Sono i temi del workshop «Salute, urbanistica e mobilità. Dai principi condivisi alle azioni» tenutosi a Roma il 16 maggio scorso
•• Il workshop organizzato da ENEA, Associazione Medici per l’Ambiente (ISDE) e Federazione nazionale Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (FNOMCeO) è stata l’occasione per un dibattito incentrato sul rapporto tra uso del territorio e inquinamento atmosferico, anche sulla base degli orientamenti e delle strategie adottate a livello europeo e internazionale.
Sono stati presentati due position paper, redatti da un gruppo di lavoro multidisciplinare che ha coinvolto numerose istituzioni, tra le quali enti locali, istituti universitari e di ricerca, società scientifiche e associazioni.
Nel documento «La sostenibilità dell’ambiente abitato» si iindividua l’urbanizzazione come una delle principali cause del cambiamento climatico globale. Il suolo edificato, pur coprendo attualmente circa il 3 % della superficie terrestre disponibile, presenta una ben più rilevante impronta ecologica. Si stima, infatti, che se il consumo di suolo continuerà ad espandersi ad un ritmo maggiore rispetto alla crescita demografica – come sta avvenendo nei paesi occidentali – le aree urbanizzate potrebbero occupare nei prossimi vent’anni fino al 7% della superficie disponibile.
Il position paper «Principi e linee di indirizzo per un sistema della mobilità sostenibile» sull’esempio dei Paesi socialmente ed economicamente più sviluppati tratta, invece, i temi della sostenibilità in un’ottica complessiva, e delle politiche integrate per una mobilità sostenibile. Il concetto di sostenibilità viene esteso, collegandolo non solo agli aspetti strettamente ambientali, ma anche a quelli del benessere e della salute dei cittadini, della loro sicurezza, della capacità di non escludere dalla mobilità le fasce socialmente ed economicamente più deboli e del miglioramento dell’efficienza economico-funzionale del sistema della mobilità.
L’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente, nata per stimolare l’impegno dei medici per la salvaguardia dell’ambiente sia in quanto medici che abitanti della terra, in occasione di questi position paper ha sviluppato una rete scientifica di valore internazionale, che analizza i fenomeni e propone linee di azione. La dimostrazione che molti processi patologici scaturiscono da cause ambientali, quali l’accumulo di inquinanti nell’aria, nell’acqua, nel suolo e nel cibo, e l’esistenza su scala mondiale di gravi e irreversibili dissesti ambientali, hanno sollecitato una crescente attenzione del mondo medico verso questi temi, creando le premesse per un’ azione congiunta degli enti scientifici promotori dell’iniziativa, a cui hanno aderito anche i Ministeri dell’Ambiente, della Salute e delle Infrastrutture.
Luca Strinati
[17 Mag 2014]










































