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Acqua, i numeri dell’emergenza

Acque reflue

A fronte delle sanzioni di milioni di euro decise dall’UE per il nostro Paese a causa del mancato trattamento delle acque reflue, Federutility incoraggia il Governo ad una scelta sul finanziamento delle opere

 

•• Preoccupa il fronte della depurazione! La condanna da parte della Corte di Giustizia Ue per il mancato trattamento dei reflui urbani prevede sanzioni che possono arrivare a 714.240 euro al giorno, ad una multa secca in base al Pil (che per l’Italia potrebbe essere di 9.902.000 euro) e alla sospensione dei finanziamenti europei.

 

E se il Sottosegretario alle infrastrutture Erasmo D’Angelis ammonisce: Da fine giugno lo Stato dovrà far fronte a centinaia di milioni di euro di sanzioni dall’Unione Europea sul tema della depurazione, multe che andranno dai 20mila ai 700mila euro al giorno! Dobbiamo evitare questa figuraccia mondiale, paragonabile a quella dei rifiuti a Napoli. Due italiani su dieci non sono collegati ad una fogna e tre su dieci non sono collegati ad un depuratore. L’acqua è un bene comune e universale, quindi non può più essere rimosso dalle politiche economiche nazionali“, il Direttore generale di Federutility Adolfo Spaziani «incoraggia»: “Per far fronte agli investimenti del settore idrico (oltre 65 miliardi nei prossimi 30 anni), il governo scelga come finanziare le opere: tasse, trasferimenti o tariffe”.

 

Per scongiurare il rischio di queste sanzioni, infatti, Federutility – la federazione dei Gestori idrici italiani – chiede al Governo di inserirsi stabilmente nei Piani di programmazione pluriennali e nei documenti economici indicando quale sarà la proporzione tra tasse, trasferimenti e tariffe nella copertura degli investimenti del servizio idrico.

Il metodo europeo (EUREAU) prevede, infatti, la copertura dei costi dei servizi pubblici attraverso le tasse (indipendentemente dal consumo idrico e dalla composizione del nucleo tariffario); i trasferimenti (dall’UE, dallo stato e dagli enti territoriali, con condizioni di erogazione per area e caratteristiche progettuali); o le tariffe (direttamente collegate al consumo e al servizio reso, in quanto corrispettivo).

Il dossier sugli investimenti realizzato da Federutility (e basato su una ricognizione dei 34 maggiori gestori idrici) mostra che l’ammontare complessivo degli investimenti che possono essere messi immediatamente in cantiere è di 4.569.145.981 euro divisi come segue:

 

–          1.803.066.106 euro per le aziende del Nord Italia (corrispondente al 39% del totale);

–          938.403.211 euro per le aziende del Centro Italia (corrispondente al 21% del totale);

–          1.827.676.644 euro (per le aziende del Sud Italia (corrispondente al 40% del totale).

 

Il numero totale di interventi corrispondenti è 628, diviso come segue:

–          74 interventi previsti dalle Aziende del Nord Italia (corrispondente al 12 % del totale);

–          160 interventi previsti dalle Aziende del Centro Italia (corrispondente al 25 % del totale);

–          394 interventi previsti dalle Aziende del Sud Italia (corrispondente al 63 % del totale).

 

Grafico interventi acque reflue

 

I dati sono riassunti nella tabella da cui emerge in sostanza che la maggior parte degli investimenti necessari sono concentrati sulla manutenzione e sulla costruzione di nuovi impianti di fognatura e depurazione, soprattutto nel Mezzogiorno.

 

Michela Diamante