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L’ALTA VELOCITÀ DECOLLA

Fiumicino

I treni AV arriveranno nei principali aeroporti: Ministero e FS si alleano per studiare nuove, innovative, soluzioni per collegare alla rete gli scali di Malpensa, Fiumicino e Tessera. Sempre più veloci i collegamenti ferroviari ordinari, e i treni sulla rete AV esistente

•• Siete atterrati a Fiumicino, e dovete proseguire il viaggio per Napoli o Firenze. Avete due alternative: o attendete la coincidenza con un volo interno che vi porta a Napoli Capodichino o a Firenze Peretola o, casomai, al Galilei di Pisa. Altrimenti, potete prendere il treno. Ma prima, dovete arrivare alle stazioni di Roma Termini, o alla modernissima Tiburtina: e per farlo, oggi, siete costretti a utilizzare rispettivamente lo shuttle «Leonardo Express», o il Regionale per Tiburtina. Pensate invece alla possibilità di salire, direttamente alla stazione aeroportuale, su un «Frecciarossa», e immettersi direttamente sulla rete Alta Velocità/Alta Capacità. Risparmiando tempo ed evitando lo stress di un trasbordo più lungo, o l’effettuazione di un’ulteriore tratta aerea. È questo, a grandi linee, l’obiettivo della lettera d’intenti firmata ieri a Rimini da Maurizio Lupi, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, e Michele Mario Elia, Amministratore Delegato di FS Italiane.

L’intesa, siglata al meeting di Comunione e Liberazione, è uno dei primi effetti del recentissimo accordo – faticosamente raggiunto lo scorso 8 agosto – tra Alitalia e Etihad. Fra le condizioni chieste dalla compagnia araba, la connessione della rete ad Alta Velocità con gli aeroporti era molto più che un punto fermo: l’obiettivo è quello di favorire collegamenti rapidi ed efficienti fra i tre aeroporti e le principali città, come avviene negli altri paesi dell’Unione Europea – si pensi, ad esempio, alla stazione dell’aeroporto di Lione, quotidianamente raggiunta da decine di TGV – anche con l’intento di sviluppare turismo e business in tutta la Penisola, grazie all’intermodalità fra il treno e l’aereo. Un rapporto nato poco più di trent’anni fa, ma che solo recentemente, con l’apertura della stazione ferroviaria di Malpensa 2000 ai collegamenti effettuati dai «Frecciarossa», ha visto il suo avvio concreto. Del resto, in Italia, il primo scalo aeroportuale ferroviario – pur con tutti i limiti – è da molti considerato quello di Pisa, inaugurato nel 1982 e dismesso recentemente a favore di un «People Mover» che collegherà lo scalo alla città. La prima vera stazione aeroportuale italiana è invece quella dell’aeroporto di Fiumicino «Leonardo da Vinci»: fu inaugurata nel maggio del 1990, compresa com’era nelle opere realizzate in occasione dei Mondiali di Calcio Italia ’90. Giova ricordare che, dall’estate del 1992, FS e Alitalia diedero vita a una partnership che integrava il trasporto aereo con la ferrovia: dalla nuova stazione di Fiumicino partivano regolarmente convogli Ale 601 – a quei tempi, fra i più veloci della flotta, dopo l’ETR 450 Pendolino – diretti alle stazioni di Napoli Centrale e Firenze Santa Maria Novella. L’esperimento non ebbe seguito, anche per il tempo necessario a coprire il tracciato: i già anziani Ale 601, ridipinti con la caratteristica livrea della compagnia di bandiera, potevano raggiungere i 200 km/h, ma dovevano attraversare il nodo di Roma. Mentre la linea AV per Napoli era ancora nel libro dei sogni. E fu così che i «voli di superficie», come era stata battezzata l’esperienza congiunta FS-Alitalia cessarono il servizio nell’estate del 1994. Oggi però molte cose sono cambiate: le nuove linee e i nuovi treni permettono di riproporre uno schema che, se ben congegnato, può risultare vincente. E dal prossimo dicembre, due coppie del Pendolino ETR 600 partiranno quotidianamente dall’Aeroporto di Fiumicino per raggiungere, dopo aver toccato Termini e Tiburtina, Firenze, Bologna e Venezia.

Lione

L’accordo

I contenuti dell’accordo prevedono che entro l’anno in corso il gruppo FS Italiane, attraverso la Società operativa RFI (Rete Ferroviaria Italiana), avvii i primi studi per implementare le infrastrutture ferroviarie pertinenti gli scali aeroportuali. Si comincerà dagli interventi mirati ai collegamenti veloci con Roma Fiumicino, Milano Malpensa e Venezia Tessera: interventi che verranno realizzati gradualmente, e per fasi funzionali. I piani, ovviamente, terranno conto anche dello sviluppo della domanda di traffico prevista per i tre hub aeroportuali.

Sarà anche predisposto uno studio per nuove offerte commerciali Alta Velocità di RFI – i cosiddetti slot orari – da e verso i tre aeroporti, individuando i collegamenti e le frequenze più richieste con le principali città italiane. RFI, inoltre, verificherà con tutti i soggetti interessati la disponibilità alla sottoscrizione di Accordi Quadro per l’utilizzo delle nuove capacità e potenzialità infrastrutturali.

Al termine di questo percorso – sostanzialmente, un vero e proprio procedimento – la parola spetterà al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Che entro il 28 febbraio 2015 dovrà analizzare i piani elaborati dal Gruppo FS Italiane e definire gli indirizzi per l’avvio delle progettazioni, e condividendo un cronoprogramma relativo a tutte le fasi di progettazione, sviluppo e realizzazione.

Maurizio LupiTutto questo, ovviamente, richiederà l’individuazione delle risorse finanziarie disponibili: a tal proposito, il Ministro Lupi ha dichiarato che “tra legge di stabilità e decreto Sblocca Italia si troveranno le coperture per le azioni necessarie al rilancio del Paese», sottolineando poi che «lo Sblocca Italia e legge di stabilità viaggiano parallelamente. Una parte delle coperture potrebbe essere anticipata nello Sblocca Italia e un’altra parte scatti al primo gennaio 2015. Lo Sblocca Italia mira prevalentemente a sbloccare la burocrazia”.

Aumento di velocità

I treni devono andare più forte. Questo, in pratica, quanto riferito dal Ministro Lupi a margine della firma dell’accordo, in merito alla sua richiesta a Michele Mario Elia, A.D. di Ferrovie, di aumentare la velocità dei convogli nei tratti non raggiunti dall’Alta Velocità e di alzare il limite per i treni AV da 300 a 350 km/h. “Abbiamo deciso di accelerare due grandi obiettivi, che comportano pochissime risorse da spendere e possono dare immediatamente risultati – ha detto Lupi. Abbiamo chiesto a Fs di mandarci un progetto, che è già arrivato, su quel che riguarda i miglioramenti tecnici che con pochissimi interventi possano accelerare la marcia dei treni, anche sulle tratte non coinvolte dall’Alta Velocità”.

Si tratta di un problema comune a molte zone d’Italia: la scarsa velocità commerciale dei convogli che transitano linee ordinarie, particolarmente sentito sulle reti secondarie e su quelle litoranee.

“Stiamo valutando se, pur mantenendo la massima sicurezza dei passeggeri, con un parere dei tecnici del ministero sia possibile aumentare in breve tempo la velocità, sulle tratte attuali, di almeno 30-40 chilometri all’ora”. Si tratta di “un altro segnale di attenzione nei confronti dei cittadini: chiediamo a FS di venire incontro non solo a quelli che prendono l’Alta Velocità ma anche a chi ogni giorno prende il treno per spostarsi”. Lupi ha quindi ribadito l’altro grande obiettivo in tema di velocità, stavolta sulle linee AV vere e proprie. Ed è il progetto di aumentare la velocità massima su tali linee, che vedrà coinvolto il nuovo ETR 1000 «Pietro Mennea», presentato lo scorso anno e attualmente in fase avanzata di test da parte delle FS. “Stiamo concludendo la verifica di tutte le procedure tecniche, perché i treni AV possano passare da 300 a 350 chilometri all’ora: siamo già in fase di sperimentazione, ma la tutela della sicurezza è uno dei temi principali”.

Estensione della rete

Il Ministro ha infine parlato della nuova tratta AV da Napoli a Bari, ipotizzando una tempistica definita per i collegamenti siciliani. “La realizzazione dell’alta velocità tra Bari e Napoli potrebbe partire prima del previsto: la posa della prima pietra avverrebbe entro il 2015, e non più nel 2018. Gli investimenti previsti, che partono e finalmente si sbloccano, ammontano a 4,5 miliardi”. Tempi certi anche per quanto riguarda la Sicilia, una regione che da sempre chiede collegamenti ferroviari adeguati, “in particolare la tratta Palermo-Catania-Messina: anche su questo tratto ci sarà il commissariamento da parte delle Ferrovie dello Stato e una sicurezza sulla data della sua realizzazione”. Tempi che il Ministro ha quantificato in 90 giorni per la definizione dei progetti, e 90 giorni per l’assegnazione degli appalti.

Tre aeroporti, tre ipotesi

Anche se non esistono ancora progetti dettagliati vi sono, per i tre scali aeroportuali, linee guida di massima, che delineano diverse fasi di attuazione. Vediamole rapidamente.

Aeroporto «Leonardo da Vinci» (Fiumicino)

Il collegamento con l’aeroporto di Roma Fiumicino è attivo, come noto, già dal 1990, quando venne realizzato un tronco dalla preesistente Ponte Galeria-Fiumicino, a sua volta diramazione dalla Roma-Civitavecchia. Per il breve e medio periodo sono previsti interventi sugli impianti di Magliana e Ponte Galeria, per migliorare la regolarità dell’esercizio ferroviario, e interventi di tipo tecnologico sull’attuale infrastruttura.

Nel medio e lungo periodo sono ipotizzabili interventi per la realizzazione di una galleria passante sotto l’aeroporto, in direzione nord, che a sua volta si connetterebbe con un nuovo collegamento ferroviario verso la città. Il completamento della «Gronda Nord», ovvero la tanto attesa chiusura dell’anello ferroviario di Roma, prevista già nei primi anni novanta, e da allora rimandata sine die, rappresenterebbe il proseguimento della nuova linea. Che garantirebbe tempi di percorrenza interessanti per Napoli e Firenze, raggiungibili dall’aeroporto rispettivamente in un’ora e 20 minuti, e un’ora e 40 minuti.

Malpensa Express

Aeroporto «Città di Milano» (Malpensa)

Anche lo scalo di Malpensa dispone di un collegamento con rotaia, attraverso la rete FNM: nel breve periodo è possibile istituire un servizio AV da Milano a Malpensa, via Saronno, e un altro servizio AV di 1 treno ogni 2 ore da Milano a Malpensa, attraverso il raccordo ad X, con inversione di marcia a Busto Arsizio. Più consistenti, invece, gli interventi ipotizzati nel medio periodo: ovvero la realizzazione del raccordo a Y per istituire un servizio diretto da Milano a Malpensa, e di un collegamento diretto tra la linea AV/AC Torino-Milano, e la linea FNM Novara-Malpensa per l’istradamento dei treni AV. Oltre questo già consistente up-grading, l’obiettivo di lungo periodo delinea, infine, il quadruplicamento da Parabiago a Rho come intervento propedeutico per il potenziamento dei servizi verso Malpensa. Al quale si aggiunge il triplicamento da Parabiago a Gallarate, e il collegamento a Malpensa da Nord.

Aeroporto «Marco Polo» (Venezia Tessera)

Più semplice da illustrare, infine, ma non meno impegnativa, la situazione inerente lo scalo di Tessera: l’aeroporto veneziano, infatti, non dispone di nessun collegamento su rotaia. E gli interventi ipotizzabili richiederanno una tempistica adeguata. La realizzazione di un collegamento «ad antenna» con l’aeroporto, e di una nuova fermata AV di interscambio sull’attuale linea Venezia-Trieste, costituiscono le fasi di medio periodo, mentre nel lungo periodo, oltre all’implementazione infrastrutturale sulla linea Venezia-Trieste (per un aumento della velocità commerciale) è fattibile pensare al ripristino della «linea dei Bivi», ovvero la Cintura di Mestre. Una linea nata nel 1940 per scopi militari, poi utilizzata per evitare l’attraversamento dello scalo di Venezia Mestre ai convogli diretti da Padova a Trieste e viceversa, e dismessa negli anni novanta.

Alessandro Ferri
[29 Ago 2014]