non nasconde la dinamica tipica della sindrome NIMBY («Not in my back yard», ovvero «non nel mio cortile») ma, alla lunga, prevale la disponibilità ad accettare l`insediamento di nuove infrastrutture per tutte le scale geografiche proposte.

ANASIn merito alle possibili problematicità, vengono invece indicate l`eccessiva dilatazione dei tempi di realizzazione (24%), il costo eccessivo (23%) e l’eventualità del verificarsi di episodi di illegalità (19%). Per quanto riguarda il ruolo attribuito ai diversi attori coinvolti nel sistema infrastrutturale, la maggioranza degli italiani attribuisce ad essi un ruolo primario nello sviluppo del sistema stesso: in primis lo Stato (90%), seguito dalle imprese private (75%), dagli Enti locali (65%) e dalle comunità locali (61%). Per quattro italiani su dieci però le aziende non dovrebbero continuare ad avere un ruolo primario e per circa tre su dieci neanche lo Stato, gli Enti locali e le comunità locali: un altro fattore estremamente indicativo del progressivo evolvere verso una «destatalizzazione» secondo qualcuno o, più prosaicamente secondo altri, una sorta di superamento della centralità del concetto di «pubblico è bello». Leggendo le risposte degli opinion leader invece lo Stato (86%), le imprese private (74%) e gli Enti Locali (57%) hanno un ruolo primario, mentre le associazioni di categoria (53%) e le comunità locali (57%) ricoprono un ruolo secondario.

Gli italiani «promuovono» Anas

Sono nove su dieci gli italiani che affermano di conoscere Anas. E i concetti visuali a cui, spontaneamente, associano questo nome sono immagini di strade (26%) e autostrade (25%), e le attività di manutenzione e gestione delle stesse (22%). Gli opinion leader confermano l`immagine delle autostrade (21%) e tutto ciò che sia riconducibile a manutenzione e gestione (17%), ma un quarto di loro cita, al primo posto, aspetti negativi (28%). In seguito ad una sollecitazione invece, entrambi i target associano ad Anas l`attività di realizzazione e manutenzione di opere infrastrutturali (popolazione 61% – opinion leader 55%).

Anas

Di particolare interesse, infine, quell`11% della popolazione che riconduce all’Anas l’attività di diffusione delle «informazioni sul traffico automobilistico». L’Anas, come noto, eroga il servizio informativo gratuito «VAI», e dispone di un call center proprietario (Pronto Anas), accessibile al numero 841.148. Considerando gli importanti cambiamenti in tale settore, e le future evoluzioni tese inevitabilmente all’apertura del mercato dell’infomobilità e alla liberalizzazione dei servizi correlati, questo 11% rappresenta un prezioso patrimonio di credibilità. Perché nel futuro, con l’evoluzione inarrestabile delle nuove tecnologie, ci saranno sempre più dati sul traffico in tempo reale: e la competizione fra i diversi operatori – tra quelli consolidati e gli «incumbent» – verterà sull’efficacia delle loro informazioni, e la loro affidabilità.

Tra Storia e visibilità delle opere

Volendo valutare complessivamente il giudizio su Anas, potremmo notare che due terzi di entrambi i target (popolazione 67% – opinion leader 63%) esprimono un giudizio positivo, anche se, dalla lettura dei voti medi, i secondi appaiono più critici (popolazione 6,1% – opinion leader 5,8%). “Si tratta – ha spiegato Ciucci – di un dato per noi molto lusinghiero. Se l`Anas è conosciuta, e il giudizio è positivo, credo che il merito possa essere ricondotto alla sua capacità di fare: negli ultimi sette anni l`Anas ha avviato 202 nuovi lavori, e sono state portate a termine opere che hanno consentito l`apertura al traffico di oltre 1.340 km di strade e autostrade in gestione, per un investimento totale di circa 14 miliardi. Opere quindi visibili, in molti casi opere di importanza fondamentale per la vivibilità e l`accesso di interi territori. E questo, gli italiani, lo hanno apprezzato”. Ma quali possono essere state le caratteristiche di Anas più positive di altre? Noi azzardiamo una nostra personale valutazione, e riteniamo abbia certamente influito, nel giudizio «coram populo», una percezione diversa da quella rivolta, generalmente, alle SpA pubbliche: Anas è un ente che «esiste», che «c’è» (anche fisicamente) per aiutare, soccorrere, indirizzare. È un gestore di infrastrutture, anche autostradali, che non chiede il pagamento di un pedaggio. Il ché, istintivamente, contribuisce ad associarlo alla valenza positiva di tutto ciò che è riconducibile al settore pubblico. Per Mannheimer, senza dubbio, è emersa la sua storicità (80%), l`essere una delle aziende più importanti d`Italia (78%) e la sua importanza per lo sviluppo economico e sociale del Paese (77%). Mentre sono circa otto su dieci gli opinion leader che riconoscono ad Anas l`essere un`azienda di grande potenzialità (78%), tra le più importanti d`Italia (79%) e importante per lo sviluppo economico e sociale del Paese (78%).

www.stradeanas.tv, ore 15.00: le infrastrutture in onda

Anas

Web, stampa, radio e, naturalmente, gli irrinunciabili social network (Facebook e Twitter) e, adesso, anche la webTV. Sull’onda del Leone d’Oro di Venezia, conquistato lo scorso anno dal film documentario di Gianfranco Rosi «Sacro Gra», e dedicato al Grande Raccordo Anulare di Roma, il network di comunicazione dell`Anas si arricchisce ora di uno strumento audiovisivo, anch’esso presentato congiuntamente ai risultati della ricerca. Il nuovo Tg «Le Strade dell`Informazione» ha debuttato sul web all`indirizzo www.stradeanas.tv: questa striscia informativa quotidiana è in programma ogni giorno, alle ore 15.00, dal lunedì al venerdì, all`interno di «Anas Tv».

Il «TG delle Infrastrutture» propone una panoramica delle principali notizie del giorno, provenienti dal settore delle infrastrutture materiali e immateriali, sia in Italia che all`estero. È una offerta informativa sulla mobilità a trecentosessanta gradi: si rivolge, in particolare alle Istituzioni nazionali e locali, al management della Aziende del settore, alle Concessionarie, ai tecnici, ai professionisti e a tutti gli operatori del comparto. “È un ulteriore impegno – ha sottolineato il Presidente Ciucciper sostenere la giusta «causa» delle infrastrutture nel nostro Paese. Vogliamo offrire un utile strumento a tutti coloro che vogliono conoscere, ad esempio, gli interventi legislativi sul settore, gli investimenti per il potenziamento della rete stradale o ferroviaria, le novità sul sistema dei porti e degli aeroporti, e tutte le informazioni primarie che vengono dal settore delle infrastrutture e dal mondo dell`edilizia e delle costruzioni”.

Alessandro Ferri