di Luca Strinati • Varati dal Consiglio dei Ministri del 14/09/2012 provvedimenti in materia di salvaguardia dei terreni agricoli e autorizzazione unica ambientale
Il Governo ha approvato in via preliminare il disegno di legge in materia di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del consumo del suolo. Sul disegno di legge sarà acquisito il parere della Conferenza Unificata.
Il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, intervenendo nel corso della conferenza stampa che si è tenuta a Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei Ministri, ha affermato che “grazie alle misure contenute nel disegno di legge contro il consumo del suolo, approvato oggi dal Consiglio dei Ministri, facciamo un decisivo passo in avanti per raggiungere l’obiettivo di limitare la cementificazione sui terreni agricoli, in modo da porre fine a un trend pericoloso per il Paese. Questo provvedimento tocca temi molto sensibili, come l’uso del territorio e la sua corretta gestione, ma coinvolge anche la vita delle imprese agricole e l’aspetto paesaggistico dell’Italia. Riguarda il modello di sviluppo che vogliamo proporre e immaginare per questo Paese, anche negli anni a venire”.
Se è vero, come riferito dal Presidente Monti, che negli ultimi quaranta anni è stata cementificata un’area di estensione pari alla Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna, si comprende l’importanza strategica del provvedimento, che ha l’obiettivo di garantire l’equilibrio tra terreni agricoli e zone edificate, con evidenti effetti positivi sul paesaggio e sul turismo, oltre a contribuire ad una diminuzione del rischio di dissesti idrogeologici. Resta solo da augurarsi che le forze politiche assicurino al disegno di legge un iter parlamentare senza troppi ostacoli.
In sintesi, i punti principali del provvedimento sono:
1. Vengono identificati come «terreni agricoli» tutti quelli che, sulla base degli strumenti urbanistici in vigore, hanno destinazione agricola.
2. Si introduce un meccanismo di identificazione, a livello nazionale, dell’estensione massima di terreni agricoli edificabili (ossia di quei terreni la cui destinazione d’uso può essere modificata dagli strumenti urbanistici). Lo scopo è quello di garantire uno sviluppo equilibrato dell’assetto territoriale e una ripartizione calibrata tra zone suscettibili di utilizzazione agricola e zone edificate.
3. Si prevede il divieto di cambiare la destinazione d’uso dei terreni agricoli che hanno usufruito di aiuto di Stato o di aiuti comunitari. Nell’ottica di disincentivare il dissennato consumo di suolo, l’intervento mira a evitare che i terreni che hanno usufruito di misure a sostegno dell’attività agricola subiscano un mutamento di destinazione e siano investiti dal processo di urbanizzazione.
4. Viene incentivato il recupero del patrimonio edilizio rurale per favorire l’attività di manutenzione, ristrutturazione e restauro degli edifici esistenti.
5. Si istituisce un registro presso il Ministero delle Politiche agricole al fine di identificare i Comuni interessati che possono chiedere di essere inseriti. i cui strumenti urbanistici adottati non prevedono l’ampliamento di aree edificabili o un aumento inferiore al limite determinato dalle Regioni,
6. Si abroga la norma che consente che i contributi di costruzione siano parzialmente distolti dalla loro naturale finalità – consistente nel concorrere alle spese per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria – e siano destinati alla copertura delle spese correnti da parte dell’Ente locale.
7. Si abroga, inoltre, la norma che prevede che una percentuale dei proventi delle concessioni edilizie e delle sanzioni previste dal Testo Unico in materia edilizia sia utilizzata per il finanziamento delle spese correnti dell’Ente locale. Il fine è quello di disincentivare l’attività edificatoria sul territorio.
Il Consiglio dei Ministri ha inoltre approvato, in esame preliminare, il regolamento che disciplina l’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA), dando attuazione alla legge n. 35 del 2012 («Semplifica Italia») nella parte in cui introduce questo istituto tra gli strumenti di semplificazione per le PMI. Sul regolamento saranno acquisiti i pareri della Conferenza Unificata, del Consiglio di Stato e delle competenti Commissioni parlamentari.
Evidenti i vantaggi per le piccole e medie imprese. Oggi le norme ambientali costringono le imprese a rivolgersi ad amministrazioni diverse (Regioni, Province, Comuni, ARPA ecc.) per ottenere le autorizzazioni ambientali necessarie all’attività produttiva. Autorizzazioni che hanno, peraltro, periodi di validità differenti.
La nuova Autorizzazione sostituirà fino a sette procedure diverse (ad esempio: l’autorizzazione allo scarico di acque reflue industriali, l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera, la documentazione previsionale di impatto acustico ecc. ). Basterà un’unica domanda da presentare per via telematica allo Sportello Unico per le attività produttive (SUAP) per richiedere l’unica autorizzazione necessaria. Le Regioni potranno estendere ulteriormente il numero di atti compresi nell’AUA.









































