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Metropolitane tedesche: meno annunci, maggior risparmio

Metropolitana Berlino

«Restare indietro, prego»: Berlino e Amburgo mandano in pensione l’avviso automatico per i viaggiatori. Obiettivo? Andatura più regolare, risparmi economici e di energia elettrica

•• «Zurückbleiben bitte», ovvero «Restare indietro, prego». Quello storico annuncio della metropolitana tedesca si compone da due inconfondibili parole che molti turisti, spesso, imparano a memoria come la prima frase di senso compiuto in tedesco. Una brevissima, ripetuta litania che per milioni di tedeschi scandisce il precipitarsi nel fare gli ultimi gradini della U-Bahn, le metropolitane di Berlino e Amburgo – o della S-Bahn sopraelevata – a due a due, per incastrarsi tra le portiere. Più prosaicamente, nelle stazioni di Berlino e Amburgo «zurückbleiben bitte», «per favore restare indietro» è il tradizionale segnale che il treno sta per ripartire, che bisogna sbrigarsi per infilarsi nei vagoni aperti ancora per pochissimi secondi. Ma se i turisti, specialmente le prime volte, lo sentono con piacere e, magari, con deferente e rigorosa attenzione i tedeschi, se sono già saliti a bordo, e specialmente se assorti nei loro libri o chini sui diffusissimi smartphone, neanche se ne accorgono più.

Metropolitana Germania

Qualche considerazione è quindi scaturita inevitabile. Perché un annuncio, anche se brevissimo, ha comunque dei costi. Costa trasmetterlo attraverso gli impianti di diffusione sonora. Costa in energia elettrica. Costa nell’usura degli altoparlanti. Costa nella manutenzione e sincronizzazione dei dispositivi di avviso. Ma non è finita qui. Perché costano anche quei tre secondi in cui, mentre l’impianto sonoro diffonde il noto annuncio, il convoglio è fermo, ma le porte sono ancora chiuse: e in quei tre secondi, il treno è inefficiente dal punto di vista economico. Perché non produce quei servizi di trasporto per i quali non è stato costruito soltanto il convoglio, ma tutta la rete ferroviaria. E se moltiplichiamo tutti questi costi per le fermate che tutti i treni effettuano ogni giorno, rapportandoci a tutte le stazioni della rete, le cifre cominciano a diventare elevate. Perché la metropolitana di Berlino (inaugurata a partire dal 1902), e si sviluppa per oltre 146 chilometri di rete. Mentre quella di Amburgo (datata 1912) è più snella, con «appena» 105 km.

Quanto costa l’annuncio?

Tutto ciò premesso la municipalità di Amburgo, col caratteristico pragmatismo nazionale, si è presa la briga di calcolare i costi di quei tre secondi. Tre secondi che, oltre a rendere i treni improduttivi, costringono i treni ad accelerare tra una stazione e l’altra per recuperare il tempo perso, consumando quindi più energia di quanta ne richiederebbe un’accelerazione graduale, e disperdendo maggior calore nell’atmosfera. E il risultato, è strabiliante. Perché abolendo quel brevissimo avvertimento, si è accertato che la città anseatica risparmierebbe 7 milioni di kWh di energia elettrica e 4.000 tonnellate di CO2 ma, soprattutto, 700mila euro di bolletta all’anno. I risultati inerenti la metropolitana di Berlino potrebbero essere, sicuramente, ancora più consistenti.

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Conti alla mano, ad Amburgo si è deciso così di abolire l’annuncio: da oggi, la caratteristica frase «zurückbleiben bitte» è pertanto sostituita da 25 brevi segnali sonori, e una luce rossa. Analoga decisione è stata presa dalla metropolitana di Berlino. Con quei «tre, tre secondi e mezzo di tempo risparmiati», i treni avranno un andatura più regolare, con meno strappi in accelerazione, ha spiegato il capo della sopraelevata di Amburgo, Ulrich Sieg, che ha promesso ai viaggiatori anche una sempre maggiore puntualità dei convogli. E questo, anche per i tedeschi più irriducibilmente nostalgici dell’annuncio umano, è un argomento molto più convincente di qualsiasi tradizione.

Alessandro Ferri