Nel libro-inchiesta di Silvana Mossano il caso Eternit, il materiale cancerogeno responsabile della morte, anche futura, di centinaia di persone in tutta Italia. Un dramma che la Corte di Cassazione trova – incredibilmente – il modo di rinnegare
Ha ucciso anche il diritto alla giustizia la sconcertante sentenza emessa dalla Corte di Cassazione che, con un colpo di spugna, ha annullato senza rinvio la sentenza di appello per intervenuta prescrizione nell’ambito del processo Eternit. Così, niente più condanna di 18 anni di reclusione nei confronti del miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, accusato di disastro ambientale doloso. Il libro inchiesta di Silvana Mossano e Laura Curino «Malapolvere» racconta il dramma e il senso della tragedia del popolo di Casale Monferrato, luogo simbolo di una tragedia sociale puntualmente raccontata dai numerosi decessi per mesotelioma, asbestosi e tumore polmonare, dalle proporzioni ormai nazionali e destinati a durare.
Sul sospetto della malattia è costruito il racconto iniziale. La seconda parte è dedicata alle testimonianze di donne malate, o vedove, o figlie, o sorelle, tutte travolte, in qualche modo, dalla polvere. Segue la cronaca di decenni di rapporto con la lavorazione dell’amianto, di sviluppo economico, di malattie professionali e di battaglie nei luoghi in cui la produzione è stata più radicata (Casalese, Cavagnolo, Rubiera dell’Emilia, Bagnoli di Napoli). La conclusione è una lettera aperta ai «signori dell’amianto», lo svizzero Schmidheiny e il belga de Cartier, che nel 2012 erano stati condannati a 16 anni per disastro doloso. A loro una richiesta chiara: contribuire alla scoperta di una cura che guarisca dai danni della «malapolvere».
Il volume racchiude un libro-inchiesta della giornalista Silvana Mossano: trent’anni di amianto e di sviluppo economico, ma anche di malattie e morte, e un libro-teatro: il testo teatrale di Laura Curino, ispirato al testo di «Malapolvere».










































